12-02-2026
KÆRY ANN
"Moonstone"

(Subsound Records)
Time: CD (38:24)
Rating : 9
Con "Moonstone", Kæry Ann compie un passo deciso lontano dalle atmosfere più rarefatte del debutto, spingendo il proprio linguaggio verso una dimensione più corporea e concreta. Se "Songs of Grace and Ruin" sembrava sospeso tra sogno e ricordo, qui il suono assume un peso, un corpo: le chitarre si fanno rocciose e lente, i riverberi eterei cedono spazio a una tensione palpabile, e la voce di Erika Azzini si muove come un filo sottile che attraversa paesaggi emotivi vasti e oscuri.
L'apertura con "Puritatem Tuam Interiorem Serva" ha il valore di un'intestazione rituale più che di un semplice brano: un ammonimento, un richiamo silenzioso alla resistenza interiore. Subito dopo, Todeslied accentua l'atmosfera funerea dell'album: la morte, o la perdita, non sono raccontate come eventi narrativi, ma si percepiscono come uno stato emotivo costante, un basso continuo che attraversa tutto il disco. Il primo singolo, "Hero and Leander", accompagnato da un video pubblicato in anteprima prima dell'uscita dell'album, è un esempio di come Kæry Ann sappia mescolare suggestioni epiche e delicatezza intima. Non è un brano che cerca il facile impatto, ma lascia spazio alla sospensione, ai silenzi tra le note e alla tensione della voce. Il video amplifica questa sensazione, trasformando le immagini in un'estensione visiva della densità emotiva del disco. "Moonstone" non è un lavoro che concede scorci facili o rassicuranti. La produzione bilancia ruvidità e profondità, con strati sonori che si sovrappongono senza compiacimento, creando un effetto ipnotico e fisico al tempo stesso. È un disco che si muove lentamente, come una marea nera che avanza senza spiegazioni, costringendo l'ascoltatore a sostare sulle proprie sensazioni e a confrontarsi con immagini di perdita, isolamento e resistenza.
Dopo l'attenzione ottenuta con il debutto - dalle colonne sonore per "Birth/Rebirth" e "Brennero" fino ai tour europei - "Moonstone" dimostra che Kæry Ann non cerca conferme, ma costruisce un'identità più radicale e matura. In un panorama dark spesso affollato di estetiche prevedibili, questo secondo album si distingue per coerenza, coraggio e capacità di evocare inquietudine, restando impresso anche dopo l'ascolto. È un disco che non consola: ti accompagna, ti osserva e ti lascia riflettere sul peso del silenzio e delle ombre.
CAESAR
https://kaeryann.bandcamp.com/
https://www.subsoundrecords.it/