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Room 104

29-04-2017

PHRAGMENTS

"All Towers Must Fall"

Cover PHRAGMENTS

(Malignant Records/Construct.Destroy.Collective)

Time: CD 1 (43:28); CD 2 (46:33)

Rating : 7.5

Col precedente "New Kings And New Queens" del 2013 il duo slovacco, reduce dal buon lavoro realizzato assieme all'ottimo act connazionale Korinth tre anni prima, aveva di fatto operato una svolta, abbandonando la solennità sinfonico/marziale per abbracciare fino in fondo quella matrice dark ambient già facente parte delle coordinate stilistiche di Phragments. Uscito lo scorso luglio nei soli formati LP e download, il quinto full-length del progetto viene finalmente pubblicato anche in CD - nel pregiato formato digifile a sei pannelli limitato a 300 copie - grazie alla collaborazione fra l'americana Malignant (che già aveva curato l'edizione in vinile) e l'etichetta del gruppo stesso Construct.Destroy.Collective, che assieme hanno approntato questa versione a due dischetti comprendente l'album ed un live registrato il 4 luglio del 2014 in Repubblica Ceca. Diviso in sei tracce, "All Towers..." vive di una dark ambient ancora minimale ed isolazionista ma stavolta più incline alle asperità industriali, generata con l'apporto di field recordings pesantemente trattate, strumenti classici ed anche synth analogici, come le note ufficiali tengono a specificare. L'apertura è subito minacciosa, coi corni ad introdurre l'oscura tensione della title-track, fra riverberi metallici ed aperture epiche appena accennate, mentre "The Iron Well" affonda nell'ambient più industriale con la sua cupa coltre caliginosa, attraversata da una linea para-melodica che rimane sullo sfondo. Non da meno "The Fire Still Burns", i cui suoni metallici echeggiano su trame ambientali ancora inclini all'industrial, laddove la più plumbea "Withdrawal" poggia su frequenze cadenzate di buon effetto. La materia dark ambient, abilmente modellata da Matej e forte di una resa audio davvero maiuscola, si carica di mistero in "Defiance", per poi tingersi di lugubri riverberi nella conclusiva "Into Nothing". Il secondo dischetto, che nelle intenzioni cattura quello che sinora è stato il miglior live di Phragments, vede Matej affiancato dall'artista visuale e connazionale Nenad Brankovic per inspessire a dovere quattro tracce di "All Towers..." più due inediti. I brani dell'album assumono toni ancor più freddi e abissali, ma ovviamente la curiosità è rivolta agli inediti: l'ottima "The Followers", originariamente pensata per una compilation sul tema delle malattie mentali, colpisce nel segno in virtù di un impianto che, pur aderendo alla nuova linea, conserva fumose reminiscenze marziali, mentre "The Dawning" chiude i giochi riportando alla dark ambient più isolazionista, prima che finalmente il pubblico possa lasciarsi andare a lodi ed applausi. Un ritorno degno delle aspettative per un act che non ha avuto timore di cambiare rotta, dimostrando come si possa crescere anche scegliendo un sentiero più minimale e confermando di meritare in pieno il proprio status di importante punto di riferimento per i palati più esigenti fra i seguaci della dark ambient.

Roberto Alessandro Filippozzi

 

https://phragments.bandcamp.com/

http://www.malignantrecords.com/