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Recensione
10-11-2025 : DAWN + DUSK ENTWINED & NATURE MORTE
DAWN + DUSK ENTWINED & NATURE MORTE
Il 2025 ormai agli sgoccioli è stato un anno importante per il longevo act francese Dawn + Dusk Entwined, molto attivo dal rientro sulle scene del 2020 in poi, e in particolare proprio in quest'ultima annata, con l'ottimo album su Dark Vinyl dello scorso marzo "Let Fall What Must Fall", il full-length più ambiental/rituale "Silent Rituals" (che inaugura una serie di lavori più sperimentali in edizioni strettamente limitate) in giugno e, infine, il lavoro in esame rilasciato a fine settembre. Confezionato in formato A5 in edizione limitata a soli 100 esemplari, "Toutes Les Heures..." nasce....
 
Recensione
10-11-2025 : LUBIN
LUBIN
Con il loro secondo album, i Lubin spingono l'elettronica verso un territorio in cui la pista da ballo evapora, lasciando spazio al battito nudo dell'angoscia contemporanea. "Gaza" è un disco che pulsa di energia techno-industrial ma ne capovolge la funzione: il ritmo non invita al movimento, ma diventa un gesto di resistenza, un modo per restare lucidi in mezzo alla distruzione. I Lubin costruiscono la loro materia sonora su pattern techno ossessivi, distorsioni secche e una tensione quasi fisica. Il suono, asciutto e metallico, è attraversato da campionamenti reali: voci di manifestanti, frammenti di reportage,....
 
Recensione
10-11-2025 : MARMUR
MARMUR
All'inizio sembra silenzio. Poi si muove una vibrazione sottile: un soffio elettrico, un rumore lontano di circuiti che prendono vita. Con "Elektroniczne Systemy", Marmur - Artur Ruminski e Macio Moretti - costruisce un paesaggio sonoro in cui tecnologia e materia si confondono, tra chitarre filtrate, sintetizzatori e glitch digitali. L'album sembra nascere dall'errore: microfratture sonore, dettagli che si espandono e collassano, rumori metallici che respirano come organismi. Rispetto alla cassetta "Doom Service" (2023), questo lavoro affina il linguaggio, combinando minimalismo e ambient elettronico con l'estetica....
 
Recensione
26-10-2025 : V.A.
V.A.
"Codex Of Pleasure And Pain" non è un semplice tributo: è un viaggio concettuale nell'universo di "Hellraiser", dove i confini tra dolore e piacere, estasi e tormento diventano materia di esplorazione artistica. Undici progetti provenienti dalle scene dark ambient, sperimentale e post-industriale si riuniscono in un'antologia che vuole incarnare l'oscurità rituale e la tensione psicologica del mondo dei Cenobiti. L'idea di dare suono al mondo di Barker ha precedenti autorevoli: nel 1987 i Coil furono incaricati dallo stesso Clive Barker di comporre la colonna sonora di "Hellraiser", ma le....
 
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26-10-2025 : A.DRIFT
A.DRIFT
Con "a.live transmission", a.drift consegna all'etichetta Inner Demons Records un documento sonoro che è al tempo stesso performance, testimonianza e sfida percettiva. Registrato dal vivo al Warehouse Salon di Boston il 30 marzo 2024, questo unico brano di circa venti minuti - "interference / live transmission" - si presenta come un corpo compatto di noise denso e pulsante, capace di saturare lo spazio e trascinare l'ascoltatore in un flusso ininterrotto di energia acustica. Il titolo "interference" non è casuale: il pezzo si muove lungo una trama di sovrapposizioni, attriti e collassi sonori che....
 
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26-10-2025 : GENETIC TRANSMISSION
GENETIC TRANSMISSION
Quando un'opera si autodefinisce per "rabbia, dolore e odio", ci si aspetta furia disordinata: "My Inspiration Is You" invece agisce con controllo chirurgico. Originariamente concepito nel 2004 in un'edizione CDr artigianale - una benda come custodia, gesto simbolico e rituale - il disco torna oggi in un'edizione CD in ecopack a quattro pannelli, impreziosita dalle fotografie di Maciej Mutwil (Dead Factory), che riprendono l'estetica della release originale. Questa scelta visiva non è mero ornamento: è parte integrante del linguaggio di Twardawa, che da sempre opera al confine tra suono e oggetto d'arte.....
 
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26-10-2025 : FRAG
FRAG
Con "Frag Deconstructed Genetic Transmission", Stephen Ah Burroughs riemerge sotto la sigla FRAG per firmare uno dei lavori più enigmatici e viscerali del suo percorso. L'ex Head of David, che negli anni ha disseminato identità sonore con progetti come Tunnels of Ah e Comicide 24, affronta qui un esercizio di trasformazione radicale: prendere la materia viva di Tomasz Twardawa (alias Genetic Transmission) e smontarla fino all'osso, per poi riassemblarla in una nuova forma. Il punto di partenza non è la reinterpretazione ma la ricomposizione genetica - un processo in cui il materiale originale perde il suo volto....
 
Recensione
05-10-2025 : PSYCHIC TV
PSYCHIC TV
"A Prayer for Derek Jarman" scorre come una marea lenta e funerea, un'onda sonora che non cerca di scuotere ma di avvolgere e sospendere. È l'eco di un salmo laico per un artista alla fine del suo percorso, nato tra le pietre di Dungeness, davanti al mare che Jarman osservava dalla sua Prospect Cottage. Psychic TV, qui lontani dalle pulsazioni acid house e dai rituali industriali dei primi anni, intrecciano una trama ambientale rarefatta, più vibrazione che melodia. Dietro queste frequenze sospese si percepisce il filo che collega Genesis P Orridge al mondo di Coil: Peter Christopherson, già Throbbing Gristle e....
 
Recensione
05-10-2025 : DIRK SERRIES
DIRK SERRIES
Dopo la mole imponente di materiale realizzato come Vidna Obmana da metà anni '80 lungo tre decadi (che si alimenta tuttora con numerose uscite postume di varia natura, fra inediti, raccolte e ristampe), il decano belga Dirk Serries ne ha creato e pubblicato a bizzeffe anche firmandolo col proprio nome e cognome. Un nuovo e già lungo viaggio che ne segue un altro lunghissimo e importante, in cui Dirk ha continuato ad esplorare la materia ambientale, addentrandosi in meandri più oscuri dai riferimenti industriali, armato della sua chitarra e di una vasta schiera di pedali analogici. Come suggerisce il "II" nel....
 
Recensione
05-10-2025 : LÄRMSCHUTZ
LÄRMSCHUTZ
In "Dethrone", Stef Brans (chitarra, violino, viola, oggetti) e Rutger van Driel (basso, trombone, elettronica) non si limitano a improvvisare: smontano il concetto stesso di brano, piegandolo e deformandolo fino a renderlo irriconoscibile. È un disco che vive in equilibrio instabile fra materia sonora e gesto fisico, dove ogni vibrazione di corda e ogni colpo d'aria diventa un evento da cui può nascere un intero microcosmo. Il primo pezzo è un flusso serrato, quasi una colata lavica di rumore: ottoni che si torcono in lamenti metallici, corde che graffiano lo spazio come se cercassero di aprirsi un varco,....
 
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