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Room 107

17-05-2026

BRUNO DUPLANT

"Athanor"

Cover BRUNO DUPLANT

(Dissipatio)

Time: CD 1 (47:07); CD 2 (36:37)

Rating : 8.5

Figura appartata ma tra le più coerenti della ricerca elettroacustica contemporanea, Bruno Duplant è un compositore francese la cui pratica attraversa field recording, astrazione sonora e una scrittura del silenzio intesa come spazio attivo. La sua opera - vastissima, disseminata in pubblicazioni spesso laterali - ruota attorno a memoria, percezione e trasformazione, più che alla forma in senso tradizionale.
Scrivere di "Athanor" significa accettare una perdita: quella del linguaggio come strumento di presa. Perché questo lavoro non si lascia descrivere senza residuo - e, anzi, sembra costruito proprio per sottrarsi, per restare in uno stato di apparizione incompleta. Il titolo orienta subito: l'athanor è il forno alchemico della trasformazione lenta, continua, senza spettacolo. E Duplant ne assume fino in fondo la logica. Qui non accade nulla in senso tradizionale: nessun evento, nessuna gerarchia, nessuna forma che si imponga. Piuttosto, un processo interno, quasi impercettibile, in cui il suono viene progressivamente rarefatto, decantato, condotto verso una soglia di sparizione.
"Athanor" costruisce una "camera di attenzione" più che un ambiente acustico. Il calore di cui parla il testo non è energia, ma disciplina: una tensione costante che allenta le forme senza mai spezzarle. Nulla viene forzato. Ogni frammento (tono, ombra, luce) è lasciato respirare fino al punto in cui si trasforma o si dissolve. Ne emerge una sorta di liturgia senza oggetto, una pratica dell'ascolto che non mira a rivelare ma a sostare. Il tempo si fa viscoso, intermittente; il silenzio non è assenza ma soglia attiva. Quando il suono si assottiglia fino quasi a scomparire, non svanisce: cambia stato, diventa condizione percettiva. Dal punto di vista timbrico, Duplant lavora su una vera e propria sintassi della polvere: granuli, residui, particelle sonore che non costruiscono figure ma lasciano affiorare una luminosità interna, opaca, riflessiva - "la luce pensa a se stessa". È una musica che non illumina, ma prende coscienza del proprio apparire. In questa tensione tra dissoluzione e presenza, Athanor trova la sua forma più radicale. Non è un disco da comprendere, ma un dispositivo che modifica l'ascolto. Richiede tempo, attenzione, disponibilità a perdere orientamento. Ma in cambio offre qualcosa di raro: non un'esperienza estetica compiuta, bensì un processo lento e silenzioso di trasformazione percettiva.

CAESAR

 

https://brunoduplant.bandcamp.com/

https://dissipatio.bandcamp.com/