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Room 108

29-03-2026

LILI REFRAIN

"Nagalite"

Cover LILI REFRAIN

(Subsound Records)

Time: CD (30:18)

Rating : 9

Ci sono artisti che col tempo aggiungono strati. Lili Refrain, invece, sembra fare il contrario: scava, toglie, stringe. "Nagalite" è il punto in cui questo processo diventa evidente. Chi la segue da un po' sa da dove arriva: progetto solista nato nel 2007, costruito tutto in tempo reale tra chitarra elettrica, voce, percussioni e loop station, zero basi, zero rete di sicurezza. Negli ultimi anni ha macinato palchi ovunque, dai festival europei ai tour nel Regno Unito, portando quella dimensione rituale fuori dalla nicchia. Ecco, questo disco suona proprio come qualcuno che ha fatto quel viaggio e ha deciso di tornare con meno fronzoli e più sostanza. Il disco parte piano e in maniera molto evocativa: voce e synth che sembrano galleggiare, senza fretta. Ma è una calma un po' ingannevole, perché appena il suono nella traccia successiva "Nagal" prende ritmo la struttura diventa molto più fisica. Le percussioni entrano a strati, i pattern si ripetono e si avvitano, le chitarre non "riffano" nel senso classico ma costruiscono spirali. E poi c'è la voce, che resta il suo marchio più forte. Niente testi da seguire, niente appigli: è suono puro, che passa da richiami quasi tribali ad aperture più ampie, quasi liturgiche. Si percepisce l'esistenza di una filosofia trascendente della musica. A tratti sembra guidare, a tratti è solo un'altra corrente dentro il flusso. Funziona proprio perché non cerca mai di spiegarti cosa sta succedendo. Il cuore del disco è nella parte centrale, dove tutto si fa più denso e leggermente inquieto: elettronica e percussioni si intrecciano, la tensione sale senza mai esplodere davvero. È lì che capisci che "Nagalite" non vuole portarti a una catarsi facile. Ti tiene sospeso, ti lascia dentro una specie di loop mentale. Il finale invece torna più essenziale, quasi spoglio, ma con un peso diverso rispetto all'inizio, come se qualcosa nel frattempo si fosse sedimentato. Rispetto a "MANA", qui c'è meno "epica" e più controllo. Meno impatto immediato, più profondità. È un disco che cresce ascolto dopo ascolto e che conferma il talento di questa musicista.

CAESAR

 

https://lilirefrain.bandcamp.com/

https://subsoundrecords.bandcamp.com/