29-03-2026
MHOLE
"Materia Prima"

(Xonar Records)
Time: CD (52:15)
Rating : 8
"Materia Prima - Manifesto del Nuovo Uomo" segna un passaggio significativo nel percorso degli MHOLE. Se nei lavori precedenti il progetto sembrava muoversi soprattutto in territori più estremi e destrutturati, immersi in flussi di rumore e sperimentazione quasi totale, qui emerge una scelta diversa: la materia sonora viene organizzata con maggiore precisione, resa più strutturata e in alcuni momenti persino più accessibile. Non è un ammorbidimento del linguaggio, ma piuttosto una nuova forma di equilibrio tra caos e forma, tra impulso sperimentale e costruzione musicale.
Il disco mantiene la natura abrasiva e inquieta tipica del progetto, fatta di stratificazioni elettroniche, distorsioni e pulsazioni industriali, ma sotto questa superficie si percepisce chiaramente un lavoro più attento sulle strutture. I brani si sviluppano con una direzione più definita, sostenuti da pattern ritmici che emergono e si consolidano nel corso dell'ascolto. In alcuni passaggi affiorano anche richiami all'industrial rock degli anni Novanta: quella combinazione di energia meccanica, tensione elettronica e fisicità sonora che trasformava il rumore in qualcosa di quasi corporeo. Gli MHOLE non citano quell'estetica in modo nostalgico, ma la reinterpretano, come se fosse una memoria sonora ricostruita dentro un contesto più contemporaneo e concettuale. Accanto a queste pulsazioni più dure e industriali, il disco lascia spazio anche a momenti inattesi, più pacati e introspettivi. Sono passaggi in cui la densità del suono si dirada e la musica sembra rallentare, creando ambienti più rarefatti, quasi contemplativi. Qui i droni elettronici e le texture sintetiche diventano più sottili, più atmosferiche, e il paesaggio sonoro assume una dimensione quasi meditativa. Questi momenti funzionano come zone di sospensione, spazi di respiro dentro un disco altrimenti attraversato da tensioni meccaniche e distorsioni. Non interrompono la coerenza dell'album, ma anzi ne ampliano la profondità emotiva. Il manifesto che accompagna "Materia Prima" trova nella musica la sua traduzione più naturale. L'idea che l'uomo sia stato il proprio esperimento, che abbia generato copie di sé per sopravvivere alla fragilità della carne, si riflette in queste strutture sonore che sembrano funzionare come sistemi autonomi. I pattern ritmici si moltiplicano come algoritmi, le sequenze elettroniche si trasformano e si rigenerano, mentre il suono mantiene sempre una traccia della materia da cui proviene. Eppure, sotto l'apparente freddezza delle macchine, rimane una dimensione profondamente umana. Anche nei momenti più industriali si percepisce un residuo di fisicità, quasi un ricordo del corpo che ha generato quei suoni. Nei passaggi più lenti e introspettivi questa sensazione diventa ancora più evidente: la musica sembra fermarsi a osservare sé stessa, come se la macchina stesse cercando di ricordare il calore della carne da cui è nata.
Per questo "Materia Prima - Manifesto del Nuovo Uomo" appare come uno dei lavori più maturi degli MHOLE. È un disco che riesce a mantenere la radicalità concettuale del progetto ma allo stesso tempo a darle una forma più solida, più comunicativa. La materia sonora qui non è soltanto rumore o sperimentazione: diventa organismo, struttura, qualcosa che evolve lentamente. E mentre l'ascolto procede, si ha la sensazione che quella materia stia imparando a moltiplicarsi da sola, lasciando intravedere la figura incerta del "nuovo uomo" evocato nel titolo.
CAESAR
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