Logo DarkRoom Magazine
Darkroom List menu Room101 Room102 Room103 Room104 Room105 Room106 Room107 Room108 Room109 Reception
SYNTHPOP, FUTURE-POP, TRIP-HOP, CHILLOUT E TUTTA L'ELETTRONICA PIÙ ACCESSIBILE E MELODICA
HARSH-ELECTRO, EBM, ELECTRO-INDUSTRIAL, IDM E TUTTA L'ELETTRONICA PIÙ ABRASIVA E DISTORTA
DARKWAVE, GOTHIC, DEATHROCK, POST-PUNK E AFFINI
INDUSTRIAL, AMBIENT, POWER ELECTRONICS E TUTTE LE SONORITÀ PIÙ NERE ED OPPRIMENTI
NEOFOLK, NEOCLASSICAL, MEDIEVAL, ETHEREAL E TUTTE LE SONORITÀ PIÙ DELICATE E TRADIZIONALI
TUTTO IL METAL PIÙ GOTICO ED ALTERNATIVO CHE PUÒ INTERESSARE ANCHE IL PUBBLICO 'DARK'
TUTTE LE SONORITÀ PIÙ DIFFICILI DA CLASSIFICARE O MENO RICONDUCIBILI ALLA MUSICA OSCURA
LA STANZA CHE DEDICA LA DOVUTA ATTENZIONE ALLE REALTÀ NOSTRANE, AFFERMATE E/O EMERGENTI
LA STANZA CHE DEDICA SPAZIO ALLE BAND ANCORA SENZA CONTRATTO DISCOGRAFICO

Mailing-List:

Aggiornamenti su pubblicazioni e attività della rivista


 

Cerca nel sito



Room 107

22-09-2025

MARTYN WARE & CHARLES STOOKE & GABRIEL WARE

"It's Always Ourselves We Find in the Sea"

Cover MARTYN WARE & CHARLES STOOKE & GABRIEL WARE

(Cold Spring)

Time: CD (30:02)

Rating : 7

Non nuova ad operazioni di questo genere, la britannica Cold Spring non manca nell'abilità di scovare anche nell'ampio e indefinibile panorama delle sonorizzazioni per installazioni quel materiale capace di andare oltre l'indissolubile simbiosi con l'aspetto visivo, e quindi di meritare anche l'approdo su quei supporti che permettono il puro ascolto casalingo. Fra questi vi è senza alcun dubbio "It's Always Ourselves...", sonorizzazione legata all'omonima installazione, orchestrata da un veterano e maestro come Martyn Ware (The Human League, British Electric Foundation, Heaven 17) con gli esperti Charles Stooke e Gabriel Ware, creata con la tecnica del suono 3D Surround (ampiamente sperimentata da Martyn, vero pioniere in tal senso) appositamente per consentire al visitatore un'esperienza immersiva nel rapporto con l'elemento acquatico, lasciando ampio spazio per una elaborazione quanto mai personale. Diviso in due lunghe tracce, il dischetto - racchiuso in un bel digipack a sei pannelli - si apre con la prima parte "A Call to Water", dove un pattern potente e primordiale evoca le memorie arcaiche e millenarie del fondo degli oceani, tra movimenti sottomarini e canti tribali da qualche incontaminata e remota isola ai confini mondo. La seconda e più lunga parte, "The Water Circle", scivola con serenità melodica dallo sciabordio di un ruscello al respiro del mare, ricordandoci un concetto che troppo spesso diamo per scontato: l'acqua è vita. Un lavoro che, per la sua altissima qualità audio e la sua indubbia efficacia, funziona bene anche fuori dal contesto per cui è nato, meritando l'attenzione sia degli estimatori delle ambientazioni a tema acquatico, sia dei più attenti esploratori della materia ambient e dei cultori dell'estrema cura sonora.

Roberto Alessandro Filippozzi

 

https://alwaysourselves.com/

https://coldspring.co.uk/