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Room 107

15-10-2020

CUCURBITOPHOBIA

"Dies Ferialis: Awakening The Lemures"

Cover CUCURBITOPHOBIA

(Dreams From An Insomniac Publishing)

Time: CD (61:37)

Rating : 7

Abbiamo incontrato per la prima volta il compositore newyorchese Rob Benny e la musica del suo progetto Cucurbitophobia - nato nel 2018 - esattamente un anno fa, in occasione dell'uscita del suo terzo album "As All Eyes Set Upon You", e dopo un paio di release digitali di minor durata, lo ritroviamo alle prese col suo quarto lavoro sulla lunga distanza. Fervente appassionato di colonne sonore e tematiche horror, il musicista statunitense ha dato vita al suo progetto interamente strumentale proprio per ricreare le atmosfere a lui care, sfruttando principalmente il piano, ma anche percussioni, chitarre, tastiere e campionamenti, stavolta senza alcun ospite a coadiuvarlo. "Dies Ferialis" prosegue nel solco già tracciato coi precedenti album, apparendo meglio focalizzato su quel respiro lugubre che attraversa tutti i nove brani inclusi (la versione digitale vanta la bonus-track "Eyes Of The Black Cat"), col piano sempre assolutamente protagonista già dall'iniziale "Exordium", che subito ci proietta fra le sensazioni che può evocare un'antica casa abbandonata. È l'apporto delle percussioni a rendere particolarmente minacciosi episodi quali "The Catastrophic Flood" e l'ancor più tesa "Subortus: Excludunt Ab Inferis" (dotata di un bel crescendo finale), mentre il contributo della chitarra elettrica rimane sullo sfondo a rinsaldare le algide atmosfere di momenti quali "Divalia" e "The Sigillaria And The Summoning Of Saturn". Particolarmente oscuri ed angosciosi gli oltre dodici minuti di "Et Factum Es Monere Te", mentre spetta alla sospesa "The Quiet Quest Into The Underworld", a "The Infinite Abyss" ed alla conclusiva "Peroration", tutte più inclini al neoclassicismo pianistico, stemperare almeno in parte la natura orrorifica del suono di Rob, non senza ampie iniezioni di pathos. Più efficace a livello di sensazioni evocate rispetto al suo predecessore, "Dies Ferialis" testimonia di come Benny abbia ben indirizzato la propria scrittura, mettendo buon gusto al servizio di soluzioni sicuramente non innovative, ma ben congegnate. Per crescere ulteriormente servirà elevare gli standard della resa audio, ed anche l'implementazione di certa coralità, nonché di altri strumenti potenzialmente utili alla causa, potrebbe giovare, ma la strada è comunque quella giusta.

Roberto Alessandro Filippozzi

 

https://cucurbitophobia.com/

https://cucurbitophobia.bandcamp.com/