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Recensione
04-11-2023 : DANCING ON RUINS
DANCING ON RUINS
Debutta in grande stile Dancing On Ruins, progetto norvegese che vede coinvolti due musicisti esperti come Dag Brandth (frontman dei grandiosi Shatoo, di cui si attendono con ansia segnali di vita) ed Henning Skogh (chitarra dei dark-rockers Planet Mastergod), riunitisi sotto il nuovo monicker nel nome di una comune passione per la new wave elettronica dei primi anni '80. Rispolverate delle vecchie demo accantonate da Skogh, il duo ha messo a punto un lotto di dieci brani ottimamente prodotti e di elevata qualità che riprendono con classe, stile ed eleganza quei suoni vintage analogici legati soprattutto al biennio 82-83 (come la....
 
Recensione
25-07-2023 : THE OVERLOOKERS
THE OVERLOOKERS
Dietro al progetto The Overlookers ci sono le mani esperte dei francesi JB Lacassagne (cinque album col suo act Dekad) e Creature_XY (sei album coi Foretaste), artisti che da quasi un ventennio hanno vissuto la loro carriera discografica sotto l'ala protettrice della BOREDOMproduct, vero faro della scena electro/retro/synth-pop transalpina. Laddove col debut del marzo 2019 "Teeneage Wet Dreams" il duo electropop aveva interpretato alla propria maniera l'America degli anni '50, provando a immaginare come sarebbe suonata certa musica se fossero già esistiti i synth, stavolta siamo invece di fronte ad un completo tuffo negli....
 
Recensione
09-07-2023 : LA MACHINE
LA MACHINE
Dopo l'EP eponimo d'esordio di fine 2022, il progetto creato da Pierre Pi (Komplex, Position Parallèle, Communication Zéro) ed Éric U0 (Celluloide, Thee Hyphen, Signal/Bruit) torna con un'altra uscita di breve durata, che come si evince dal titolo è imperniata sulla cover del classico italo-disco per eccellenza firmato nell'83 dai Righeira. Racchiuso nella confezione digisleeve, il dischetto si apre con la suddetta cover, coi due esperti francesi che rileggono la storica hit del duo torinese nel loro classico stile electropop analogico, retrò e minimale, donando un tocco più algido e meccanico ad una....
 
Recensione
18-06-2023 : ZOODRAKE
ZOODRAKE
Chi ha imparato a conoscere le grandi abilità, il talento e la classe innata di Hilton Theissen, soprattutto col suo unico album coi Seadrake e coi due successivamente realizzati come Zoodrake (ed anche recentemente nei The Joke Jay), sa bene come il poliedrico cantante, chitarrista e produttore tedesco di origini sudafricane sia un artista di livello superiore rispetto alla stragrande maggioranza della concorrenza in ambito synthpop. Un fuoriclasse, dotato non soltanto di un'ottima e versatile voce, ma anche della capacità di scrivere grandi canzoni, come ampiamente dimostrato in particolare nel corso degli ultimi cinque anni,....
 
Recensione
02-06-2023 : SCENIUS
SCENIUS
Non ha affrettato i tempi il duo di Leeds, che saggiamente torna con l'atteso secondo album - rilasciato in un essenziale digipack - a circa due anni e mezzo dal positivo esordio sulla lunga distanza "Enough Fears". A dispetto della giovane età del progetto, il produttore britannico Steve Withfield ed il cantante francese Fab Nau rappresentano due figure navigate della scena (il primo ha lavorato finanche con Cure, Mission e Yann Tiersen, mentre il secondo incide dischi con svariati act sin dai primi anni '90) che ben conoscono la materia come le sue malizie, nello specifico quel synthpop esplicitamente vintage che tanto deve....
 
Recensione
10-05-2023 : CULT WITH NO NAME
CULT WITH NO NAME
Quella del duo londinese - di ritorno con l'undicesimo full-length - è una formula ampiamente collaudata e consolidata che corre agilmente su binari ben precisi, e che non perde colpi quando la storica e blasonata collaboratrice Kelli Ali non è della partita, come in questo caso. A poco meno di due anni dall'eccellente "Nights In North Sentinel", Erik Stein e Jon Boux tornano a deliziarci col loro synthpop minimale, educato e raffinato, leggero sì, ma con intelligenza e spessore emotivo. Realizzato in un pregevole cardboard contenente poster coi testi, lenti d'ingrandimento per meglio leggere i medesimi e link....
 
Recensione
08-01-2023 : BALTES and ZÄYN
BALTES and ZYN
Chi di progetti paralleli ne ha sentiti tanti, sa bene come questi non siano automaticamente sinonimi di qualità, a dispetto dei nomi altisonanti che vi possono essere coinvolti. C'è che si arena nelle medesime sonorità del proprio act principale, chi si lancia in generi che avrebbe fatto meglio a non toccare affatto, chi si dedica a stili differenti in maniera tragicamente scolastica e via dicendo, ma nessuno di questi è il caso di Steve Baltes e di Lucian Zäyn, artisti mossi da comuni passioni che, nonostante il differente vissuto (il primo, che abbiamo apprezzato nei validi Arctic Sunrise, è tedesco,....
 
Recensione
26-12-2022 : HIDDEN SOULS
HIDDEN SOULS
Quattro anni dopo il positivo impatto sulla scena col debut album "The Incorruptible Dream", il trio synthpop argentino torna per l'atteso follow-up con un rinnovato bagaglio d'esperienza, tradottosi ora in una maggior consistenza sotto ogni aspetto. Apprese le malizie che elevano la caratura di una canzone, i tre hanno saputo alzare l'asticella in fatto di arrangiamenti, produzione, scrittura e singole performance, salendo di livello sulla scia di un'accresciuta maturità. Poche - pur nell'ora abbondante di durata - le puntate verso lidi future-pop dal beat più ballabile, segnatamente con l'incisiva opener "I Was....
 
Recensione
11-12-2022 : SAFT
SAFT
Dal ritorno in pista nel 2015, dopo lo scioglimento nel dicembre 2000, il quotato act svedese - ormai condotto unicamente da Carl Steinmarck - ha viaggiato speditamente, giungendo ora (a circa tre anni e mezzo dal precedente "Allting Har Ett Slut") al terzo album dal rientro sulle scene, cui si sommano i due di fine anni '90, quando Saft era ancora un trio. Sempre sotto l'ala protettrice di quella Progress che ne ha patrocinato il ritorno, Carl prosegue nel solco ben tracciato nell'arco di un'intera carriera all'insegna di un synthpop melodico ed ottantiano dal taglio squisitamente "pop", perfezionato passo dopo passo con....
 
Recensione
07-11-2022 : UNROYAL
UNROYAL
"Mainstream", debutto sulla lunga distanza per il duo svedese Unroyal, usciva tre anni fa su etichetta ORD lanciando buoni segnali che, senza dubbio, sono stati captati anche dall'attenta e puntuale Progress, che è infatti divenuta la nuova casa del progetto, e che ne dà ora alle stampe l'atteso ritorno in un bel digipack completo di booklet (limitato a 500 esemplari numerati a mano). Più maturi in ogni aspetto della loro creazione, Adam Olofsson ed Henrik Oja tornano con dieci tracce all'insegna di un electropop ottantiano romantico e melodioso, sempre ben attento a non scadere nel mieloso, ben sorretto....
 
 
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