29-03-2026
POPSYSZE
"Powiez"

(Zoharum)
Time: CD (43:39)
Rating : 6
Se "Powiez" fosse un orario ferroviario, sarebbe quello dei treni notturni: poche fermate, nomi quasi illeggibili, e una sensazione costante di movimento anche quando fuori è buio totale. Il quinto album dei Popsysze non cerca di sedurre l'ascoltatore, lo trascina dentro un flusso continuo in cui le coordinate abituali - strofa, ritornello, climax - perdono importanza.
Qui il krautrock non è un riferimento teorico ma una presenza concreta: il battito motorik alla maniera di Neu! emerge in più punti come un nastro trasportatore inarrestabile. Non accelera, non rallenta, non enfatizza - semplicemente procede. Ed è proprio questa imperturbabilità a creare tensione. Sopra quel movimento lineare, il trio costruisce strati che si sfaldano, si accendono e si spengono, come paesaggi intravisti dal finestrino. Affiorano echi lontani di blues desertico o groove africani, ma sempre come miraggi sonori, mai come citazioni esplicite. Una linea di chitarra può evocare orizzonti aperti per qualche secondo, prima di essere riassorbita in un ambiente più chiuso e urbano. Questo continuo aprirsi e richiudersi impedisce al disco di stabilizzarsi emotivamente: non c'è catarsi, solo trasformazione. I Popsysze lavorano molto sul senso di sospensione. Anche quando il ritmo è deciso, l'atmosfera resta ambigua, come se qualcosa stesse per succedere ma non succedesse mai del tutto. È una tensione "a bassa intensità", persistente, che tiene l'ascolto in uno stato di vigilanza morbida.
Le voci, quando compaiono, sembrano provenire da un'altra stanza, presenti ma non centrali, più parte dell'ambiente che veicolo di significato. Contribuiscono a quell'impressione di distanza emotiva che attraversa tutto l'album: non freddezza, piuttosto una specie di torpore lucido, come dopo troppe ore online. La forza di "Powiez" sta nella sua coerenza sensoriale. Non punta su singoli episodi memorabili, ma su un continuum sonoro che lentamente modifica la percezione dello spazio. Dopo un po' ci si accorge che il corpo si sincronizza con il battito ripetitivo, mentre la mente vaga altrove. È musica che funziona per immersione, non per impatto.
CAESAR
https://popsysze.bandcamp.com/