Nel ricordo di un grande eroe italiano!

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Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda dave » dom lug 19, 2009 12:11 pm

Nel mese in cui ci sono state scene isteriche per un cantante americano deceduto, bisognerebbe invece ricordare un auntentico eroe della storia italiana, che 17 anni fa è stato ammazzato dallo Stato colluso con la mafia...

Di seguito due video significativi...

1) Borsellino tiene una lezione sulla mafia a Bassano del Grappa

http://www.youtube.com/watch?v=k_RzX8Tab4Q

2) Borsellino, nell'ultima intervista della sua vita, parla di Dell'Utri, di Mangano e indirettamente di Berlusconi....morirà da lì a poco... :wink:

http://www.youtube.com/watch?v=DN9iM-7DSlo
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda enry » dom lug 19, 2009 1:19 pm

Eroi dimenticati...
Il punto 2 lascia intendere cose un po' azzardate, io mi limito a dire che sicuramente Falcone e Borsellino non avrebbero votato Berlusconi. Del resto i pistolotti di Riina contro la sinistra siciliana li abbiamo sentiti tutti, magari qualcuno se li è dimenticati...ma del resto tutti ci ricordiamo solo quello che ci fa comodo, a destra e a sinistra.
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda dave » dom lug 19, 2009 3:09 pm

Un altro video sulla manifestazione di ieri, con gli interventi di De Magistris e Salvatore Borsellino che sottolineano il giusto tentativo di riaprire il caso di Via D'Amelio, con il riferimento al coinvolgimento dei servizi segreti nella strage di 17 anni fa.

http://www.youtube.com/watch?v=0gopwiy3n3Y
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda The Director » gio lug 30, 2009 5:29 pm

La mafia, come personalmente ho sempre pensato, prescinde da chi sta al governo ed è trasversale, come dimostra questo articolo che prendo dal sito di Libero:


INCHIESTE BARI: CC IN SEDI PARTITI CENTROSINISTRA

BARI - I bilanci dei partiti politici del centrosinistra della Regione Puglia vengono acquisiti dai carabinieri a Bari nell'ambito dell'indagine del pm Desiré Digeronimo sul presunto intreccio tra mafia, politica e affari nella gestione degli appalti pubblici nel settore sanitario. Le acquisizioni vengono fatte nelle sedi regionali di Pd, Socialisti, Prc, Sinistra e Libertà, e Lista Emiliano. Gli accertamenti disposti dal magistrato, che ha firmato decreti di esibizione di documentazione, riguardano l'ipotesi di illecito finanziamento pubblico ai partiti in riferimento al periodo compreso dal 2005 ad oggi, comprese le ultime elezioni al Comune di Bari.

Nell'inchiesta del pm Desiré Digeronimo sono indagate circa 15 persone di persone tra cui l'ex assessore regionale alla Sanità Alberto Tedesco, ora senatore. Le ipotesi di reato sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, al falso, alla truffa; per alcuni reati si ipotizza l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa.

L'indagine del pm della Dda di Bari Desire' Digeronimo mira a verificare - a quanto si e' saputo - la presunta contiguita' tra alcuni personaggi legati al centrosinistra e la criminalita' organizzata barese. I bilanci vengono acquisiti nelle sedi di Pd, Prc, Sinistra e Liberta', Lista Emiliano e Socialisti Autonomisti. Quest'ultimo e' il partito dell'ex assessore alla sanita' della Regione Puglia, Alberto Tedesco, ora senatore del Pd, che si e' dimesso il 6 febbraio scorso dopo aver appreso di essere indagato.

Il sospetto del pm Digeronimo - che sull'inchiesta mantiene un riserbo assoluto - si basa su colloqui telefonici intercettati anche negli ultimi mesi, mentre a Bari era in corso la campagna elettorale per le amministrative. Nell'indagine si ipotizza il reato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla concussione, al falso, alla truffa e all'abuso d'ufficio per presunti illeciti compiuti con riferimento ad appalti nel settore sanitario regionale. Tra i 15 indagati, oltre al senatore Tedesco, ci sono imprenditori, direttori regionali di alcune Ausl pugliesi e funzionari regionali. L'indagine è di competenza della Dda perché il magistrato inquirente ipotizza nei confronti di alcuni indagati l'aggravante di aver favorito un'associazione mafiosa (art.7 legge 152/91). Questa aggravante, già ipotizzata da tempo nel fascicolo, si sarebbe ulteriormente rafforzata negli ultimi tempi dopo che i carabinieri del nucleo investigativo di Bari hanno intercettato alcune utenze telefoniche e dopo il pentimento del boss barese Giacomo Valentino, che si è anche accusato di aver compiuto una decina di omicidi.

Dalle indagini del pm della Dda di Bari Desire' Digeronimo sarebbe emerso il sospetto che i partiti del centrosinistra regionale dal 2005 ad oggi avrebbero favorito determinati imprenditori a cui avrebbero affidato appalti e servizi nel settore sanitario finanziati con danaro pubblico. Gli imprenditori, a loro volta, avrebbero girato parte del danaro ottenuto ai partiti del centrosinistra, finanziandoli. Per questo stamani il magistrato ha ordinato ai carabinieri di acquisire i bilanci dei partiti dal 2005 ad oggi. Il pm Digeronimo vuole verificare se nei bilanci siano stati regolarmente iscritti tutti i finanziamenti ricevuti dal mondo imprenditoriale: per svolgere queste verifiche il magistrato ipotizzerebbe il reato di illecito finanziamento pubblico ai partiti. A quanto si e' saputo, anche questa ipotesi investigativa si baserebbe su intercettazioni telefoniche.
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda Diòscuro » gio lug 30, 2009 6:11 pm

Mah Direttore, che dire.... 8) certo che è trasversale
Mentre il giornalismo intellettualmente superiore pubblica l’n-sima intervista alla cugina della sorella della nuora della portinaia del palazzo di Noemi, e cerca mirabili prove di lucciole o simil-lucciole e condom usati da un 73enne operato alla prostata 3 volte,
poco o nulla si dice del ramo principale dell’inchiesta.
Interessante anche l’art. dellOccidentale:

http://www.loccidentale.it./articolo/ba ... la.0074076

Dopo le dimissioni Tedesco è stato chiamato a sostituire Paolo De Castro (eletto al Parlamento Europeo), a Palazzo Madama in qualità di Senatore, ottenendo così lo scudo dell’immunità parlamentare.
Si vede che i giornalisti preferiscono andar a caccia di lucciole e questo la dice lunga su chi controlla l’informazione in Italia.

Il Pd ha un problema morale che si allarga a macchia d’olio, non solo in Campania dove le giunte sciolte per infiltrazioni mafiose sono state 91 e 70 in Calabria, ma anche in Puglia e in Basilicata. Per tacer dell'Abruzzo che non ho il tempo di cercare, ma è una situazione allucinante.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere. ... stra.shtml

Il Sen. Ignazio Marino (PD) ha detto: «Sento dire che a Napoli nelle ultime ore ci sono state seimila tessere nuove»,
«tra qualche giorno avremo più iscritti che elettori» e 'Trovo davvero incredibile che un criminale che gia' 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd'. 'E' evidente -aggiunge- che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna'.
Cosa dire: Senatore Marino! Continui così!

In attesa che magari ci propongano al PD di nuovo Bersani, uomo di Confindustria, che ha già parlato di liberalizzazioni e privatizzazioni cioè fare n-simo spezzatino di Italia con nuove svendite di industrie italiane alle multinazionali estere: i taxisti e gli edicolanti memori della volta scorsa stanno già tremando.
Per l’occasione si sono dichiarati da sempre di sinistra gli industriali Agnelli, De Benedetti, Tronchetti, Della Valle, Prada, Biagiotti, Colaninno, Passera, Montezemolo, Soros, Divella, Murdoch.

Vicini alla gente comune.
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda dave » gio lug 30, 2009 7:02 pm

Mai detto che la mafia, specie al Sud, abbia un solo colore politico.
La questione pugliese è schifosa e scandalosa.

Tuttavia, non è una gara di chi è più mafioso che cancella le responsabilità mostruose che i signori Dell'Utri e Berlusconi hanno nei confronti dei terribili attentati siciliani di Capaci e di Via D'Amelio, con la morte di tante vittime innocenti.

Lo scandalo pugliese non cancella né ridimensiona il fatto che un partito - Forza Italia - sia stato fondato su interesse della mafia e che, non a caso, ha una percentuale di voto spaventosa in regioni come la Sicilia e la Calabria. Nè tantomeno cancella o ridimensiona il fatto che gli uomini politici attualmente al potere hanno dietro di sé gente come Dell'Utri, il quale in un'indimenticabile intervista a Chiambretti anni fa dichiarò che la mafia non esiste, allo stesso modo in cui parlò Riina durante il processo.

Un appunto finale: l'ultima categoria che ha diritto a parlare è quella dei taxisti, e sappiamo bene tutti il perché.... :wink:
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda The Director » gio lug 30, 2009 7:24 pm

dave ha scritto:Tuttavia, non è una gara di chi è più mafioso che cancella le responsabilità mostruose che i signori Dell'Utri e Berlusconi hanno nei confronti dei terribili attentati siciliani di Capaci e di Via D'Amelio, con la morte di tante vittime innocenti.



Un favore: siccome questo è un tuo assioma per il quale non esistono prove CERTE (leggi: nessun magistrato sta inquisendo Berlusconi come mandante degli omicidi a cui ti riferisci), vacci piano, perchè magari a beccarsi una querela sono poi io come 'editore' del sito anzichè tu...

Nota a margine: se prendere voti in Sicilia equivale ad essere mafioso, immagino che prenderli in Campania equivalga ad essere camorrista... :wink:
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda RainDog » gio lug 30, 2009 8:39 pm

Ora, a me non fa piacere che vengano alla luce casi di corruzione nel centro sinistra, ma se ci sono allora ben vengano le inchieste e si puniscano i responsabili. Anzi è positivo che si faccia pulizia, meno mele marce ci sono in politica e meglio è. Neanche a farlo apposta, stasera ho sentito in tv il commento di Vendola e la pensa esattamente come me. E' proprio questa la differenza: noi non ci mobilitiamo per difendere l'indifendibile e non accusiamo la magistratura di essere schierata politicamente o altre assurdità. Se qualcuno ha commesso un reato paghi e vada fuori dal partito. La differenza è proprio questa.
Spero almeno che dopo queste inchieste qualcuno la pianti di dire che i magistrati sono di sinistra e che si accaniscono solo contro il povero Silvio.
Riguardo a Bersani, per me è l'uomo ideale per guidare un centro sinistra moderno e liberale. Già, liberale, visto che il centro destra che teoricamente dovrebbe ispirarsi al liberalismo, in realtà fa ben altro. Una dlle poche cose buone fatte dal governo Prodi è stato proprio il decreto Bersani che ha cercato di smuovere un minimo un mercato soffocato dagli interessi corporativi: tassisti e farmacisti in primis. E' una vergogna che le licenze da taxista siano un numero così limitato, e che si consenta a questa categoria di praticare tariffe indecenti, decine di euro per fare pochi metri. E' una vergogna che i laureati in farmacia non possano aprire una farmacia (che cazzo si sono laureati a fare allora) e che solo i figli dei farmacisti da generazioni possano avere il "privilegio" di condurre una farmacia. Aggiungerei che anche notai e avvocati andrebbero strigliati a dovere, e sono solo i primi due che mi vengono i mente. Vogliamo il libero mercato? E allora facciamolo: diamo la possiblità a tutti di costruire qualcosa, di competere, di farsi valere. E in questa competizione, la concorrenza farà sì che anche le tariffe diminuiscano e il consumatore tragga beneficio. Altra cosa fatta da Bersani: la portabilità del mutuo. E’ un’ottima cosa, io stesso ne ho beneficiato senza pagare penali né spendere una lira di notaio. Dio solo sa quanto le banche si siano opposte e abbiano avversato questa norma, che invece è ottima. Idem per le assicurazioni: finalmente abbiamo raggiunto il risultato di poter cambiare assicurazione auto ogni anno, scegliendo la più conveniente. Tremonti, il “liberale”, ha già detto che sta lavorando per legare le assicurazioni alla compagnia per più di un anno… evidentemente doveva qualche favore alla lobby degli assicuratori, fra cui c’è anche il suo capo, oltretutto. Insomma io sostengo Bersani, fra i candidati del PD è qello che preferisco. Poi perderà, amen, non cambia di una virgola la stima che ho per lui.
Un ultimo commento vorrei dedicarlo a quella serie di imprenditori etichettati come “di sinistra”: ma FIGURIAMOCI se gente come Dellavalle, Montezemolo, ecc. è di sinistra! Quella è solo gente che fa gli interessi del grande capitale, ergo non possono essere di sinistra. Casomai saranno anti-berlusconiani, perché i loro interessi sono in conflitto con quelli di Silvio. Quindi vediamo di distinguere le cose: essere di sinistra ed essere contro Berlusconi non è la stessa cosa, non è sinonimo.
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda dave » ven lug 31, 2009 3:00 pm

The Director ha scritto:
dave ha scritto:Tuttavia, non è una gara di chi è più mafioso che cancella le responsabilità mostruose che i signori Dell'Utri e Berlusconi hanno nei confronti dei terribili attentati siciliani di Capaci e di Via D'Amelio, con la morte di tante vittime innocenti.



Un favore: siccome questo è un tuo assioma per il quale non esistono prove CERTE (leggi: nessun magistrato sta inquisendo Berlusconi come mandante degli omicidi a cui ti riferisci), vacci piano, perchè magari a beccarsi una querela sono poi io come 'editore' del sito anzichè tu...

Nota a margine: se prendere voti in Sicilia equivale ad essere mafioso, immagino che prenderli in Campania equivalga ad essere camorrista... :wink:


Per toglierti ogni possibile problema, mi nascondo dietro questo video e, in particolare, dietro le parole di Antonio Ingroia, ex collega stretto di Borsellino: http://www.youtube.com/watch?v=wx5AbPY8Nbo
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda The Director » ven lug 31, 2009 3:57 pm

dave ha scritto:
The Director ha scritto:
dave ha scritto:Tuttavia, non è una gara di chi è più mafioso che cancella le responsabilità mostruose che i signori Dell'Utri e Berlusconi hanno nei confronti dei terribili attentati siciliani di Capaci e di Via D'Amelio, con la morte di tante vittime innocenti.



Un favore: siccome questo è un tuo assioma per il quale non esistono prove CERTE (leggi: nessun magistrato sta inquisendo Berlusconi come mandante degli omicidi a cui ti riferisci), vacci piano, perchè magari a beccarsi una querela sono poi io come 'editore' del sito anzichè tu...

Nota a margine: se prendere voti in Sicilia equivale ad essere mafioso, immagino che prenderli in Campania equivalga ad essere camorrista... :wink:


Per toglierti ogni possibile problema, mi nascondo dietro questo video e, in particolare, dietro le parole di Antonio Ingroia, ex collega stretto di Borsellino: http://www.youtube.com/watch?v=wx5AbPY8Nbo



Forse mi sono spiegato male. Non sono un grosso intenditore di legge, ma penso che lanciare certe accuse, se prima esse non sono agli atti, possa creare problemi a livello di possibili querele. Ergo, Ingroia può aver detto quel che gli pare, ma se non esistono atti ufficiali di tribunali o magistratura circa certe accuse, nè indagini che vadano in quella precisa direzione, penso che l'accusato possa sporre querela. Un pò come se io mi alzassi domattina e dicessi che dietro agli abusi sessuali all'asilo di Rignano Flaminio c'eri tu, e poco importa se qualcuno avvalora questa tesi, se poi non è tutto nero su bianco in atti ufficiali. Poi magari mi sbaglio, perchè come ho detto non me ne intendo, ma preferisco non rischiare...
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Re: Nel ricordo di un grande eroe italiano!

Messaggioda Diòscuro » mer ago 26, 2009 9:59 am

Per tornare in topic, dal momento che "inspiegabilmente" quello che doveva essere il ricordo di un grande eroe italiano
diviene una ricerca filologica delle radici (vere o supposte) di Forza Italia, che nessuno dei presenti pare ha tra l'altro votato,
riassumo un art. estivo comparso sul Secolo XIX ad opera di Paolo Cirino Pomicino,
che indica che casomai l’accordo fu tra mafia e una parte della politica con servizi italiani e stranieri, e che Falcone stava indagando sull’uscita dalla Russia d'allora di ingenti somme di denaro del Kgb.

In queste settimane c'è stato un fiume di interviste sulle stragi di via D'Amelio e di Capaci in cui morirono Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, piene di ricordi a quanto pare sbiaditi. Pur nella ricerca della verità, nelle ipotesi, ci sarebbero fatti oggettivi da ricordare.
Luciano Violante, Enzo Scotti, Pino Arlacchi, Oscar Luigi Scalfaro hanno detto cose oggi diverse da allora.
A cominciare dal famoso «Non ci sto» scalfariano legato ieri ai fondi neri dal Sisde e oggi, invece, collegato da alcuni giornalisti al rifiuto di una trattativa tra mafia e Stato.
La riapertura delle indagini della Procura di Caltanissetta sulle dichiarazioni di Massimo Ciancimino ha dato il via a tanti ricordi, j'accuse, dimenticanze, naturalmente in buona fede. Al di là di ogni fazione e opinione ci sono però 'cose già successe',
sarà bene forse ricordare i fatti storicamente accertati:

1) sono stati sempre noti i collegamenti negli anni '89-‘93 tra alcuni gradi dei servizi italiani e stranieri e alcuni mafiosi. Dal rapporto riservato e non autorizzato con Totuccio Contorno del prefetto Domenico Sica e del capo della Criminalpol Gianni Di Gennaro, agli uomini che visitarono nel carcere inglese di Full Sutton il mafioso Francesco Di Carlo per chiedergli indicazioni sui possibili killer per uccidere Giovanni Falcone fino al rapporto con Vito Ciancimino del generale dei carabinieri Mario Mori.
Mentre nel primo e nel terzo caso i rapporti possono inquadrarsi in un lavoro di intelligence per colpire la mafia, nel secondo caso, quello del pentito Di Carlo, gli obiettivi erano di natura mafiosa;

2) nel settembre del 1989 il decreto legge Andreotti-Vassalli allunga il periodo di carcerazione preventiva agli imputati di associazione mafiosa. Il vecchio Pci con Violante fa una tremenda requisitoria contro il governo e vota contro;

3) alla fine dell'estate del ‘90, secondo gli accertamenti del pm di Caltanissetta Luca Tescaroli, c'è un contatto tra alcuni capi mafiosi (Totò Riina o Bernardo Provenzano) e un non meglio identificato agente istituzionale per discutere della reazione stragista alla legislazione antimafia dell'epoca;

4) nello stesso anno, Francesco Di Carlo riceve nel carcere inglese di Full Sutton un agente dei servizi siriani, Nazzar Hindaw, insieme a quattro persone, tre mediorientali e un italiano. Questi gli chiesero di indicare qualcuno che poteva aiutarli a uccidere Giovanni Falcone. Di Carlo fece il nome di Antonino Gioè, che infatti partecipò alla strage di Capaci, fu arrestato e un mese dopo fu trovato impiccato nel carcere di Rebibbia;

5) il 23 dicembre ‘91 viaggiano sullo stesso volo Roma-Palermo Luciano Violante e Giovanni Brusca, già all'epoca noto mafioso;

6) tre mesi dopo il piemontese Luciano Violante fu capolista a Palermo del vecchio Pci nelle elezioni politiche del 1992 e in quella occasione nasce il movimento della Rete di Leoluca Orlando, che prende in Sicilia il 9% per sparire qualche tempo dopo;

7) il 5 marzo 1992 c'è l'omicidio di Salvo Lima;

8) il 17 marzo 1992 Vincenzo Scotti, ministro dell'Interno, allerta le prefetture di tutta Italia preannunciando un piano di destabilizzazione istituzionale. Questo piano prevedeva attacchi mafiosi e indagini giudiziarie su tutti i leader dei partiti di governo. Quarantotto ore dopo Scotti si rimangia tutto davanti alle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato;

9) il 23 maggio 1992 Falcone e la sua scorta saltano in aria;

10) ai primi di luglio ‘92, uno scritto anonimo inviato a tutte le autorità descriveva tutto ciò che poi sarebbe accaduto nei mesi successivi sugli attacchi mafiosi, sulle indagini di Tangentopoli e sull'impunità dei mafiosi pentiti;

11) il 19 luglio '92 Borsellino e la sua scorta saltano in aria in via D'Amelio;

12) nel settembre ‘92 a casa Scotti, non più ministro, il capo della polizia Vincenzo Parisi e il capo di stato maggiore dell'arma dei carabinieri, generale Domenico Pisani, confermarono al neoeletto segretario della Dc Mino Martinazzoli la veridicità dell'informativa del marzo precedente per la quale lo stesso Scotti prima aveva allertato le prefetture e poi ne aveva smentito il valore;

13) nel gennaio del ‘93 viene arrestato Totò Riina;

14) nella primavera del ‘93 arrivano le bombe mafiose di Milano, Firenze e Roma e subito dopo i programmi di protezione incominceranno a scarcerare mafiosi, camorristi e 'ndranghetisti (oltre 3 mila nei dieci anni successivi) così come aveva previsto il documento anonimo del luglio ‘92.

Pochi giorni dopo la sua morte, Giovanni Falcone doveva incontrare, fatto documentato da un telex alla Farnesina, Valentin Stepankov, procuratore generale di Mosca che indagava sull'uscita dalla Russia di ingenti somme di denaro nella disponibilità del Kgb, molti agenti del quale giravano indisturbati per mezza Europa.

Questi i fatti, pubblici.

La tenaglia fra stragi mafiose (Falcone, Borsellino) e inchieste giudiziarie sui finanziamenti ai partiti di governo ha scansioni temporali molto cadenzate per non immaginare un coordinamento tra i fatti, che produsse effetti devastanti sul sistema politico italiano.
L'accordo non fu tra mafia e Stato, ma tra mafia e una parte della politica con l'aiuto di uomini deviati dei servizi italiani e stranieri e delle forze dell'ordine come si leggeva sul documento anonimo del luglio 1992.

Le forze politiche abbiano un sussulto e varino una Commissione parlamentare di inchiesta vera sugli anni in cui la Repubblica fu tradita e certi servitori dello Stato, come Falcone e Borsellino, pagarono con la vita la loro lealtà.
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