22-09-2025
THERE ARE GHOSTS
"Ego Morte"

(Inner Demons Records)
Time: CDr 3” 1 (15:49); CDr 3” 2 (22:06)
Rating : 6.5
"Ego-Morte" è un viaggio sonoro nel cuore del pessimismo, un'opera di dark ambient e industrial atmosferico che trasforma in suono la visione radicale di Thomas Ligotti. Il riferimento principale è chiaro: "La cospirazione contro la razza umana", saggio filosofico del 2010 in cui Ligotti descrive l'esistenza come una sofferenza ingiusta e infinita, una condanna che corrode ogni coscienza costretta ad affrontare l'orrore sottile che permea la realtà dalla nascita alla morte. Le tracce di "Ego Morte" agiscono come proiezioni sonore di questa condizione: droni pesanti, pulsazioni metalliche e risonanze cavernose creano un paesaggio crepuscolare, privo di punti di riferimento. Si percepisce un lento smarrimento, come se la musica invitasse ad "aprire il velo" e abbandonare ogni cornice illusoria, per sostare di fronte all'abisso esistenziale evocato dal libro. Le radici filosofiche dell'album affondano nelle stesse influenze di Ligotti: il pessimismo di Schopenhauer, la prosa corrosiva di Thomas Bernhard e soprattutto la lezione di Peter Wessell Zapffe, il pensatore norvegese che nell'Ultimo Messia individua nel "surplus di coscienza" umano la fonte di ogni infelicità. Zapffe descrive quattro strategie "cospirative" - isolamento, ancoraggio, distrazione e sublimazione - per sopravvivere a questa consapevolezza. In "Ego-Morte", queste strategie sembrano diventare ambienti sonori: camere di risonanza oscure dove si percepisce il lento scivolare della coscienza oltre ogni protezione. L'ascolto è totalizzante: i droni si addensano in una pressione ipnotica, frammenti di noise e field recordings si insinuano come memorie disturbanti, e ogni suono contribuisce a un senso di rituale, di sospensione fuori dal tempo. Non c'è mai concessione alla melodia o al sollievo: come il libro di Ligotti, l'album lascia l'ascoltatore nudo di fronte alla propria consapevolezza. In un panorama dark ambient spesso uniforme, "Ego-Morte" colpisce perché riesce a trasformare un pensiero filosofico radicale in pura esperienza sensoriale. È un disco da ascoltare in solitudine, meglio se immersi nella lettura di Ligotti, per lasciarsi lentamente avvolgere dal suo abisso sonoro e accettare, almeno per un momento, la vertigine di vivere senza illusioni.
CAESAR
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