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10-08-2026 : VIDNA OBMANA |
Il periodo coperto in questa raccolta - 19962006 - è forse il più fertile e mutevole nella traiettoria di Dirk Serries. Anni in cui il progetto si espande, si contamina, attraversa territori diversi senza mai perdere quella tensione profonda verso l'interiorità. Qui però non troviamo i lavori "canonici", ma frammenti: registrazioni rare, tracce uscite su compilation introvabili, editi minori, e soprattutto materiale in gran parte inedito. Come se si aprisse una seconda mappa, parallela, più nascosta.
Eppure, ascoltato nella sua interezza, questo triplo CD non dà mai l'impressione di.... |
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10-08-2026 : ONE LEG ONE EYE |
Il progetto solista di Ian Lynch, già tra le voci centrali dei Lankum, parte da una cosa semplice solo in apparenza: togliere al folk ogni idea di consolazione. Con One Leg One Eye non siamo nel territorio della rilettura contemporanea della tradizione irlandese, ma in qualcosa di più instabile, come se le canzoni fossero state dissotterrate invece che composte.
C'è una parola che torna spesso ascoltando il disco: "spazio". Ma non quello aperto o panoramico. Piuttosto spazi chiusi, dimenticati, dove il suono non rimbalza bene. I luoghi che Lynch usa davvero - edifici abbandonati di Dublino, stanze familiari.... |
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14-06-2026 : MONOCUBE & TROUM |
Prima ancora di parlare del disco, bisogna capire chi sono davvero i due poli che lo generano. Da una parte c'è Monocube, progetto ucraino poi trasferito a Berlino, essenziale, quasi ascetico: un lavoro sul suono analogico, sulle frequenze lunghe, sull'idea che il drone sia più uno stato mentale che un genere musicale. Dall'altra c'è Troum, duo tedesco attivo dalla fine degli anni '90 e nato dalle ceneri dei Maeror Tri, con una visione molto più "rituale": usare il suono come mezzo per accedere a dimensioni interiori profonde.
Troum, già dal nome ("sogno"), ha sempre costruito paesaggi.... |
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14-06-2026 : JARL |
Con "Nerve Cell Threads Electronics", Jarl torna a muoversi dentro quel territorio che da anni esplora: il cervello come paesaggio sonoro. Questo lavoro si collega idealmente alla trilogia dedicata al sistema nervoso, ma non è un seguito nel senso classico. È piuttosto una diramazione, una quarta via, più oscura, più introspettiva, come se il viaggio si fosse spostato ancora più in profondità, dentro le pieghe microscopiche della percezione.
I quattro brani - "Electrical Impulse 1-4" - non sono composizioni separate, ma stadi di uno stesso flusso. Impulsi, appunto. Scariche che si.... |
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14-06-2026 : 400 LONELY THINGS |
C'è qualcosa di leggermente scomodo, quasi fuori asse, nel modo in cui 400 Lonely Things pubblica "Creature Comforts" e "Why I Went To The Woods" insieme. Non è un gesto ambizioso nel senso classico - è più simile a lasciare due registratori accesi in stanze diverse durante la stessa notte.
"Creature Comforts" è la stanza chiusa. L'aria è pesante, i suoni sembrano arrivare da oggetti che hanno smesso di funzionare correttamente. Le cosiddette ninnenanne non hanno nulla di protettivo: sono cicliche, ossessive, come pensieri che tornano sempre allo stesso punto ma ogni.... |
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14-06-2026 : ENS IMPERFECTISSIMUM & VRNA |
La Noctivagant, etichetta del New Mexico sempre molto attiva, aveva già patrocinato lo scorso anno un apprezzabile split-album fra il nostro connazionale Gianluca Martucci (Vrna) ed il messicano Fr. Der Cadáver (Ens Imperfectissimum, Occult Odyssey); la stessa label lo scorso marzo, in concomitanza con un'altra uscita a due tra Ens Imperfectissimum e l'act capitolino Morgue Ensemble (solo-project di Simone Salvatori, leader di Spiritual Front), ha rilasciato il nuovo lavoro congiunto del tandem italo-messicano.
Una seconda volta che, sulla base della reciproca stima tra i due nomi in causa, verte nuovamente sulle derive.... |
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14-06-2026 : JUDE |
"Zakaz" conferma i JUDE come una delle realtà più coerenti e radicali dell'area industrial/hardcore europea. Attivo dal 1993, il gruppo di Lódz ha sempre lavorato su una forma di musica che nasce dal rumore urbano, dal punk e dall'estetica industriale più fisica e dissonante, e anche in questo nuovo lavoro la loro identità resta intatta, ma appare ulteriormente affinata e concentrata.
Il disco suona più compatto rispetto ad alcune prove precedenti: la componente noise è ancora centrale, ma viene incanalata in strutture più definite, che non smorzano l'impatto ma lo rendono.... |
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20-04-2026 : V.A. |
Terza compilation su cinque uscite ufficiali per la Ominous Sounds, segno di come questo formato realizzativo - ora come in precedenza sempre rigorosamente a tema - piaccia particolarmente alla piccola ma intraprendente etichetta spagnola.
Stavolta il fulcro concettuale risiede nella magia ancestrale e nei suoi rituali, argomento del quale figurano ampi ed interessanti cenni all'interno del digipack a sei pannelli approntato dalla label iberica (50 le copie dell'edizione limitata), a riprova di come quest'ultima cerchi anche di veicolare una cultura che ci giunge da un passato arcaico denso di conoscenze da tramandare.
Sette i progetti.... |
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20-04-2026 : LUBIN |
La prima impressione ascoltando "Cargo" è di trovarsi dentro qualcosa di fisico. Non "musica sui treni", ma musica fatta di treni: ferraglia, vibrazioni profonde, risonanze cave, colpi ritmici irregolari che ricordano il passaggio sui giunti dei binari. LUBIN costruisce tutto a partire da questi elementi concreti, ma invece di spingere verso un'estetica industriale aggressiva sceglie una via più ambigua e notturna. Il risultato è ipnotico, quasi narcotico, come il rumore continuo che dopo un po' smette di essere rumore e diventa ambiente mentale. L'elettronica è ridotta all'osso, spesso.... |
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20-04-2026 : WIELORYB |
Pubblicato originariamente in download da Antyscena lo scorso anno, "God's Final Breath" si colloca in perfetta continuità con quanto WIELORYB ha costruito negli ultimi anni. Fin dai primi minuti è evidente che ci troviamo in un territorio familiare: ritmi pesanti, strutture meccaniche, un impianto sonoro che affonda le radici nel Rhythmic Noise con aperture verso un'elettronica più orientata alla pista. Nulla, insomma, che sorprenda davvero chi conosce già il progetto. I dodici brani, per oltre 45 minuti complessivi, insistono su una formula ormai ben rodata: percussioni martellanti, stratificazioni.... |
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