17-12-2025
KIFOTH
"Lost Territory"

(Aliens Production)
Time: CD (61:38)
Rating : 7
Di ritorno con nuovo materiale ad otto anni e mezzo abbondanti dall'ultima prova in studio "#Extensive Report", il longevo trio slovacco, fondato nel lontano 1993, collabora per la prima volta con un'etichetta connazionale, ossia quella sempre vigile e puntuale Aliens Production che pubblica il nuovissimo "Lost Territory" nelle 100 copie dell'essenziale digipack. L'uscita in esame si compone di quattro nuovi brani e di nove remix, questi ultimi curati da un parterre di nomi di tutto rispetto della scena, fra i quali non mancano ovviamente diversi compagni d'etichetta di Key Head, Mir Colon e Blazena. Sono ovviamente i quattro inediti a monopolizzare la curiosità, e si comincia subito in grande spolvero con "Cowardice", le cui lente ed apocalittiche movenze, puntellate da ottimi suoni d'atmosfera prima dell'accensione ritmica, ci rimandano direttamente a quella scuola EBM di fine 80s/inizio 90s che fu esemplare nell'ibridazione con l'electro-industrial e la dark-electro, e di cui KIFOTH sono eminenti alfieri. Anche la penetrante "Medical Care" svela soluzioni sonore d'alto pregio, figlie di classe ed esperienza, e se "Words To Fear", col suo groove nervoso ed un refrain più accessibile, pare per certi versi una concessione verso i meno avvezzi a certa solidità, la rocciosa "Killing Is A Routine" ci riporta sui binari che i Nostri meglio conoscono e sanno percorrere, sempre all'insegna di una old school che ha pieno titolo a non sentirsi morta. La sezione remix omaggia sia la nuova "Cowardice", segnatamente con le buone prove firmate da act di peso quali Sleepwalk e Terminal State, sia brani presi vecchi album della band, e fra i diversi nomi ben noti a chi frequenta il roster della Aliens Production (Deflect, Samhain, Last Influence of Brain, The Opposer Divine), ad emergere è ancora una volta quello dei padroni di casa Disharmony, che rielaborano "Moral" tra atmosfere pacate e melodiche, dimostrando come certi stilemi ritmici odierni possano essere sfruttati con quello spessore che poco o nulla interessa a chi produce trap et similia. Buoni segnali, in attesa di un nuovo album per il quale le aspettative sono legittimamente alte.
Roberto Alessandro Filippozzi
https://aliensproduction.bandcamp.com/