29-03-2026
CHRISTINE PLAYS VIOLA
"F.I.V.E. Fear Increases Violent Emotions"

(Cleopatra Records)
Time: CD (54:35)
Rating : 7.5
Giunto al diciottesimo anno di attività e con un'ammirevole serie di valide prove alle spalle, il quartetto abruzzese approda alla corte della storica etichetta americana Cleopatra Records per il suo quinto album in studio, che arriva a quasi sei anni dal precedente "Fading".
Una lunga attesa, interrotta solo da un paio di tracce pubblicate via Bandcamp (qui recuperate come bonus in coda alla scaletta), che ci riconsegna una band in ottima forma, sempre legatissima al post-punk, alla darkwave ed al goth di scuola anni '80, ma ancora una volta capace di andare oltre quegli schemi più ortodossi che troppi altri non riescono - e molto spesso non vogliono - superare.
Il nuovo album, racchiuso in un bel digipack completo di libretto, sintetizza al meglio la devozione verso quei filoni musicali di cui sopra, che certamente i Nostri hanno succhiato col latte, ma dei quali hanno voluto superare i dettami più ortodossi, riuscendovi abilmente con prove ben più audaci della media, come in particolare "Vacua" del 2014.
"Sprout of Disharmony" apre carismatica col suo passo sicuro e tipicamente ottantiano, ma già la seguente "My Redemption" si apre a soluzioni più flessibili dove tutto funziona a dovere, dalla versatilità vocale di Massimo all'affiatamento della band tutta.
Enfasi drammatica e pathos non mancano (emblematica in tal senso "Desolate Moments"), così come non difetta l'intensità, che si tratti dello scattante post-punk di "You Don't Fool Me" o dell'afflato darkwave di "Confession", e non è certo da meno "There's No Going Back", col suo bell'impeto anthemico e vibrante.
È tuttavia con "Black Noise" che il quartetto sfoga il proprio sincero eclettismo, in un singolare equilibrio tra certo ska e i Joy Division, ed anche "The Crypt of Misery", sospesa con personalità tra i Cure ed il noise-rock, denota una lodevole volontà di stravolgere positivamente certi equilibri.
In chiusura, come detto, ritroviamo i due brani rilasciati tempo addietro via Bandcamp: il vorticoso, rumoroso e sfrontato rock di "Jackie's Curse" e, come ultimo atto, la sofferta e dura "Blood Calls Blood", che brilla per il suo grande trasporto emotivo.
Altra prova di valore per i CPV, senza dubbio fra i progetti nazionali di più ampie vedute e coraggio in un settore che troppo spesso, e non certo solo in Italia, ha visto i suoi esponenti eccessivamente adagiati su un'ortodossia vissuta in maniera quasi dogmatica.
Roberto Alessandro Filippozzi
https://christineplaysviola.bandcamp.com/