Logo DarkRoom Magazine
Darkroom List menu Room101 Room102 Room103 Room104 Room105 Room106 Room107 Room108 Room109 Reception
SYNTHPOP, FUTURE-POP, TRIP-HOP, CHILLOUT E TUTTA L'ELETTRONICA PIÙ ACCESSIBILE E MELODICA
HARSH-ELECTRO, EBM, ELECTRO-INDUSTRIAL, IDM E TUTTA L'ELETTRONICA PIÙ ABRASIVA E DISTORTA
DARKWAVE, GOTHIC, DEATHROCK, POST-PUNK E AFFINI
INDUSTRIAL, AMBIENT, POWER ELECTRONICS E TUTTE LE SONORITÀ PIÙ NERE ED OPPRIMENTI
NEOFOLK, NEOCLASSICAL, MEDIEVAL, ETHEREAL E TUTTE LE SONORITÀ PIÙ DELICATE E TRADIZIONALI
TUTTO IL METAL PIÙ GOTICO ED ALTERNATIVO CHE PUÒ INTERESSARE ANCHE IL PUBBLICO 'DARK'
TUTTE LE SONORITÀ PIÙ DIFFICILI DA CLASSIFICARE O MENO RICONDUCIBILI ALLA MUSICA OSCURA
LA STANZA CHE DEDICA LA DOVUTA ATTENZIONE ALLE REALTÀ NOSTRANE, AFFERMATE E/O EMERGENTI
LA STANZA CHE DEDICA SPAZIO ALLE BAND ANCORA SENZA CONTRATTO DISCOGRAFICO

Mailing-List:

Aggiornamenti su pubblicazioni e attività della rivista


 

Cerca nel sito



Room 105

19-04-2018

HARVEST RAIN

"Blood Hymns"

Cover HARVEST RAIN

(Rage In Eden)

Time: CD (72:33)

Rating : 7

Ristampa di uno dei migliori album di Harvest Rain: uscito originariamente nel 2007 per i tipi della OPN, "Blood Hymns" raccoglie quanto di buono ha saputo mettere insieme il progetto americano in circa quindici anni di carriera. Profondamente legato alla classicità neofolk, l'album si snoda attraverso 14 ballate costruite su meste armonie di chitarra, battute da una drum-machine dal retrogusto marziale, una voce malinconica e di grande effetto scenico ed alcuni arrangiamenti sinfonici che sanno dare una notevole impronta di pathos. L'ombra dei Death In June, come di tanti nomi generati negli anni a venire dal sound totemico della band inglese, fa capolino in brani che amano sottolineare la propria provenienza artistica collegandosi a più riprese anche ai coevi Ostara di Richard Leviathan, da cui raccolgono la propensione per melodie affascinanti e immediate. Nel complesso emergono alcuni passaggi che tradiscono gusti trasversali, con richiami che vanno dall'indie à la Smiths ("Thuletide") a vari echi new wave, ma le parti maggiormente emozionanti rimangono collegate al neofolk, con vette che non fanno rimpiangere nomi di gran lunga più blasonati ("My Butterfly"). A distanza di dieci anni l'album mantiene una buona freschezza, ricordando i fasti di un genere che ha saputo dare buoni risultati anche con autori non di primissima fascia; al pari è evidenziabile la scelta sonora dolce e morbida di questa band, forse al tempo non compresa appieno perché non allineata. La ristampa si chiude con tre tracce aggiuntive, due delle quali assai rudi rispetto alle precedenti, mentre quella conclusiva poco aggiunge al resto del lavoro. Fin troppo scarna e povera di informazioni la confezione in jewel-case, adornata però da un nuovo artwork di gran lunga migliore dell'originale.

Michele Viali

 

https://harvestrain.bandcamp.com/

https://www.facebook.com/rageinedenrecords/