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Recensione
10-07-2017 : RAPOON
RAPOON
Nella grande opera di recupero della vecchia discografia di Rapoon, la label Zoharum 'pesca' uno dei dischi più anomali del monicker inglese: "My Life As A Ghost" usciva nel 2004 per i tipi dell'austriaca Klanggalerie unicamente in CD, e da allora non è mai stato ristampato. Basato su un lavoro di ricerca prettamente percussivo che lasciava spazio a derive acid e techno, si allontana dai classici temi in loop a sfondo esotico e ambientale che tanta parte hanno avuto nell'ampia produzione di Robin Storey, per esplorare soluzioni alternative. L'album è incentrato su ritmiche secche poste in sovrimpressione, spesso....
 
Recensione
10-07-2017 : WASM
WASM
Duo olandese che ha alle spalle già diverse collaborazioni estemporanee, Wasm esordisce formalmente come combo soltanto con questo lavoro, messo a punto a partire dal 2015 e pubblicato solo nel novembre del 2016. Jos Smolders e Frans De Waard hanno alle spalle carriere notevoli sia come solisti che come elementi di band di area sperimentale: insieme avevano già lavorato con alcuni monicker di settore (il più noto è THU20), ma è solo in questo frangente che riescono probabilmente a toccare al tempo stesso toni d'atmosfera e pura alchimia astratta. I cinque lunghi brani che compongono "Een" spaziano....
 
Recensione
15-06-2017 : ERIK WØLLO
ERIK WĜLLO
Prosegue il sodalizio contrattuale fra la blasonata label americana Projekt ed il chitarrista e compositore norvegese Erik Wøllo, quest'ultimo attivo sin dal lontano 1980 e con alle spalle una corposa discografia. E corposo è anche questo nuovo parto dell'artista scandinavo: un doppio CD in confezione digipack comprendente ben ventidue brani, per un totale che lambisce i 150 minuti di durata. Dedicato alla sorella di Erik, Ingebjørg Wøllo, prematuramente scomparsa nel 2016 a soli quarant'anni, "Different Spaces" prosegue nel solco delle produzioni più recenti del compositore norvegese, incorporando....
 
Recensione
05-06-2017 : STEVE ROACH
STEVE ROACH
Terzo ed ultimo tassello della triade che concludeva le ultime uscite a nome Steve Roach del 2016, "Fade To Gray" si presenta come una naturale continuazione di "Painting In The Dark", componendosi di una sola lunghissima traccia dai toni dark ambient nebbiosa e molto più opprimente e minacciosa rispetto alle cupe ma positive atmosfere del predecessore. Album brulicante e possente nei soliti larghi soundscapes creati dall'artista statunitense, affianca ancora una volta la figura dello scultore di suoni a quella di Roach, mostrandolo come un essere superiore che manipola il suono analogico della sua strumentazione da....
 
Recensione
05-06-2017 : MONOPIUM/K.
MONOPIUM/K.
Split release tra due giovani progetti polacchi che prendono spunto per i loro brani dalla scena kraut anni '70, elaborando un lavoro al limite tra il tributo appassionato e la rivisitazione in chiave moderna. I Monopium, autori dei primi quattro brani, applicano il loro stile incodificabile fatto di massificazioni audio imprevedibili, ora sorrette però da un'idea di fondo ben delineata. L'avvio di "Kraut Rock" è a tutti gli effetti un giro kraut in loop, reso denso da un melange di suoni e rumori; la medesima circolarità caratterizza la successiva "Nightclubbing", ricca di elementi disparati,....
 
Recensione
26-05-2017 : PHALLUS DEI
PHALLUS DEI
A distanza di circa cinque anni dall'ultimo lavoro, il progetto teutonico Phallus Dei torna con un album che vede modificate alcune peculiarità del passato, segnando un'evoluzione stilistica importante e una maggiore consapevolezza delle proprie capacità realizzative. Pur mantenendo un approccio tematico irriverente, sebbene mitigato nel corso degli anni, nonché una mescolanza tra elementi post-industriali e partiture sinfoniche, si ha un avvicinamento a strutture di marca doom-drone e un uso anomalo della strumentazione, spesso usata a contrasto con l'elettronica. I cinque brani del disco hanno basi dense e poderose,....
 
Recensione
26-05-2017 : STEVE ROACH
STEVE ROACH
Continua l'inarrestabile produzione di concept album del pioniere dell'elettronica Steve Roach, ancora una volta sotto l'egida della Projekt di Sam Rosenthal. In questa uscita che vede la luce alla fine del 2016, assieme ad altre due che tratteremo in separata sede, il concetto alla base di tutto è la figura della spirale, da sempre una forma che affascina ed ispira le produzioni di Roach. Quello che viene rappresentato in quest'ora di meraviglie geometriche analogiche e vivide è il suono della vita, interconnesso ed in qualche modo 'srotolato' in una sequenza di pezzi luminescenti e brulicanti, mossi da un approccio old school....
 
Recensione
26-05-2017 : DER BLUTHARSCH AND THE INFINITE CHURCH OF THE LEADING HAND
DER BLUTHARSCH AND THE INFINITE CHURCH OF THE LEADING HAND
Breve ma intensissimo il ritorno di Albin Julius e la sua oramai consolidata anima psichedelica nella Infinite Church Of The Leading Hand. "Sucht & Ordnung", uscito a dicembre del 2016 sulla sua WKN, mostra un Julius mai parco di rimandi alla scuola kraut (le movimentate danze elettriche della intro e della chiosa), con un occhio di riguardo anche a lande più pesantemente stoner (il pezzo d'intramezzo), il tutto imbastito in meno di mezz'ora ed in sole tre tracce, come sempre senza titolo. Una prova viscerale che coglie nel segno, che movimenta e fa scatenare tra inebrianti effluvi psichedelici dalla potenza espressiva e....
 
Recensione
26-05-2017 : GÜNTER SCHLIENZ
GÜNTER SCHLIENZ
Affermato autore tedesco attivo da anni in territori underground, forte di un plauso sì di nicchia ma strameritato, Günter Schlienz torna con album uscito lo scorso ottobre all'interno di un'annata sicuramente prolifica per lui. Come anticipato dal titolo, "Autumn" è la trasposizione sonora di una stagione divisa nei mesi principali che la rappresentano: una sorta di opera classica contemporanea allestita utilizzando synth e tape machine, ma supportata anche da inserimenti di strumenti classici singolari (corno francese, piatti) e strutturata su partiture minimali e fortemente evocative. La prima traccia....
 
Recensione
26-05-2017 : INGRID SCHMOLINER, ELENA KAKALIAGOU
INGRID SCHMOLINER, ELENA KAKALIAGOU
Nei suoi sette anni di attività, la berlinese Corvo Records ha dato ampia dimostrazione del proprio coraggio nel proporre artisti e suoni propensi all'avanguardismo ed alla sperimentazione, e quindi non per tutti. Non fa eccezione questa nuova uscita, che vede collaborare l'austriaca Ingrid Schmoliner (voce, prepared piano) e la greco/austriaca Elena Kakaliagou (voce, corno francese), entrambe già presenti in numerosi altri progetti collaborativi e con all'attivo diversi riconoscimenti anche da parte delle massime istituzioni locali. L'intento delle due artiste, a seguito del tempo speso assieme in Tirolo, è stato quello....
 
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