12-02-2026
NICHELODEON ft BORDA
"Flipper (Folk Songs for the Judgement Day)"

(Trumpf!)
Time: CD (77:00)
Rating : 10
"Flipper (Folk Songs for the Judgement Day)" non è un disco nel senso tradizionale del termine, ma uno spazio instabile da attraversare. NichelOdeon, insieme a borda, costruisce un lavoro che procede per stratificazioni e attriti, dove la storia della musica affiora e scompare come un ricordo che non riesce a fissarsi.
La voce di Claudio Milano è il punto di rottura e di attrazione. Non interpreta: si deforma, si frammenta, evapora. È una voce che agisce più come corpo che come racconto, richiamando l'eredità radicale di Demetrio Stratos e Cathy Berberian non come citazione, ma come metodo: il canto come spazio di libertà, rischio e trasformazione. Milano fa propria questa lezione e la spinge in una zona ancora più instabile, dove la memoria vocale diventa materia viva e inquieta.
Il centenario di Luciano Berio attraversa il disco come una presenza carsica. L'inedito "Quando ricordiamo" (Berio/Calvino) è un punto di riferimento concreto, ma soprattutto aleggia l'idea delle Folk Songs come territorio aperto e contaminato. Monteverdi, Purcell, Fauré, "Summertime", "Black Is the Color", "Estate" di Bruno Martino vengono smontati e ricomposti in un flusso che mescola storia collettiva e vissuto personale, senza gerarchie né nostalgie.
L'elettronica di Borda non accompagna, ma disturba e destabilizza. Crea fratture, cortocircuiti temporali, ponti fragili tra passato e futuro. In alcuni momenti riaffiora l'ombra degli Area: non come stile riconoscibile, ma come attitudine anarchica, come rifiuto della forma rassicurante. La paura che attraversa "Flipper" non è spettacolare: è sottile, diffusa, strutturale. È la consapevolezza di un tempo che sfugge e di una memoria che non può essere controllata.
Quando il disco si chiude, non c'è una vera conclusione. Restano le voci che si dissolvono, l'eco di Berio, Stratos e Berberian che continua a muoversi nell'ombra. "Flipper" non chiede di essere spiegato, ma abitato: un'esperienza che conferma come la musica possa ancora essere un luogo di rischio, radicale e profondamente vivo.
CAESAR
https://claudiomilano.bandcamp.com/