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Recensione
18-11-2019 : SEA OF SIN
Fra le tante storie di lunghi silenzi ed inattesi ritorni c'è anche quella della synthpop band tedesca Sea Of Sin, la cui carriera discografica iniziò nel lontano 1995 con l'album "Watch Out!", per poi interrompersi nel 2000 con "Urban Chemistry", sorta di "best of" dei brani del suddetto esordio e dell'EP del '97 "Illuminate". Riapparsi sulle scene un anno fa con l'album "Future Pulse", nel quale, parallelamente a qualche inedito, riprendevano in nuovi edit alcuni dei vecchi brani, Frank Zwicker (voce e testi) e Klaus Schill (synth, chitarre e produzione) fanno il loro vero e...
 
Recensione
18-11-2019 : VV.AA.
Lo svedese Peter Andersson/Lina Baby Doll realizza, attraverso la sua valida etichetta Entartete Musikk ed il suo rinomato act Deutsch Nepal, questa particolare compilation che definire semplicemente come "degna di nota" sarebbe oltremodo riduttivo. Confezionata in un essenziale digipack, "Homo Strepitus" riunisce autentici colossi del settore dark ambient e industrial per dare vita ad un'operazione che parte da una chiara ed intrigante prerogativa: quella di rielaborare, ognuno secondo la propria visione artistica, quel materiale tematico grezzo composto e fornito ai partecipanti dallo stesso Lina. Sono nate così,...
 
Recensione
18-11-2019 : TREPANERINGSRITUALEN
Due anni dopo l'eccellente "Kainskult", lo svedese Thomas Martin Ekelund torna ad incidere per l'inglese Cold Spring con la release in esame, composta da due lunghi brani della durata di 19 minuti ciascuno e realizzata sia in CD - nell'elegante digipack a sei pannelli - che nelle 500 copie dell'edizione in vinile. Messe da parte le mortifere movenze death-industrial che ne hanno decretato le fortune, l'act scandinavo spinge stavolta con forza verso il proprio lato più marcatamente rituale, abbandonando per l'occasione sia le vocals ferali, sia l'apporto ritmico, sia la ruvidità industriale. Coadiuvato da due...
 
Recensione
18-11-2019 : CAMECRUDE
La francese Cioran Records, nata solamente nel 2017 ma già piuttosto attiva sul mercato, prende il proprio nome - come facilmente intuibile - dal filosofo, saggista ed aforista rumeno Emil Cioran (noto per il suo nichilismo e pessimismo), ed il suo manifesto programmatico la vuole attenta a valorizzare quegli artisti francesi più sperimentali la cui musica è ispirata dagli scrittori più pessimisti, com'era appunto il succitato autore. Prerogative interessanti che ritroviamo anche nel progetto harsh ritual noise Camecrude, creato dal suonatore di ghironda Valentin Laborde e legato a doppio filo alla tradizione ed...
 
Recensione
18-11-2019 : PYLAR
Nato nel 2012 per mano di membri di Blooming Latigo ed Orthodox, con una line-up avvolta nel mistero (corroborato dall'utilizzo di maschere ed abiti rituali), il progetto spagnolo Pylar si è reso autore di cinque album fra il 2013 ed il 2017, macinando consensi in virtù di un suono che coniuga sacralità rituale, canti sciamanico/stregoneschi, avanguardismo industriale, ambient-folk e sfumature di crudezza metal, risultando carico di un particolare e totalizzante fascino oscuro che travalica il concetto di tempo. Se l'esperienza live pare essere la più indicata per cogliere appieno le finalità di una creatura...
 
Recensione
18-11-2019 : IDFT
La sempre attenta Noctivagant è particolarmente abile nello scovare nuovi talenti in ambito dark ambient/industrial negli angoli più remoti del pianeta, buon ultimo IDFT, act iraniano proveniente da Teheran con all'attivo sin qui il solo EP digitale "R" - risalente a quattro anni fa e rilasciato dalla netlabel norvegese Petroglyph - e qualche traccia apparsa su alcune compilation. "The Great Gate" rappresenta l'esordio sulla lunga distanza per il progetto, nonché la prima release in formato fisico, segnatamente nelle 49 copie numerate a mano in CD nella classica confezione in cartoncino apribile di...
 
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18-11-2019 : POS.:2
Tre anni dopo "Circuits" il duo tedesco fa ritorno con il suo terzo album, anticipato da un paio di singoli digitali ed atteso soprattutto per capire se l'auspicata svolta nel songwriting del progetto si sarebbe finalmente concretizzata. Anticipato da due singoli digitali (le ballabili "Gib Mir Noch Zeit" ed "Electropop", puntualmente riproposte in questa sede), l'album prosegue nel solco già tracciato coi due precedenti capitoli, tenendo fede ad una formula electropop che non muta nella sostanza. La suddetta svolta pare nuovamente rimandata a data da destinarsi, poiché Thorsten e Matthias non...
 
Recensione
18-11-2019 : STONE WIRED
Fra i molti progetti dell'ungherese George Turoczy, Stone Wired è non soltanto uno di quelli più longevi (esiste infatti dal lontano 1997), ma anche più attivi, come testimoniano le circa 35 uscite pubblicate in vari formati (CD, CDr, cassetta e digitale) sino ad ora. Da sempre dedito ad esplorare i meandri del death-industrial più ferale ed ansiogeno, Stone Wired è divenuto un duo con l'ingresso dell'americano di D-mon da quando il buon George è emigrato negli States, ossia dal 2003, con il relativo incremento delle attività avutosi di lì a poco. Questa corposa release, composta da due...
 
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18-11-2019 : MONOFONIC ORCHESTRA/ODRZ
Curiosa sperimentazione immortalata dalla notevole label Luce Sia durante un live milanese risalente al marzo del 2018, frangente in cui venivano fuse due anime sonore estremamente distanti: da un lato Monofonic Orchestra, progetto di Maurizio Marsico, e dall'altro ODRZ, in pratica la disco-synth-music ripetuta in loop e creata su toni insistenti e stranianti e le vibrazioni noise assemblate senza mezzi termini. Due opposti che si toccano nella loro linea tonale insistente e continua, generata da un'emissione costante, elettrificata in un'onda perpetua che si propaga all'infinito in un mare di sinteticità figlia degli anni '80, ma...
 
Recensione
18-11-2019 : BLACK/LAVA
Album di debutto per il duo Black/Lava composto da Fabio Olivero ed Enkil Barletta, supportati dagli ospiti Daniele Santagiuliana (già noto nelle vesti di Testing Vault, tra gli altri) e Denis Gottardo, nonché dall'impegno tecnico del veterano Eraldo Bernocchi (Sigillum S). L'album consta di quattro pezzi che già dal tema trattato non si distaccano da una vasta serie di cliché: le solite vittime di oppressioni, abusi e violenze fotografate da un'angolazione tetra e mortuaria, senza calcare troppo la mano su immaginari estremi e riferimenti scomodi. I toni sono incentrati su un metal che sa passare da momenti densi...
 
 
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