28-12-2025
HVAST
"Chwasty Polskie"

(Zoharum)
Time: CD (47:44)
Rating : 6
L'ascolto di "Chwasty Polskie" dà subito la sensazione di trovarsi davanti a un lavoro che preferisce l'estensione al riassunto. I brani si sviluppano lentamente, senza introdurre temi evidenti o momenti pensati per catturare l'attenzione, e costruiscono invece un flusso continuo in cui ambient e post-rock vengono usati come linguaggi aperti, non come formule. Le cinque tracce seguono una logica di espansione progressiva, fatta di ripetizioni, variazioni minime e passaggi che sembrano nascere sul momento, con una componente psichedelica sempre presente ma mai dichiarata.
Gli HVAST lavorano molto sull'equilibrio interno del suono. L'elettronica crea superfici instabili e mutanti, più atmosferiche che narrative, mentre batteria e percussioni evitano il ruolo di guida tradizionale, scegliendo invece un andamento irregolare, spesso quasi sospeso. Il basso agisce come elemento di continuità: non è protagonista, ma tiene insieme i brani, dando una direzione anche quando la struttura sembra rarefarsi. In questo senso, le parti che richiamano l'improvvisazione non appaiono come divagazioni, ma come momenti in cui la musica prende tempo per ridefinirsi. I contributi esterni sono pochi ma significativi. Il flauto in "Wrotycz i Nawloc" introduce una tonalità diversa, più ariosa e leggermente evocativa, mentre le chitarre in "Oset" e nello stesso "Wrotycz i Nawloc" aggiungono spessore e tensione senza spostare il baricentro del disco. La registrazione al Mustache Ministry Studio, sotto la supervisione di Marcin Klimczak, restituisce un suono chiaro ma non sterilizzato, capace di valorizzare le dinamiche lente e i dettagli timbrici senza renderli troppo ordinati.
"Chwasty Polskie" funziona come un esordio che non cerca scorciatoie. È un disco che si sviluppa per accumulo, che richiede attenzione e continuità d'ascolto, e che punta più a creare un ambiente sonoro coerente che singoli momenti memorabili. Proprio questa scelta, poco accomodante ma consapevole, rende il lavoro degli HVAST credibile e personale, lasciando l'impressione di un progetto che ha già una direzione chiara, anche senza bisogno di dichiararla esplicitamente.
CAESAR