28-12-2025
NLC
"Suun"

(Attenuation Circuit)
Time: CDr (68:46)
Rating : 8.5
Alla scena indipendente oscura francese, sia essa dark o metal, non sono mancati nel corso degli ultimi quattro decenni diversi artisti estrosi che, col loro talento ed una visione artistica peculiare, hanno colto nel segno osando dove troppi altri non ne hanno avuto l'ardire. Fra questi va citato senza dubbio anche NLC, sorta di collettivo e/o progetto aperto la cui sigla sta per Nouvelles Lectures Cosmopolites, saldamente capitanato dal poliedrico Julien Ash, autentico orchestratore di una visione artistica di elevata caratura assieme all'altra mente attiva del progetto, Aloïs Lang, da lungo tempo al fianco di Julien, determinante tanto al violino quanto dietro a synth e banco di produzione. Oltre quaranta pubblicazioni dal lontano 1990 ad oggi, nonostante una lunga pausa discografica dal 2007 al 2021, data di un ritorno in grande spolvero che l'anno seguente ha visto l'act transalpino legare le proprie sorti alla tedesca Attenuation Circuit, che con "Suun" ha rilasciato nella scorsa primavera il settimo lavoro - collaborazioni comprese - a firma NLC, in edizione digisleeve limitata a soli 100 esemplari. Assieme a Julien ed Aloïs un piccolo ma significativo gruppo di collaboratori, tra cui ancora una volta i sodali di lunga data Pierre-Yves Lebeau alla chitarra acustica e Liesbeth Houdijk con la sua dolce voce (ovvero l'apprezzato duo Hide & Seek, apparso più volte sulle nostre pagine), per cesellare i dieci brani di "Suun" con una completezza di soluzioni davvero rara. Il piano di Julien ed il violino di Aloïs sono protagonisti fondamentali ma discreti che tracciano la rotta con melodie ricolme di pathos e mai banali nel loro rispetto delle tradizioni classiche o etniche, con grande personalità ma senza mai imporsi, ed anzi, porgendo il fianco ad atmosferiche ambientazioni che svelano i ricami più pregiati ed i dettagli più ricercati. Dalla passione sinfonica dell'opener "Attente Solitaire" alla teatrale drammaticità della conclusiva "Les Créatures", l'ora abbondante d'ascolto scorre in un flusso di grande trasporto emotivo, finezze di musicisti ispirati (oltre che preparati) e sorprese d'ogni tipo, sempre in contesto, che si tratti di pura atmosfera ambientale ("Le Rêve de Mimi Groschat") o di suadenti melodie mediorientali (gli undici minuti di "L'Envol"). Al netto del remix di "The Believers" (in origine un bel brano che, pur non potendosi dire tale, ha in sé l'enfasi del dark-folk), posto in chiusura e non essenziale di per sé, i dieci brani dell'opera sono un viaggio ricco di emozioni che merita di essere vissuto, con picchi di altissima levatura quali "It's All in Your Head", gioiello dal raffinato intreccio IDM, ed "Army of Suun", ruvida e nervosa nel suo lento incedere, tra meccaniche ipnotiche che innescano un memorabile crescendo elettrico finale. Lavoro mai stucchevole o ridondante, ed anzi sorprendente in ogni suo frangente per estro, qualità, onestà intellettuale, buon gusto, realizzazione della visione artistica e creatività, intrinsecamente trasversale e caldamente consigliato ad ogni sincero amante della bellezza musicale in senso lato.
Roberto Alessandro Filippozzi
https://nouvelleslecturescosmopolites.bandcamp.com/
https://www.attenuationcircuit.de/