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Recensione
08-04-2016 : VV.AA.
VV.AA.
La piccolissima label russa UIS, dedita quasi esclusivamente alla produzione di compilation su nastro, dedica la sua settima uscita al villaggio balinese Trunyan, celebre per la modalità con cui vengono conservate le reliquie provenienti da corpi non sepolti e trattati con particolari profumazioni. Al di là delle usanze esotiche che hanno attratto la label al pari di molti curiosi, la compilation in questione accosta sei progetti alle prime armi e pressoché sconosciuti. L'opera è suddivisa in tre 'fasi': le prime due (corrispondenti ai lati A e B del nastro) rispondono ai temi della vita e della morte, mentre la....
 
Recensione
08-04-2016 : STEFAN CHRISTOFF/POST MORTEM
STEFAN CHRISTOFF/POST MORTEM
Dodicesimo capitolo della serie split "Tape Crash", edita rigorosamente in cassetta ed inaugurata circa 5 anni fa dalla Old Bicycle Records. Per questa occasione vengono chiamati all'opera due giovani autori: il canadese Stefan Christoff, artefice di delicati suoni neoclassici e strumentali, e l'olandese Jan Kees Helms (in arte Post Mortem), dedito ad una sperimentazione sognante, generata con l'ausilio di elettronica e strumentazione. Christoff elabora i suoi sei brani per mezzo di piano, organo e chitarre creando un mood sacrale e celebrativo, strutturato su prolungamenti dronico-melodici fatti spesso di piccoli rintocchi tonali.....
 
Recensione
19-03-2016 : STEVE ROACH
STEVE ROACH
È caratteristica comune dei musicisti ambient quella di essere iperproduttivi, con decine di pubblicazioni nell'arco di un anno. Tutto questo non è solo dovuto ad una innata prolifica ispirazione, ma anche ad una materia musicale particolarmente adatta alle manipolazioni, anche minime, della stessa matrice sonora. Ma i musicisti autentici, quelli che alla fine fanno la storia e le fortune di un genere, sono coloro che riescono anche a imprimere svolte marcate nelle loro proposte artistiche. È il caso di Steve Roach, forse una delle massime espressioni dell'ambient, visto che le sue prime uscite risalgono all'inizio degli....
 
Recensione
01-03-2016 : ATOMINE ELEKTRINE
ATOMINE ELEKTRINE
Peter Andersson torna a dar voce ad uno dei suoi tanti progetti paralleli, secondari al cospetto del titanico Raison D'Être ma comunque alla base di tutta una scena musicale di cui l'autore svedese è indiscusso capofila. Atomine Elektrine è tra i suoi monicker maggiori, attivo da oltre vent'anni con sporadiche uscite tutte contrassegnate da una qualità straordinaria. Questo nuovo album è un inno alla space-ambient degli anni '70, intitolato alla supergalassia Laniakea entro cui è collocata anche la Terra, e viene concepito in omaggio ed in ricordo di Edgar Froese, l'ex Tangerine Dream scomparso nel....
 
Recensione
13-02-2016 : HATI
HATI
Il collettivo Hati recupera un pugno di brani risalenti al periodo 2011-2012 allorché la band era composta da tre elementi (Rafal Kolacki non figura infatti nell'attuale line-up), per dare alle stampe un album più evocativo rispetto alle derive prettamente sperimentali e industriali percorse negli ultimi lavori. Assemblati con la solita attenzione per le ritmiche e composti usando un ampio numero di strumenti etnici e ricercati (flauti, ocarina, didgeridoo, oltre ad una lista sterminata di percussioni assortite), i sette pezzi di "Metanous" cercano l'evocazione di ambienti mistici per mezzo di un ritualismo riflessivo.....
 
Recensione
01-02-2016 : ECHOES OF YUL
ECHOES OF YUL
Il singolare progetto di Michal Sliwa torna a farsi sentire con un nuovo album, il quarto (includendo anche il CD di remix "Tether") da sei anni a questa parte. Attraverso un elaborato intreccio basato su partiture elettroniche e strumentali firmate ed eseguite nella quasi totalità dall'autore polacco, "The Healing" si pone come un crocevia di influenze disparate a metà tra l'ambient, la shoegaze e il post-rock. Nel complesso emerge una vena soffice e meditativa che esula dai toni continuati e insistenti preferendo evoluzioni sonore variegate, solitamente percorse da una calma costante. Si insiste su una vena....
 
Recensione
01-02-2016 : THE BLEEDING PEASANT ORCHESTRA
THE BLEEDING PEASANT ORCHESTRA
Nel precedente lavoro "Sanctuary And Truce" gli inglesi della Bleeding Peasant Orchestra avevano mostrato un'accentuata propensione al mix di generi, passando dal post-punk alla dark ambient con sconcertante semplicità. Il nuovo album "Edits At Depth", pur mantenendosi sempre assai libero di spaziare, restringe il campo di azione all'interno della dark ambient e della new wave più sperimentale. La lunghezza dei brani (una media di otto minuti ciascuno) è di per sé un ottimo indizio per capire che le atmosfere più dilatate sono state quelle predilette dal gruppo nella realizzazione di....
 
Recensione
20-12-2015 : MACIEK SZYMCZUK
MACIEK SZYMCZUK
Partendo da una personale rivisitazione sonora del mito omerico di Cassandra, il polacco Maciek Szymczuk firma il suo settimo lavoro solista di lunga durata facendo leva soprattutto su un profilo funebre, cesellato calcando la mano sull'inesorabilità della morte e del fato. Anticipato dall'EP "The Seer" (disponibile su bandcamp e arricchito da inediti e da alcuni pezzi remixati), l'album si attesta a metà strada tra la colonna sonora e l'ambient oscura, avvicinandosi spesso alle soluzioni di certi Dead Can Dance, divise tra rimandi all'antichità, velate partiture tribali e profondi suoni celebrativi tesi a....
 
Recensione
30-11-2015 : VV.AA.
VV.AA.
La label polacca Zoharum compie otto anni, ma soprattutto giunge a quota 100 produzioni tra CD, vinili e nastri. Un bel traguardo festeggiato con una compilation di ringraziamento che include 21 autori editi dall'etichetta: nel primo disco progetti connazionali, nel secondo alcuni tra i più celebri nomi internazionali. Tutti i brani sono inediti e se in parte c'è la solita onesta manovalanza a fare numero, non mancano episodi di grande pregio e degni di nota. In particolare tra gli act polacchi svettano la prova di Ab Intra (autore di un'ambient densa e torbida di grande impatto), le ritmiche dub e le sonorità vagamente....
 
Recensione
11-11-2015 : DER BLUTHARSCH AND THE INFINITE CHURCH OF THE LEADING HAND
DER BLUTHARSCH AND THE INFINITE CHURCH OF THE LEADING HAND
La seconda stagione artistica di Der Blutharsch, trasformato e allargato nella "Infinite Church Of The Leading Hand", continua con un quinto capitolo da studio che calca l'oscurità chitarristica del doom rivedendola attraverso esperienze psichedeliche di matrice'60s e '70s con esiti in parte vintage e in parte lisergici, come sottolineato dallo stesso Albin che consiglia di ascoltare il disco "only when chemically imbalanced". Di fatto l'opera viene strutturata tramite una sovrapposizione sottile di linee tonali elaborate su frequenze estremamente basse, pulsate con insistenza circolar-ossessiva. Minime litanie....
 
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