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Room 105

10-11-2025

CESAIR

"Haven: Reflections"

Cover CESAIR

(autoproduzione)

Time: CD (22:27)

Rating : 7.5

Lo scorso 2024 ha salutato in settembre il grande ed atteso ritorno degli olandesi Cesair, dopo la lunga pausa discografica seguita all'eccelso album "Omphalos" del 2017. "Haven", terza fatica sulla lunga distanza della band, non ha deluso le alte aspettative, proseguendo in un discorso sempre devoto al folk nelle sue vesti tradizionali, ma saggiamente ancor più fruibile e funzionale che in passato (specie in ottica live) nella sua intensa passionalità, che sfrutta efficacemente il dualismo vocale maschile/femminile sulla scia del percorso che ha portato i Faun ai grandi traguardi raggiunti anche oltreoceano. Questo EP a cinque tracce, pubblicato lo scorso aprile in un elegante digifile in edizione limitata, offre gustose rivisitazioni di cinque brani di "Haven" sotto forma di remix, messi in atto da un piccolo gruppo di selezionati artisti. In apertura, Guido Bergman (Shireen, Alien Vampires, Madmancircus) trasforma con assoluta maestria "Storm" innestando un moderato ma solido e penetrante groove che esalta il magnetismo dell'elettronica, ricordando lodevolmente la classe e la raffinatezza dei Seabound, e molto bene fanno anche i nostri connazionali Emian, che conferiscono belle sfumature filmiche e fiabesche ad un pezzo - "Luscinia" - cantato dai Cesair in italiano (il testo è un adattamento de "La Tessitrice" di Pascoli), ben rifinito con ritmi gentili ed un finale più intenso. Il francese Plantec spoglia "Ani Ana" delle vocals per esaltarne l'intensità con ritmi electro giocati su pregevoli cambi di tempo, laddove Arno Polet (Rastaban, La Horde) inietta in "Huldana" una consistente dose di estrosa follia alla Igorrr, aggiungendovi la sfrontatezza vocale di Marine Libert con tanto di sfuriata ritmica finale; l'ultimo giro spetta a Last Gunship, che prendono le melodie di "Mélusine" e ne fanno una versione retro-electro nel più puro stile dei primi videogame, pronta a sorprendere i retrogamers più incalliti. Esperimento senza dubbio riuscito (e magari da ripetere in futuro sulla lunga distanza, visto il potenziale creativo) per la band olandese, che ha messo a disposizione la propria arte per delle reinterpretazioni che non la snaturano, e che quindi incontreranno gradimento fra gli estimatori dei Nostri, aprendo al contempo una breccia presso nuovi potenziali fruitori.

Roberto Alessandro Filippozzi

 

https://www.cesair.nl/

https://cesair.bandcamp.com/