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Recensione
01-02-2016 : ECHOES OF YUL
ECHOES OF YUL
Il singolare progetto di Michal Sliwa torna a farsi sentire con un nuovo album, il quarto (includendo anche il CD di remix "Tether") da sei anni a questa parte. Attraverso un elaborato intreccio basato su partiture elettroniche e strumentali firmate ed eseguite nella quasi totalità dall'autore polacco, "The Healing" si pone come un crocevia di influenze disparate a metà tra l'ambient, la shoegaze e il post-rock. Nel complesso emerge una vena soffice e meditativa che esula dai toni continuati e insistenti preferendo evoluzioni sonore variegate, solitamente percorse da una calma costante. Si insiste su una vena....
 
Recensione
01-02-2016 : THE BLEEDING PEASANT ORCHESTRA
THE BLEEDING PEASANT ORCHESTRA
Nel precedente lavoro "Sanctuary And Truce" gli inglesi della Bleeding Peasant Orchestra avevano mostrato un'accentuata propensione al mix di generi, passando dal post-punk alla dark ambient con sconcertante semplicità. Il nuovo album "Edits At Depth", pur mantenendosi sempre assai libero di spaziare, restringe il campo di azione all'interno della dark ambient e della new wave più sperimentale. La lunghezza dei brani (una media di otto minuti ciascuno) è di per sé un ottimo indizio per capire che le atmosfere più dilatate sono state quelle predilette dal gruppo nella realizzazione di....
 
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20-12-2015 : MACIEK SZYMCZUK
MACIEK SZYMCZUK
Partendo da una personale rivisitazione sonora del mito omerico di Cassandra, il polacco Maciek Szymczuk firma il suo settimo lavoro solista di lunga durata facendo leva soprattutto su un profilo funebre, cesellato calcando la mano sull'inesorabilità della morte e del fato. Anticipato dall'EP "The Seer" (disponibile su bandcamp e arricchito da inediti e da alcuni pezzi remixati), l'album si attesta a metà strada tra la colonna sonora e l'ambient oscura, avvicinandosi spesso alle soluzioni di certi Dead Can Dance, divise tra rimandi all'antichità, velate partiture tribali e profondi suoni celebrativi tesi a....
 
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30-11-2015 : VV.AA.
VV.AA.
La label polacca Zoharum compie otto anni, ma soprattutto giunge a quota 100 produzioni tra CD, vinili e nastri. Un bel traguardo festeggiato con una compilation di ringraziamento che include 21 autori editi dall'etichetta: nel primo disco progetti connazionali, nel secondo alcuni tra i più celebri nomi internazionali. Tutti i brani sono inediti e se in parte c'è la solita onesta manovalanza a fare numero, non mancano episodi di grande pregio e degni di nota. In particolare tra gli act polacchi svettano la prova di Ab Intra (autore di un'ambient densa e torbida di grande impatto), le ritmiche dub e le sonorità vagamente....
 
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11-11-2015 : DER BLUTHARSCH AND THE INFINITE CHURCH OF THE LEADING HAND
DER BLUTHARSCH AND THE INFINITE CHURCH OF THE LEADING HAND
La seconda stagione artistica di Der Blutharsch, trasformato e allargato nella "Infinite Church Of The Leading Hand", continua con un quinto capitolo da studio che calca l'oscurità chitarristica del doom rivedendola attraverso esperienze psichedeliche di matrice'60s e '70s con esiti in parte vintage e in parte lisergici, come sottolineato dallo stesso Albin che consiglia di ascoltare il disco "only when chemically imbalanced". Di fatto l'opera viene strutturata tramite una sovrapposizione sottile di linee tonali elaborate su frequenze estremamente basse, pulsate con insistenza circolar-ossessiva. Minime litanie....
 
Recensione
11-11-2015 : VV.AA.
VV.AA.
La polacca Zoharum inaugura con questa compilation una serie di uscite dedicate alla promozione di giovani progetti connazionali orbitanti intorno alla sfera dell'elettronica sperimentale. L'idea prende ispirazione dalla famosa serie della Philips "Prospective 21e Siècle", con cui la label promuoveva sul finire degli anni '60 i maggiori sperimentatori europei. Ad aprire il lavoro sono cinque tracce di Dat Rayon, singolare nome con all'attivo due album molto interessanti basati sul concept della costruzione e della meccanica automobilistiche. Sul piano tecnico si lavora estraendo rumori metallici e freddi dal loro habitat....
 
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23-10-2015 : EXPO '70
EXPO '70
Continua la fortunata collaborazione tra la polacca Zoharum ed il progetto revival kosmische/space ambient di Justin Wright, questa volta impegnati nella realizzazione di una raccolta di singoli estratti da diverse uscite passate che sono attualmente andate esaurite. Wright, fervido sostenitore del formato fisico in tutte le sue sfaccettature e prolifico artista inarrestabile, trova così modo di comporre un puzzle sonico accattivante e completo di ogni sfumatura della sua creatura Expo '70, rivolto sia a chi si era perso queste limitatissime uscite in passato, sia a chi si affaccia per la prima volta al poliedrico mondo delle....
 
Recensione
23-10-2015 : AQUAVOICE
AQUAVOICE
È trascorso poco meno di un anno dall'uscita dell'ultimo lavoro "Nocturne" che il polacco Tadeusz Lukzejko, mastermind del progetto Aquavoice, dà alle stampe una nuova compilation contenente brani presi dai suoi primissimi lavori. Il tutto si traduce in due CD dalla durata generosa, soprattutto per la lunghezza dei brani presenti in scaletta. Nel primo CD ("Water Music") esce nuovamente con prepotenza la principale fonte di ispirazione di Tadeusz, ovvero l'acqua, vista come forza vitale ed elemento imprescindibile di purificazione. Spicca quindi la lunga suite "Underwater Flight", un volo....
 
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06-10-2015 : MARSEN JULES
MARSEN JULES
Non tragga in inganno il cognome francese: Marsen Jules è tedesco (vero cognome Juhls), ma nonostante questo ha poco in comune con la proverbiale rigidità teutonica. Una parabola artistica la sua nata nell'ambito dell'ambient music e partita circa 12 anni fa con il primo CD "Lazy Sunday Funerals". Da quel momento l'attitudine di Marsen verso l'ambient ha cominciato a mutare, andando verso contorni sempre meno definiti, esplorando nuovi modi di allargare la base di un genere che può talvolta far cadere chi lo manipola nella trappola della monotonia. Non è il caso di Marsen Jules, che arriva con questo....
 
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06-10-2015 : DASHA RUSH
DASHA RUSH
È difficile classificare un personaggio come Dasha Rush, soprattutto alla luce di quest'ultima release. Spesso indicata, a torto o a ragione, come esponente di punta della scena techno europea e non solo, l'artista uscita dalle nebbie della Russia circa nove anni fa con l'uscita dell'ottimo "Forms Ain't Formats" ha poi consolidato fama e bravura con il successivo "I Run Iron I Run Ironic". Adesso Dasha ritorna dopo diversi anni di silenzio, intervallati da un live e da qualche singolo, con un disco che privilegia la parte più intimista a scapito dell'aggressività che ne aveva caratterizzato fino ad....
 
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