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Room 108

14-06-2026

THEY DIE

"Smoke and Mirrors"

Cover THEY DIE

(Swiss Dark Nights)

Time: CD (36:40)

Rating : 7.5

Il quarto album in studio in cinque anni di attività discografica coincide per i veneti They Die col ridimensionamento da trio a duo, con l'uscita di scena di Giorgio Ricci (synth) e con al timone i soli Simone Scarani (voce, synth) e Massimiliano Griggio (chitarra), rimasti a continuare il viaggio ancora una volta sotto l'egida della Swiss Dark Nights, che licenzia il nuovo lavoro in confezione digipack in 500 esemplari.
Avevamo lasciato la band con le concrete aperture ad un sound più ampio mostrate su "Black Magic", in attesa di vedere se i Nostri intendessero giocare una mano più pesante con la successiva fatica, ed in questo senso il nuovo "Smoke and Mirrors" non ha deluso le nostre aspettative.
La spiccata ortodossia goth/post-punk/batcave degli esordi cede ora il passo ad un impianto dove finalmente la componente elettronica gioca il ruolo che le spetta, ed anche se la doppietta iniziale con la title-track e "Darkness and Lust" e la decisa, trascinante "No Face" ci dicono che certe lezioni del passato fanno ancora parte del presente di They Die, si percepisce persino nei frangenti più canonici quella maggiore maturità complessiva che si erge sopra gli standard di settore.
Con la ritmata ed intensa "Death Spell (Backfire)" e con la scattante e tagliente "Karmic Shit" si sente chiaramente il maggiore apporto dell'elettronica, ma è l'ottima doppietta costituita da "Borderline" e "Timeline" ad incarnare la miglior sintesi tra ciò che è stato prima e ciò che sta inevitabilmente mutando per il meglio, la prima sfoggiando anche un saggio impiego degli effetti per la voce (sulla scia di una prova vocale ora molto più ampia e completa), e la seconda con un magnetismo ottantiano che, come altre parti dell'opera, non ha scordato dove i Fields of the Nephilim abbiano spinto il genere.
Molto bene anche il finale, dapprima con l'atmosferica ed introspettiva "Not Done", indubbiamente il pezzo più coraggioso mai tentato dai Nostri, e infine con la sorprendente cover del classico Sabbathiano "Paranoid", con Simone e Massimiliano che interpretano il compito alla perfezione, facendo dello storico brano una cosa propria con un arrangiamento davvero audace.
In soli 37 minuti scarsi, i They Die ridefiniscono intelligentemente la rotta con solidità, lucidità, concretezza e credibilità, tracciando un sentiero che promette di essere solo all'inizio per quanto riguarda le piacevoli sorprese.

Roberto Alessandro Filippozzi

 

https://theydie1.bandcamp.com/

https://swissdarknights.bandcamp.com/