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Recensione
17-01-2020 : NERATERRÆ
NERATERRĘ
È con piacere che recuperiamo in sede di recensione l'album d'esordio di Neraterræ, progetto dark ambient di quell'Alessio Antoni che nel 2009 aveva elaborato alcune cose sotto il monicker NHART, poi pubblicate in formato digitale nel 2017. L'album, uscito alla fine dello scorso Aprile, ha rappresentato un vero e proprio debutto in pompa magna per il musicista italiano, sia per il patrocinio di un marchio di grande importanza come la Cyclic Law (che lo ha pubblicato nelle 400 copie del mirabile digipack a sei pannelli), sia per le prestigiose collaborazioni in ognuno dei sette brani inclusi. È il longevo act norvegese....
 
Recensione
17-01-2020 : TOURDEFORCE
TOURDEFORCE
Il bergamasco Christian Ryder si ritaglia lo spazio per celebrare con una release di remix, versioni alternative e qualche inedito l'apprezzato album del 2018 "Very Industrial People" della sua creatura TourdeForce, dedicandola alla memoria dello scrittore britannico James Graham Ballard. Ad aprire il dischetto dalla confezione casalinga - e dalla tiratura limitata - c'è la title-track, rilettura di "Very Industrial People" ancor più prossima ai Ministry nei suoi risvolti industrial metal, mentre "Dresden" si fa più amara nell'Ascension Mix, partendo come una ballata acustica e crescendo in....
 
Recensione
17-01-2020 : SANTOLO MAROTTA
SANTOLO MAROTTA
Dopo una consistente serie di uscite digitali (sia tracce single che album) rilasciate negli ultimi due anni, il musicista campano Santolo Marotta approda al primo full-length nel formato fisico grazie alle attenzioni della romana Lake Label, etichetta ancor giovane ma già piuttosto attiva a livello di pubblicazioni. Realizzato in un essenziale jewel-case, col booklet corredato sia da una lunga lista di influenze che da utili note illustrative per ognuno dei brani inclusi, l'album si apre con l'ambient isolazionista di "Kierkegaard", in cui flebili rumori agiscono sullo sfondo di un grigiore misterico che rimanda....
 
Recensione
26-12-2019 : MHOLE
MHOLE
Terminata la parabola artistica degli Artcore Machine, Moreno Padoan (Otur Boyd, Qod) unisce le proprie forze a quelle di un altro musicista esperto come Giovanni Leonardi (Senketsu No Night Club, Carnera, Siegfried, Divisione Sehnsucht) per dare vita a Mhole, nuovo progetto le cui sonorità vengono descritte dai suoi stessi creatori come "techno-industrial astratta, noise batteriologico e principio attivo di anti-musica". Nei fatti, il duo nostrano si muove entro coordinate strumentali non così lontane da quelle dei summenzionati Artcore Machine delle uscite più recenti, modellando una materia ambient-noise che....
 
Recensione
09-12-2019 : ARTCORE MACHINE
ARTCORE MACHINE
Dopo dieci anni di attività, il progetto formato da Moreno Padoan e Roberto Beltrame giunge alla fine del proprio ciclo vitale, dicendoci addio con l'album in esame, nona release complessiva per l'act veneto. Realizzato in una confezione in cartoncino apribile "total black" di formato A5, "Dubh" prosegue nel solco dei tre EP digitali realizzati dal progetto nel 2017, e cioè verso soluzioni che si distaccano dall'impeto rhythmic-industrial di quell'apice compositivo che fu "Lamina" (2014) per inseguire stilemi glitch/IDM opportunamente contaminati da abrasioni noise ed oscurità ambientale, con....
 
Intervista
27-11-2019 : VIOLET TEARS
VIOLET TEARS
È con piacere che intervistiamo i baresi Violet Tears, gruppo che, nel corso degli anni, ha attirato a sé una nutrita schiera di appassionati del cosiddetto filone gothic. Capace di ottenere numerosi consensi di critica e pubblico (come bene ha dimostrato l'album "Breeze Of Solitude", ma non solo), la band pugliese ha sempre cercato di rinverdire il proprio sound in modo da renderlo ogni volta più interessante e maturo, sia a livello prettamente concettuale che musicale. Il risultato di questo percorso, ad oggi, è ottimamente sintetizzato in " Metamorfosi ", ultima loro fatica in studio che,....
 
Recensione
27-11-2019 : ALIO DIE & LORENZO MONTANÀ
ALIO DIE & LORENZO MONTANĄ
Seconda collaborazione tra il veterano dell'ambient italico Stefano Musso e Lorenzo Montanà, dopo "Holographic Codex" uscito quattro anni fa. "The Threshold Of Beauty", edito nella tiratura limitata di 500 copie, consta di sei brani impalpabili costruiti su linee tonali sottili, soffici e continue, mai battute da ritmiche o frastuoni, sempre tese alla ricerca di una pace interiore, a metà tra fotografie di scenari naturali e riflessioni intimiste ai confini del mondo. Gli stessi titoli fanno leva su situazioni altre, distanti dal contingente e protese verso un infinito che ci si sforza di descrivere in....
 
Recensione
27-11-2019 : DERMA
DERMA
Interessante recupero operato dall'attivissima label Luce Sia, che dà alle stampe l'unico lavoro ormai perduto del duo Derma, al secolo Massimo Magrini (già mente di Bad Sector) e Riccardo Bianchi. I due composero in presa live i dieci brani di questo mini nel lontano 1995, rimasti poi nel dimenticatoio e mai sottoposti ad un vaglio tecnico adeguato. I pezzi vengono dunque editi in maniera "raw" senza rivisitazioni, a testimonianza di un flusso compositivo di valore e al tempo stesso smaliziato e surreale, distante anni luce dalle peculiarità ricercate e sperimentali di Bad Sector, ma piuttosto frutto di un....
 
Recensione
27-11-2019 : MY RIGHT OF FROST
MY RIGHT OF FROST
Tornano i My Right Of Frost con un lavoro di lunga durata, dopo il debut omonimo del 2012 di cui avevamo avuto modo di parlare sulle pagine di Darkroom. L'ensemble genovese continua coraggiosamente un discorso tutto personale che si riaggancia ad alcuni mostri sacri di area sperimentale mitteleuropea di oggi e di ieri, pur mantenendo un'anima propria non affabile ma capace di mostrare un carattere compositivo fuori dalla norma. Dietro il progetto agiscono un concept ed un modus operandi ben specifici che spaziano dalla teoria generatrice dei suoni alla tecnica, fino agli stessi "strumenti" utilizzati. Ciò dà un lustro....
 
Recensione
18-11-2019 : MONOFONIC ORCHESTRA/ODRZ
MONOFONIC ORCHESTRA/ODRZ
Curiosa sperimentazione immortalata dalla notevole label Luce Sia durante un live milanese risalente al marzo del 2018, frangente in cui venivano fuse due anime sonore estremamente distanti: da un lato Monofonic Orchestra, progetto di Maurizio Marsico, e dall'altro ODRZ, in pratica la disco-synth-music ripetuta in loop e creata su toni insistenti e stranianti e le vibrazioni noise assemblate senza mezzi termini. Due opposti che si toccano nella loro linea tonale insistente e continua, generata da un'emissione costante, elettrificata in un'onda perpetua che si propaga all'infinito in un mare di sinteticità figlia degli anni '80, ma....
 
 
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