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Recensione
02-07-2018 : GOAT THRON
GOAT THRON
"Plugastwo" è la ristampa in CD di un album uscito nel 2016 solo in formato cassetta e da noi recensito a suo tempo, nonché accolto positivamente. Il disco, registrato tra il 2013 e il 2015, unisce alcuni retaggi black metal, evidenti anche nella grafica e nell'artwork, alle classiche strutture black industriali: riuscendo a chiudere un occhio sulle solite trovate che si aggirano tra il satanico e l'ingenuità anticristiana, si assiste ad un lavoro che a distanza di ormai diversi anni dal suo concepimento mantiene invariato il fascino cupo delle origini, cosa rara in un panorama fatto di nomi derivativi e....
 
Recensione
21-06-2018 : REUTOFF feat. DEUTSCH NEPAL
REUTOFF feat. DEUTSCH NEPAL
I russi Reutoff e Lina Baby Doll si erano già incontrati nel 2009 in occasione della pubblicazione di "Kreuzung Vier", lavoro edito dalla Ewers Tonkunst in cui i primi figuravano con tre brani, mentre l'act svedese si ritrovava a scomporre e ricomporre suoni forniti dallo stesso trio in altrettante tracce create per l'occasione. Una collaborazione dilatata nel tempo quella fra i due colossi del suono industriale, come spiegano le note dell'essenziale digipack che racchiude "Eating The Dust", album concepito in dieci lunghi anni attraverso diverse trasformazioni. Si parla apertamente di 'bubblegum industrial music',....
 
Recensione
21-06-2018 : PSYCHIC TV
PSYCHIC TV
Uscita maiuscola composta da un DVD e due CD che va recuperare una pellicola di David Lewis e alcuni lunghi brani dei totemici Psychic TV. Di fatto il nodo centrale di "Kondole / Dead Cat" risiede proprio nel recupero del film "Dead Cat", realizzato nel 1989 e trasmesso solo in pochi cinema. Riscoperto dall'autore medesimo, l'opera vede la partecipazione del gotha underground inglese dell'epoca (tra gli altri lo stesso Orridge e il compianto Derek Jarman), incentrata su uno sperimentalismo surrealista intriso di riferimenti omosex ed echi del Coum Transmission, ma anche tentativi di collocarsi fuori dagli schemi con....
 
Recensione
21-06-2018 : AJNA
AJNA
Secondo lavoro in formato fisico per l'act svedese Ajna (ad eccezione di un'opera a quattro mani realizzata con Dronny Darko oltre un anno fa), messo a punto tra il 2015 e il 2016 partendo senza ombra di dubbio dai canoni oscuri del post-industrial scandinavo, evoluto in chiave dronica e 'naturalistica'. I sei brani di "An Era Of Torment", tutti segnati da ampia durata, sono assemblati su massificazioni e stratificazioni tonali che tessono una tela dai movimenti lenti e lineari, sotto cui si cela un sound lieve e impercettibile ma a suo modo granitico (le tre distinte parti della title-track). L'atmosfera gelida ed evocativa emana....
 
Recensione
21-06-2018 : DARKRAD
DARKRAD
Prosegue la finora breve carriera dell'act DarkRad, ottimo esempio di rivisitazione particolare e in chiave femminile di alcuni canoni base della musica oscura: dall'ambient all'industrial, passando per sprazzi ethereal e citazioni dal passato. Jana, titolare unica del progetto, parte da sinfonie elettroniche tenui e psicologiche, mai aggressive, giocate su piccoli riferimenti melodici e movimenti allusivi capaci di creare immagini e situazioni correlate almeno in parte col titolo "Heart Murmur", patologia cardiaca che dà il la all'intera opera. Di fatto l'album - il terzo firmato dalla musicista russa - non è....
 
Recensione
21-06-2018 : TONTTU
TONTTU
Se non avete mai avuto a che fare con questo bizzarro progetto finnico, ideato verso la metà dei 90s ed attivo a livello di demotape sotto nomi differenti, ma approdato all'esordio ufficiale con l'attuale monicker (che tradotto dal finlandese significa 'gnomo') solo nel 2013, allora preparatevi, perché il rischio concreto è quello di rimanere spiazzati dalla sua istrionica follia. Interamente fondato sulla netta (ma chiaramente ironica) contrapposizione agli gnomi, ritenuti responsabili di una sorta di cospirazione globale volta al dominio sull'umanità (!), il combo scandinavo definisce il proprio sound....
 
Recensione
06-06-2018 : PERSONA/LE SILENCE DES RUINES
PERSONA/LE SILENCE DES RUINES
Dopo l'EP del 2014 "Resistència" tornano a farsi sentire gli iberici Persona, padroni di casa della Marbre Negre, per l'occasione con uno split-album che li vede al fianco dell'act francese Le Silence Des Ruines, solo-project di Nicolas F. (anche attivo con Jörvallr) rimasto anch'esso lontano dai riflettori a lungo, segnatamente dalla raccolta di vecchi brani "Pardonne-Moi Lucifer..." rilasciata in digitale nel settembre 2011). Ispirati rispettivamente dal film del '67 di Luchino Visconti "Lo Straniero" (i Persona) e da quello dell'86 di Andrej Tarkovskij "Offret" (LSDR), i due progetti si....
 
Recensione
06-06-2018 : TRYHM
TRYHM
Giovane progetto norvegese al debutto, Tryhm si collega alla grande scena dark ambient scandinava di prima generazione ripercorrendone i canoni in maniera precisa, senza azzardare soluzioni aggiuntive ma riuscendo comunque ad infondere quel senso di profonda inquietudine ormai classica per chi ama questo tipo di sonorità. I sei brani del disco sono improntati su giri circolari che hanno alla base delle percussioni imponenti e marziali venate da linee semi-melodiche e sinfoniche, congeniali alla creazione di un'atmosfera lugubre giocata su frequenze basse e catacombali. Pochi escamotages intervengono ad arricchire l'impianto di....
 
Recensione
06-06-2018 : GRAVE OF LOVE
GRAVE OF LOVE
Album di debutto per questo progetto polacco, che si riaggancia alla tradizione neofolk e marziale senza calcare la mano su riferimenti bellici o questioni di stampo ideologico. "Decay" consta di 10 tracce in parte strutturate sui classici canoni della ballata acustica costruita con arpeggio di chitarra e voce stentorea, e in parte basati su rintocchi ritmici graffiati o meno da melodie e percorsi da un recitativo oscuro e declamatorio. Nel finale intervengono alcune incursioni di stampo industrialeggiante, senza riuscire ad aggiungere molto ad un lavoro comunque eccessivamente derivativo in cui si sentono scorrere reminiscenze di....
 
Recensione
24-05-2018 : STALOWA WOLA
STALOWA WOLA
Progetto polacco al debutto assoluto, Stalowa Wola prende vita sulla scia del classico filone marziale adottandone tutte le strategie compositive, iconografiche e allusive: il nome fa riferimento ad una piccola città polacca, mentre le immagini interne rimandano a situazioni relative alla Seconda guerra mondiale. Lo stile è incentrato su ritmiche possenti e marce militari, su cui si stendono temi semi-orchestrali e nenie semplici dal sapore malinconico e tetro. Sullo sfondo agiscono i tipici rumori della guerra meccanizzata: dagli allarmi ai bombardamenti, dagli spari ai voli aerei, per rendere appieno l'idea di un campo di....
 
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