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Room 108

29-03-2026

FILTH COLOSSUS

"Per Negationem"

Cover FILTH COLOSSUS

(Interitvs Nvmen)

Time: CD (50:00)

Rating : 7

Con "Per Negationem" Filth Colossus si muove dentro il dark ambient più cupo e stratificato, ma evita il rischio della pura estetica apocalittica da cartolina. Qui non c'è un semplice immaginario "oscuro": c'è piuttosto una sensazione costante di forze in atto, invisibili e indecifrabili, come se sotto la superficie del suono stesse accadendo qualcosa di troppo grande per essere nominato. L'ascolto dà l'impressione di assistere a un'evocazione lenta e inesorabile. I droni profondi, quasi geologici, si accumulano come nubi nere; impulsi metallici e risonanze cavernose emergono e si dissolvono senza mai trasformarsi in ritmo. È una musica che non guida, non accompagna: grava. A tratti sembra davvero che vengano evocati i "Grandi Antichi" dell'immaginario di H. P. Lovecraft - non come citazione narrativa, ma come atmosfera: l'idea che l'universo sia abitato da presenze estranee, anteriori e indifferenti, davanti alle quali ogni costruzione simbolica crolla.
Le ispirazioni dichiarate - da H.P. Lovecraft a Philipp Mainländer a Jacques Lacan, fino a Thomas Ligotti e Pier Paolo Pasolini - non funzionano come sovrastruttura intellettuale, ma come terreno sotterraneo. Si avverte un nichilismo radicale, ma non gridato: piuttosto sedimentato nel suono. Non c'è promessa di rigenerazione, nessuna dialettica salvifica. L'"era dell'ira" non è un evento futuro: è una condizione permanente.
Dal punto di vista sonoro, Filth Colossus lavora con grande controllo sulle dinamiche interne. Le tracce si sviluppano per stratificazione e sottrazione, più che per progressione. Alcuni passaggi sono quasi immobili, sospesi in una tensione che non esplode mai; altri si addensano fino a diventare fisicamente opprimenti, come se l'aria stessa si facesse più pesante. L'uso del silenzio e delle pause è fondamentale: non c'è mai un vero rilascio, solo un temporaneo arretrare dell'onda. Il titolo, "Per Negationem", suggerisce una chiave di lettura interessante. La negazione non è qui semplice rifiuto polemico, ma una pratica quasi ascetica. In un mondo saturo di immagini, rumori, spiegazioni e false promesse, l'unica via sembra essere la sottrazione: spegnere, ritirarsi, tacere. L'album sembra proporre proprio questo - non una fuga, ma un gesto di chiusura radicale, un silenzio che non consola ma protegge.
Non è un disco facile né "piacevole" nel senso tradizionale. Richiede un ascolto attento, possibilmente in solitudine, e una certa disponibilità a lasciarsi destabilizzare. Ma per chi cerca nel dark ambient non solo atmosfera, bensì una vera esperienza liminale, Per Negationem è un lavoro solido e coerente, capace di trasformare il suono in un varco verso l'incomprensibile.

CAESAR

 

https://filthcolossus.bandcamp.com/

https://soundcloud.com/interitvs-nvmen