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Reception

 
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Recensione
17-05-2026 : ODRZ and Guests
A venticinque anni dalla loro nascita, gli ODRZ decidono di festeggiare nel modo meno celebrativo possibile: niente antologia, niente autocelebrazione, niente sintesi rassicurante. "ODRZ100" è l'esatto contrario di un "riassunto di carriera". È un'esplosione centrifuga: cento brani, cento collaboratori, oltre otto ore di suono che non cercano di ordinarsi in un racconto lineare, ma di restituire la complessità di un percorso. L'idea di coinvolgere cento artisti potrebbe sembrare un esercizio di stile o un'operazione muscolare. In realtà, l'aspetto più interessante di "ODRZ100"...
 
Recensione
17-05-2026 : HERMANN KOPP
La nuova colonna sonora di Hermann Kopp per "Der Golem" è uno di quei lavori che non cercano di "attualizzare" un classico, ma di entrarci di traverso. Il film di Paul Wegener resta uno dei vertici dell'Espressionismo tedesco, con quella Praga deformata, quasi mentale, che sembra già sul punto di sgretolarsi. E anche se non è una trasposizione diretta, il legame con il romanzo di Gustav Meyrink, "Der Golem", è inevitabile: lì il Golem non è tanto una creatura fisica quanto una presenza ambigua, un doppio, qualcosa che emerge dalle crepe della coscienza. Un libro ancora...
 
Recensione
17-05-2026 : BRUNO DUPLANT
Figura appartata ma tra le più coerenti della ricerca elettroacustica contemporanea, Bruno Duplant è un compositore francese la cui pratica attraversa field recording, astrazione sonora e una scrittura del silenzio intesa come spazio attivo. La sua opera - vastissima, disseminata in pubblicazioni spesso laterali - ruota attorno a memoria, percezione e trasformazione, più che alla forma in senso tradizionale. Scrivere di "Athanor" significa accettare una perdita: quella del linguaggio come strumento di presa. Perché questo lavoro non si lascia descrivere senza residuo - e, anzi, sembra costruito proprio...
 
Recensione
17-05-2026 : REPLICANT
Col nuovo progetto Replicant, il polacco Tomasz Lukowicz pare voler riprendere e sviluppare ancor più a fondo quella vena filmica prettamente IDM/downtempo ed industriale che il suo act principale, Fractal, aveva cominciato a relegare progressivamente in secondo piano dall'ottimo "Antidote" del 2023 in favore di un sound più incline alla granitica EBM dei primi 90s. Qui al debutto assoluto, patrocinato puntualmente dalla slovacca Aliens Production nelle 100 copie dell'essenziale digipack, Replicant si riappropria di quelle sonorità squisitamente cinematiche già molto ben padroneggiate nella prima parte...
 
Recensione
17-05-2026 : VYORMOUTH
Vyormouth articola "Cartographies of the Unseen" in tre composizioni di lunga durata - "The Lost Bunker (Under Polaris Station)" (01:02:14), "Beneath the Frozen Keep" (01:01:40) e "Remains of Latsa" (01:01:04) - che non funzionano come capitoli, ma come tre ingressi distinti nello stesso ambiente. Non c'è gerarchia né progressione narrativa: ogni traccia è una variazione di stato, una diversa configurazione della stessa materia sonora. "The Lost Bunker (Under Polaris Station)" (a me per associazione tematica ha fatto pensare a Ballard) apre con una presenza quasi...
 
Recensione
17-05-2026 : DEKAD
Il francese JB Lacassagne, da lungo tempo ormai solo al comando della sua creatura Dekad, è senz'altro un artista che non ha fretta né impellenza di pubblicare materiale, tanto che regolarmente passano alcuni anni tra un suo album e l'altro. "A Distorted View", sesta fatica del progetto, non fa eccezione, giungendo a quasi quattro anni dal precedente "Nowhere Lines", anche stavolta - come sempre in precedenza - col patrocinio della connazionale BOREDOMproduct, che lo immette nel mercato in elegante confezione digisleeve a sei pannelli. La formula di JB, da sempre fondata su un synthpop che non ha paura di...
 
Recensione
17-05-2026 : AIMING
A poco più di un anno dal breve ma decisamente valido esordio ufficiale "The Legend EP", il duo britannico formato da David e Jordan torna con un altro EP, anche questo a quattro brani, rimandando almeno per un altro po' l'atteso appuntamento con il primo lavoro di lunga durata. Nuovamente patrocinato dalla certosina Blackjack Illuminist sia nell'edizione in CDr che in quella ultra-limitata su nastro (solo 15 copie), il breve dischetto è aperto da "Our Voices at the Bottom of the Ocean", che col suo lento ed avvolgente groove meccanico ci ricorda subito quale sia l'amore dell'act inglese tanto per i synth...
 
Recensione
17-05-2026 : OCTOBER
Formatosi nel 2024 a Milano per mano di musicisti tutti con esperienze pregresse in diverse band, il quartetto October debutta ufficialmente sul mercato con "Dancing Like an Idiot", pubblicato in vinile dalla Waddafuzz! Records. Nei nove brani che compongono l'album, Gianluca Villa (voce e chitarra), Dario Giordano (basso), Paolo Soffientini (batteria) e Davide Debenedetti (synth) si muovono agevolmente sulla linea di confine tra (indie/alternative)rock e (new)wave in un impianto snello, essenziale, privo di fronzoli e diretto che denota buona padronanza di tutte le fasi della costruzione di una canzone efficace. Conciso e...
 
Recensione
17-05-2026 : SOKUSHINBUTSU PROJECT / ENKIL
Con "The Black Cat Sessions", gli Sokushinbutsu Project ed Enkil si incontrano in uno dei punti più coerenti - e al tempo stesso più disturbati - del catalogo recente di Luce Sia: una cassetta che non funziona come split, ma come doppia discesa parallela nello stesso spazio sonoro. Il formato stesso (C60 nera, 70 copie numerate) stabilisce subito il contesto: non un disco da ascolto "aperto", ma un oggetto chiuso, quasi sigillato, che si avvicina più alla logica del documento rituale che a quella della pubblicazione musicale tradizionale. La prima metà, firmata Sokushinbutsu Project, si muove...
 
Recensione
17-05-2026 : ZLATKO KAUCIC - FRANCESCO CIGANA
KAKO KLICATI ZMAJA - "Come chiamare un drago" - non è semplicemente un disco: è un rituale inciso nel tempo reale, un atto di fiducia assoluta tra due percussionisti che scelgono di non tornare indietro. Zlatko Kaucic e Francesco Cigana si incontrano al Circolo Nadir e, invece di "registrare", decidono di raccontarsi. Quello che ne nasce è un flusso unico, senza overdub, senza tagli, senza seconde possibilità: un gesto radicale che restituisce all'ascolto tutta la fragilità e la verità dell'improvvisazione. Fin dalle prime battute, si ha la sensazione di entrare in uno spazio...
 
 
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