| Pagina precedente |
Recensione |
08-03-2026 : ROD / HANSOLLO / DN / R.I.P. |
"Swiatlowód" segna la fine di un capitolo importante per i ROD, la band electro-folk di Wejherowo, e lo fa con un album che è insieme conclusione e piccolo ponte verso ciò che verrà. Composto da quattro brani inediti del trio e da pezzi solisti dei singoli membri, il disco avrebbe potuto rischiare la frammentazione, vista la varietà di sessioni, strumenti e approcci. In realtà, sorprende per la sua coerenza: l'eco del folklore nordico, le suggestioni pagane e il freddo atmosferico della loro terra mantengono un filo comune che lega l'insieme.
Musicalmente, l'album mostra chiaramente le.... |
|
Recensione |
18-01-2026 : ANACLETO VITOLO / HISEKA / GIGI MASIN / FABIO ORSI |
"A Sad Song For A." è un lavoro che non si offre come narrazione lineare, bensì come spazio emotivo in cui entrare lentamente, accettando di perdersi un po'. Non è un ascolto rassicurante, né immediato, ma proprio per questo lascia tracce più profonde.
Il progetto si muove nel territorio dell'ambient, del drone e della musica elettroacustica, ma evita qualsiasi manierismo di genere. Ogni contributo ha una sua identità precisa, eppure il cofanetto funziona come un organismo unico, attraversato da una tensione costante tra fragilità e contemplazione. I suoni sembrano spesso sospesi,.... |
|
Recensione |
18-01-2026 : ELI WALLIS |
"Swum to Phasis" è un lavoro che si colloca al confine sottile tra performance sonora e paesaggio acustico, un disco che sfida le convenzioni della musica tradizionale per immergerci in un'esperienza immersiva e quasi meditativa. Eli Wallis parte da un presupposto quasi minimalista e sperimentale: tre performance su mixer senza input e radio, disposte in ordine cronologico inverso, accompagnate da un trombone amplificato, per lo più smorzato, che sembra dialogare con l'ambiente sonoro creato.
La struttura stessa del disco è una piccola rivoluzione narrativa: l'inversione cronologica delle tracce costringe.... |
|
Recensione |
28-12-2025 : RANTER'S BAY & PABLO ORZA |
Con "El Tiempo De La Disolución", Ranter's Bay e Pablo Orza tornano dopo cinque anni di silenzio con un lavoro scaturito direttamente dalle crepe stesse del nostro tempo. Registrato tra l'estate e l'autunno in diversi spazi della Spagna, il disco si muove tra voce, strumenti ed elettronica, nell'assoluta imprevedibilità dell'improvvisazione. L'interazione tra i due musicisti si manifesta come una tensione costante tra prossimità e lontananza, tra vibrazione corporea e interferenza digitale. La voce diventa materia plasmabile, eco di un'umanità in frantumi; gli strumenti acustici emergono come schegge.... |
|
Recensione |
28-12-2025 : HVAST |
L'ascolto di "Chwasty Polskie" dà subito la sensazione di trovarsi davanti a un lavoro che preferisce l'estensione al riassunto. I brani si sviluppano lentamente, senza introdurre temi evidenti o momenti pensati per catturare l'attenzione, e costruiscono invece un flusso continuo in cui ambient e post-rock vengono usati come linguaggi aperti, non come formule. Le cinque tracce seguono una logica di espansione progressiva, fatta di ripetizioni, variazioni minime e passaggi che sembrano nascere sul momento, con una componente psichedelica sempre presente ma mai dichiarata.
Gli HVAST lavorano molto sull'equilibrio interno del.... |
|
Recensione |
24-11-2025 : V.A. |
Torna a pulsare dal sottosuolo uno dei più inquieti e lungimiranti documenti sonori della cultura post-industriale europea. "Decoder" - film di culto diretto nel 1984 da Klaus Maeck "Muscha" - rinasce in una ristampa integrale su CD dopo trentatré anni di assenza, restituendo alla memoria collettiva una colonna sonora che non è mai stata semplice accompagnamento, ma un'arma acustica contro il controllo.
Ambientato in una Germania divisa e febbrile, "Decoder" intrecciava cinema punk, filosofia del rumore e politica del suono. È un film-virus, un cortocircuito nato dall'incontro fra.... |
|
Recensione |
22-09-2025 : MARTYN WARE & CHARLES STOOKE & GABRIEL WARE |
Non nuova ad operazioni di questo genere, la britannica Cold Spring non manca nell'abilità di scovare anche nell'ampio e indefinibile panorama delle sonorizzazioni per installazioni quel materiale capace di andare oltre l'indissolubile simbiosi con l'aspetto visivo, e quindi di meritare anche l'approdo su quei supporti che permettono il puro ascolto casalingo. Fra questi vi è senza alcun dubbio "It's Always Ourselves...", sonorizzazione legata all'omonima installazione, orchestrata da un veterano e maestro come Martyn Ware (The Human League, British Electric Foundation, Heaven 17) con gli esperti Charles Stooke e.... |
|
Recensione |
22-09-2025 : THE HOLY FAMILY |
Negli ultimi anni la polacca Zoharum non ha avuto timore di uscire dal recinto dell'oscurità di matrice ambient/industrial/sperimentale e di addentrarsi in territori sonori anche molto differenti, ma sempre legati ad un underground rigorosamente indipendente. In questo senso, pubblicare ad esempio i lavori dei connazionali Popszye è stata una notevole prova di coraggio e lungimiranza, come lo è anche occuparsi del live in esame, con protagonisti i britannici The Holy Family. Il quintetto inglese, composto da nomi d'esperienza che, fra la lunga lista di progetti intrapresi, hanno militato - talvolta già assieme - in.... |
|
Recensione |
22-09-2025 : LITTLE ANNIE |
"With" non è un semplice "best of", ma un mosaico di incontri che attraversa decenni e geografie, tenuto insieme dalla voce vissuta e magnetica di Little Annie. Qui le collaborazioni non suonano mai come ospitate di lusso, ma come veri dialoghi: Marc Almond le risponde con eleganza decadente, i Coil la avvolgono in vapori elettronici densi e ipnotici, gli Swans aggiungono un peso emotivo quasi fisico. Ogni brano è un piccolo teatro in cui la protagonista cambia costume, ma resta sempre sé stessa. L'atmosfera è quella di un cabaret per iniziati, tra pianoforti malinconici, elettronica esoterica e.... |
|
Recensione |
09-08-2025 : V.A. |
Alcuni strumenti non sono semplicemente "mezzi" musicali, ma macchine visionarie. L'ANS Synthesizer di Evgeny Murzin, costruito a Mosca tra gli anni '50 e '60, appartiene a questa categoria. Cinque dischi di vetro rotanti, ognuno inciso a mano con 144 toni, attraversati da fasci di luce che si trasformano in segnali elettrici grazie a un banco di celle fotovoltaiche: così nasceva una musica che un essere umano non avrebbe mai potuto suonare, fino a 720 frequenze simultanee in una sola emissione luminosa. Dedicato ad Alexander Scriabin, apostolo della sinestesia, l'ANS è più un portale sensoriale che un.... |
|
| Pagina precedente |