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Recensione
29-03-2020 : BOHREN & DER CLUB OF GORE
BOHREN & DER CLUB OF GORE
Ascoltare un disco dei Bohren & DCOG al buio, con la tensione opportunamente sciolta da un buon bicchiere di rosso, lasciando per una volta da parte quel maledetto cellulare, è un momento di autentica evasione verso un mondo sospeso, in cui gli strumenti del trio tedesco delineano atmosfere irripetibili in quello stile "doom ridden jazz" (o "detective-jazz", come la stessa band direbbe adesso) unico e forgiato in quasi trent'anni d'impeccabile carriera. Ad ogni nuova uscita del colosso doom-jazz ("Patchouli Blue" è l'ottava sulla lunga distanza) ci s'interroga sul dove, in una personalissima....
 
Recensione
02-03-2020 : FORREST FANG
FORREST FANG
Album singolare per il progetto Forrest Fang, che unisce in questo "Ancient Machines" lo stile e il fascino della scena minimal americana - capitanata da Philip Glass e Terry Riley - con l'imprinting personale fatto di tappeti ambient e soundscapes dilatati e morbidi. Ne viene fuori un lavoro diverso dal solito, in cui l'autore evita scimmiottamenti e citazioni per fondere sentori simili ma a suo modo diversi. Il punto di contatto rimane la poetica soffice e magicamente allusiva: l'effetto ambientale permane superando immagini prevedibili, così come le strutture minimali ma evocative dove la ripetizione dei motivi e delle....
 
Recensione
09-12-2019 : JAMES MURRAY & FRANCIS M GRI
JAMES MURRAY & FRANCIS M GRI
Dopo lo scambio di cortesie consistito nell'aver pubblicato l'uno un disco dell'altro - e viceversa - con le rispettive etichette Slowcraft Records e KrysaliSound, l'inglese James Murray ed il nostro Francis M Gri mettono a punto questa interessante collaborazione sull'asse Londra-Milano, patrocinata dalla francese Ultimae Records nel consueto e mirabile digipack a sei pannelli completo di splendido booklet (oltre che nelle versioni download, standard e 24bit). Come spiegano le note ufficiali, "Remote Redux" è "una delicata ed originale risposta alla distanza ed alla vicinanza come vengono espresse nel concetto....
 
Recensione
09-12-2019 : FORREST FANG
FORREST FANG
Torna suggestivo e ispirato il progetto Forrest Fang, forte di un'esperienza ultratrentennale e capace di evolversi senza scimmiottare se stesso né tanto meno le scene a cui può essere, a torto o a ragione, accostato. "The Fata Morgana Dream" riflette nei suoni le magnifiche illustrazioni della cover, immerse in un mondo separato fatto di immagini astratte, sogni, temi onirici. I suoni mescolano drones, elettronica e strumentazione per creare panorami sterminati in cui perdersi e disorientarsi alla ricerca di un senso in un mondo parallelo e sconosciuto, fotografato in quel momento grigio incluso tra sonno e risveglio.....
 
Recensione
09-12-2019 : PLANETARY CYMATIC RESONANCE/B.ASHRA/MOTOM/AKASHA PROJECT
PLANETARY CYMATIC RESONANCE/B.ASHRA/MOTOM/AKASHA PROJECT
Interessante questa Klangwirkstoff Records, label tedesca che ha fondato nel tempo la sua proposta musicale su dettami ben precisi e sciorinati quasi fossero parte di una terapia a base di suono e frequenze di una certa tipologia e dagli effetti variegati. Partendo dal più ampio concetto di Legge Naturale dell'Identità di Ottava, una pratica armonica risalente addirittura all'Antico Egitto ed utilizzata nei processi di guarigione e meditazione ritualizzata, i musicisti e ricercatori del suono legati alla label - nello specifico B.Ashra, Tommelon, Eru (alias Ricky Deadking) e Akasha Project, per citare i nomi ricorrenti - si sono....
 
Recensione
09-12-2019 : MAX CORBACHO
MAX CORBACHO
Con alle spalle un'esperienza ultraventennale (il debut album "Vestiges" risale infatti al 1998) ed una produzione che ha superato quota venti uscite ufficiali, lo spagnolo Max Corbacho torna sul mercato col suo nuovo full-length, sesta release patrocinata dal suo marchio Silentsun. Negli oltre vent'anni di attività discografica, Max ha saputo cesellare e rifinire con crescente maestria uno stile fondato su di un'ambient cosmico/atmosferica particolarmente raffinata ed eterea, che puntualmente ritroviamo in tutte le sue tipiche caratteristiche anche nelle tre lunghe composizioni che animano il nuovo album "Echo Of....
 
Recensione
27-11-2019 : UNA SHAMAA & OBLIVION GUEST
UNA SHAMAA & OBLIVION GUEST
Per chi non la conoscesse, Una Shamaa è una danzatrice di origini brasiliane - residente a Dresda - i cui talenti includono varie forme di danza (orientale, gotica, espressiva, con giochi di fuoco e di luce), già portate su diversi palchi europei in contesti differenti. È facile rintracciare in rete alcune sue performance in cui danza sulle note di celebri brani a tinte scure, così come la si può vedere all'opera al fianco del veterano Hunter Barr (Black Light Ascension, Altered States, Knifeladder, Naevus, This Is Radio Silence etc...), sia con gli AntiValium - in coppia col sodale di lunga data Andrew....
 
Recensione
27-11-2019 : RAPOON
RAPOON
Terzo e conclusivo capitolo di una trilogia concepita per festeggiare il 25esimo anno di attività del monicker di Robin Storey, avviata nel 2017 con "Sanctus Equinox" e proseguita l'anno seguente con "Offworld OP1 Equs". La lunga carriera di Rapoon viene sintetizzata stilisticamente una volta di più con questo lavoro, in cui vengono raccolte tutte le peculiarità di un progetto capace di dar vita ad uno stile tanto noto quanto personale, sebbene reiterato per una quantità infinita di uscite, sorrette da una buona ispirazione ma anche da un imprinting di base che non ha mai guardato a variazioni.....
 
Recensione
27-11-2019 : HIFIKLUB + MIKE COOPER
HIFIKLUB + MIKE COOPER
Collaborazione tra l'ensemble francese Hifiklub, quartetto che ha al suo attivo una gigantesca quantità di lavori in combutta coi più nomi vari, e Mike Cooper, chitarrista e songwriter, nonché cantante di matrice folk-blues, che ha spaziato anche in area elettronica e sperimentale. Il tutto prende vita nel 2017. quando i due monicker decidono di mettere a punto una live soundtrack per il film "Man Of Aran" di Robert J. Flaherty, vecchia pellicola di stampo drammatico ed etnografico al tempo stesso, supportata dalle liriche dello scrittore John Millington e del suo testo "The Aran Islands" del 1907.....
 
Recensione
05-11-2019 : THIEF
THIEF
Non pago di essersi costruito una solida reputazione in seno ai black metallers avanguardistico-sperimentali Botanist, il californiano Dylan Neal ha stupito non poche persone nel 2016 col debutto della sua creatura Thief, ambizioso progetto dedito ad un'elettronica a tinte scure di ampio respiro che prende le mosse dalla musica sacra, unendo idealmente antico e moderno con estrema fluidità e credibilità. Se l'esordio "Thieves Hymn In D Minor" aveva dato ampie conferme circa l'eclettismo del musicista di L.A., questo suo ritorno - con annesso approdo alla corte della blasonata Prophecy - è destinato a lasciare il....
 
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