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Recensione
02-07-2018 : LONSAI MAÏKOV
LONSAI MAÏKOV
Ritorno inaspettato per una band storica della prima stagione neofolk ed esoterica mitteleuropea: Lonsai Maïkov, act francese da sempre gestito da Thierry Jolif e ormai in sonno dal 2013, ci propone una carrellata di brani recuperati in un arco di tempo vasto, dal 1988 al 2014, testimoniando un lato sconosciuto e ricercato lasciato nel cassetto per anni. Ciò che emerge ad un primo ascolto è un netto cambio di rotta rispetto ai classici componimenti del progetto basati su giri acustici e melodie, ora accantonati per dare spazio ad uno sperimentalismo singolare che vede l'unione di temi elettronici minimali elaborati con....
 
Recensione
21-06-2018 : MAZUT
MAZUT
Dopo averci positivamente impressionato con l'album "#1", il combo polacco Mazut prosegue con una produzione discografica abbondante per giungere a questo nuovo lavoro, fedele agli schemi e ai principi di partenza. Il loro è un sound techno che guarda al passato, dalla new wave all'EBM, dalla prima acid al maestro Moroder, con una passione smodata per l'analogico e con un pizzico di modernità che li rende ben spendibili anche nei dancefloor. A livello compositivo si lavora sul 'riciclo' di materiale archeologico e mezzi elettronici datati (registratori a quattro tracce, drum machine, tastiere vintage), che ci porta a....
 
Recensione
06-06-2018 : SIXTURNSNINE
SIXTURNSNINE
Fra i molti esordi patrocinati dalla Echozone, quello dei SixTurnsNine è senza dubbio uno di quelli più inusuali: il trio di Düsseldorf è infatti dedito ad un trip-hop dai toni cupi ed ambientali, guidato da una voce d'estrazione blues come quella di Anja Trodler. Siamo quindi lontani dalle sonorità che di norma tratta la label tedesca (nonostante qualche plausibile accostamento alla scuola 4AD), e già l'iniziale "Painted Clouds", col suo incedere lento e mesto e le sue ambientazioni sporche e lo-fi, ci dice chiaramente che è la matrice trip-hop a dominare nell'economia del sound del....
 
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24-05-2018 : WHITE HILLS & DER BLUTHARSCH AND THE INFINITE CHURCH OF THE LEADING HAND
WHITE HILLS & DER BLUTHARSCH AND THE INFINITE CHURCH OF THE LEADING HAND
Collaborazione a quattro mani tra l'act austriaco Der Blutharsch e la band statunitense White Hills: i due progetti si erano già incontrati in un 7" split del 2010 e successivamente in alcune collaborazioni per singoli brani, ma solo ora arrivano a concepire insieme un'unica opera breve di cinque tracce. Si tratta di un rock psichedelico legato alla tradizione kraut, rivisto con le peculiarità tecniche moderne e iperprodotto con la tecnologia dei giorni nostri. Riff continui e costanti giocati su frequenze basse danno corpo a dei mantra psichedelici oscuri, battuti spesso da beat perpetui con esiti misteriosi e lisergici;....
 
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10-05-2018 : ERIK WØLLO
ERIK WØLLO
Il compositore norvegese si conferma particolarmente prolifico nella sua produzione discografica, approdando al suo 23esimo album a soli 14 mesi dal mastodontico doppio full-length "Different Spaces", dopo che nel febbraio scorso era uscito il lavoro a quattro mani con Ian Boddy "Meridian". Se "Different Spaces" era dedicato alla memoria della sorella del musicista scandinavo, "Threshold Point" - confezionato in un essenziale digipack e limitato a 500 esemplari - è stato concepito durante l'aggravarsi delle condizioni che hanno portato la donna alla morte, nell'appartamento accanto, e quindi non....
 
Recensione
10-05-2018 : GINTAS K
GINTAS K
Tra le sue tante uscite discografiche, il lituano Gintas K propone questa sperimentazione estrema che prende vita a partire dal concetto di musica acusmatica (per i cui retaggi storici vi rimando alle dovute ricerche), espletata destrutturando in particelle sonore minime i componenti audio di un tema sonoro fino al livello più elementare e primordiale. In pratica una decostruzione del suono, riorganizzata - se così si può dire - in una forma fossile e cristallizzata. Di fatto i nove episodi del disco hanno le fattezze di flussi tonali che tendono a perdere il nesso logico e in cui è possibile solo registrare poche....
 
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19-04-2018 : AIDAN BAKER, GARETH DAVIS
AIDAN BAKER, GARETH DAVIS
Collaborazione tra due arditi sperimentatori, "Invisible Cities" veniva registrato durante il 2016 trovando un melange importante tra la vena dronico-ambientale del prolifico Aidan Baker e i temi di clarinetto di Gareth Davis. Il punto chiave dell'intera opera, costituita da quattro ampie tracce, sta nel superamento di rischiose derive jazz in considerazione della strumentazione usata, a favore di un mood ambientale e calmo capace di unire tonalità classiche (fiati, chitarre) all'elettronica e alle field recordings per dare vita ad una moderna musica da camera, riflessiva, delicata ed emozionante. I movimenti dei brani sono....
 
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04-04-2018 : RUTGER ZUYDERVELT with ILIA BELORUKOV and RENÉ AQUARIUS
RUTGER ZUYDERVELT with ILIA BELORUKOV and RENÉ AQUARIUS
Tra le sue tantissime uscite sotto monicker diversi, l'olandese Rutger Zuydervelt propone anche questa singolare colonna sonora concepita per un documentario firmato dalla connazionale Jessica Gorter dal titolo "The Red Soul". Si tratta di un approfondimento su come la popolazione russa percepisce oggi la figura di Stalin: spietato dittatore o simbolo di una nazione unita. L'approccio di Rutger è poliedrico come al solito, in grado di unire piccoli rumori evocativi e suoni strumentali (all'opera partecipano anche un sassofonista e un percussionista) cercando di enfatizzare, sottolineare, commentare immagini e concetti.....
 
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04-04-2018 : ECHOES OF YUL
ECHOES OF  YUL
Arriviamo a parlare con colpevole ritardo di questo lavoro firmato dal progetto polacco Echoes Of Yul , uscito in cassetta nel 2015 per la Tar Trail e poi ristampato in CD nel giugno del 2017, contenente una sequela di "outtakes & sketches" registrati tra il 2013 e il 2015 e ricavati da "The Healing", probabilmente l'album più significativo del duo. L'opera, adeguatamente rimasterizzata, vede un mix stilistico e strumentale che porta all'utilizzo sia di macchinari elettronici che di strumenti, passando per un sound d'atmosfera a tratti misterioso, spesso rilassante, figlio, più che delle derive....
 
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13-03-2018 : NOTCHNOI PROSPEKT
NOTCHNOI PROSPEKT
I Notchnoi Prospekt sono uno degli act più longevi della scena elettronica russa, visto che sono nati nel 1985 e hanno esordito 5 anni dopo con l'ottimo "Sugar". Alla frenetica attività che ha caratterizzato i primi anni è seguito un progressivo diradamento delle uscite, dovuto anche alle alterne vicende che hanno interessato la line-up con continui cambiamenti. Dopo sette anni dall'ultimo lavoro, ecco che ritornano con questo "Polyurythane", dove l'intento sembra quello di trovare nuove vie alla propria arte. Va subito detto che l'obiettivo è raggiunto solo a metà. La tracklist di....
 
 
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