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Recensione
13-10-2017 : RAPOON
RAPOON
Ennesimo recupero targato Zoharum nella vastissima discografia del blasonato Rapoon, "Rhiz" risale al 2002, anno in cui fu pubblicato per i tipi dell'austriaca Klanggalerie e mai più ristampato. Ai tempi Robin Storey lavorò molto sulle ritmiche, cambiando almeno in parte i canoni classici del suo stile: in particolare questo lavoro assume le forme di un grande affresco dub basato su linee percussive spezzate, perpetuate in maniera univoca per tutta la durata di ognuno dei sei brani. Sullo sfondo scorrono suoni e rumori, vocalizzi e coralità, a volte seguendo logiche precise (gli echi gregoriani di "Last....
 
Recensione
13-10-2017 : NOWA ZIEMIA 2
NOWA ZIEMIA 2
Nowa Ziemia, giovanissimo progetto polacco gestito da Artur Krychowiak con all'attivo due sole produzioni, una delle quali disponibile unicamente in download, allarga la propria formazione con l'entrata di due nuovi elementi, fatto che ne comporta anche la mutazione del nome in Nowa Ziemia 2. La questione conduce anche a delle sostanziali modifiche stilistiche, tanto che questo lavoro è soprattutto il frutto dei nuovi legami collaborativi, esplicitati in un sound che incrocia strumentazione ed elettronica, strutture e improvvisazione. L'album è diviso in due sole tracce che si compenetrano per tecniche usate, contiguità....
 
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13-10-2017 : GERMAN ARMY
GERMAN ARMY
Ennesimo lavoro nella vastissima discografia di German Army, band nata in tempi non lontani (circa sei anni fa) ma con all'attivo un numero spropositato di pubblicazioni, soprattutto su nastro. "Pyura Chilensis" mette in mostra una tecnica compositiva semplice, per lo più reiterata per quasi tutti i dieci brani del disco. I Nostri lavorano su un giro percussivo tribale ripetuto all'unisono con insistenza lisergica e mantrica a cui viene accostato un synth o un drone a riempire lo sfondo, suscitando - di norma - mistero ed enigmaticità. L'album prende forma a partire dall'animaletto marino del titolo "Pyura....
 
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25-09-2017 : GENEVIÉVE PASQUIER
GENEVIÉVE PASQUIER
Fra i nomi per i quali vi era più attesa c'è senza dubbio quello di Geneviéve Pasquier, la 'german noise chanteuse' ben nota per la sua militanza in formazioni come Jägerblut, The Musick Wreckers, UMB-Kollektif e, soprattutto, i blasonati Thorofon. Se si esclude infatti l'estemporaneo "Live One", contenente sia materiale da studio che live, edito in digitale e su nastro in sole 100 copie e realizzato non dalla solita Ant-Zen ma dalla sodale Raubbau, la Pasquier mancava all'appuntamento con un nuovo album dall'ottobre del 2009, ossia dall'uscita di "Le Cabaret Moi". L'attesissimo quarto....
 
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25-09-2017 : KRISHNA
KRISHNA
Debut album per un trio olandese estemporaneo, formato dal produttore techno Vincent Koreman (a.k.a. Drvg Cvltvre), dal sassofonista nonché improvvisatore Otto Kokke e dal drummer René Aquarius (ossia le due menti dietro a Dead Neanderthals). I tre mettono a punto l'opera nel luglio del 2015, in concomitanza con l'invito a partecipare al Dutch Valkhof Festival svolto a Nijmegen. "Abscend To Nothing" (pubblicato nell'ormai lontano luglio del 2016) consta di una sola traccia di oltre mezz'ora di durata, strutturata su una base ritmica martellante e perpetua, a metà tra la techno-acid e il dub, sposata ad un drone....
 
Recensione
11-09-2017 : ERIK WØLLO
ERIK WØLLO
Ormai stabilmente accasato alla corte della rinomata Projekt, il norvegese Erik Wøllo rilascia l'ennesima fatica in 37 anni di onorata carriera, emblematicamente intitolata "Cinematic". Questo perché 'cinematica' è l'indole del suono del chitarrista e compositore scandinavo: soundscapes dalle fattezze avvolgenti e luminose, 'ambientronica' che si muove fra la sottigliezza delle linee droniche e la suadente eleganza di ritmi accomodanti che non hanno timore di fare incursione in territori più etnici, con al centro la chitarra nelle sue più stimolanti varianti. Per l'occasione Wøllo recupera....
 
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11-09-2017 : MACHINEFABRIEK
MACHINEFABRIEK
Nella sterminata discografia del progetto olandese Machinefabriek prende posto questa raccolta singolare che accorpa brani editi e inediti risalenti agli anni 2010-2016. Si tratta di tracce estratte sia da compilation che da piccoli lavori, stralci di colonne sonore più o meno utilizzate e realizzazioni per installazioni, nonché materiale sinora disponibile solo tramite download. In pratica un mix variegato nella provenienza ma ben definito nella sostanza da cui si evincono tutti i canoni stilistici tipici di Zuydervelt: dal gelo minimale al glitch cibernetico, dal lavoro cesellato sui piccoli frammenti audio alle sottili....
 
Recensione
04-08-2017 : PLURALS
PLURALS
Mastodontica opera ricavata da una performance dal vivo di 4 ore del collettivo inglese Plurals, invitato nell'agosto del 2015 ad esibirsi all'evento notturno del museo Riversyde/Atlantikwall presso Ostend in Belgio. Il gruppo mette in scena le sue peculiarità più classiche: un rumorismo astratto frutto di un incrocio tra rock ed elettronica, improvvisato nei particolari ma architettato in maniera impeccabile nella sua macrostruttura. Per pura convenienza i due CD di "Atlantikwall" vengono divisi in sette tracce, di fatto 'excerpts' più o meno contigui dell'esibizione in oggetto. Tutto prende forma da riverberi....
 
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04-08-2017 : MACIEK SZYMCZUK
MACIEK SZYMCZUK
Per il suo quarto lavoro da studio il polacco Maciek Szymczuk sceglie di musicare sette sogni, probabilmente vissuti in sonno da lui stesso, utilizzando sia schemi e suoni moderni che riferimenti tonali e strutturali relativi agli anni '70 e '80, passando dalla psichedelia alla space-ambient fino al dub, riuscendo a mantenersi nell'ambito del citazionismo appassionato ed evitando sapientemente il plagio. Il brano d'entrata ha una funzione d'introduzione al sogno ed è improntato su un mood caleidoscopico d'atmosfera creato sfruttando temi soffici e sintetici. I restanti sette brani dell'album sono di fatto la descrizione sonora di....
 
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17-07-2017 : MONGOLITO
MONGOLITO
Progetto solista del chitarrista belga Mark DeBacker (10000 Woman Man, Mud Flow, Wolvennest ed ex Dog Eat Dog e Mucky Pup), quello di Mongolito è un viaggio intimo e personale iniziato nel 2006 e mai fermatosi sino ad oggi, dove a parlare sono le mille sfaccettature soniche della chitarra dell'artista di Bruxelles a volte accompagnate da scarne percussioni o da vocals, a seconda delle sensazioni che emergono dai diversi pezzi. Mai veramente associabile ad un genere ben preciso, la musica di Mongolito può essere descritta come lisergica ed evocativa, dove pennellate di chitarra dipingono soundscapes multisfaccettati ed....
 
 
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