Recensione |
10-08-2026 : RAPOON |
A riascoltarlo oggi, a venticinque anni di distanza, "Cold War" fa un effetto strano: non sembra invecchiato, ma nemmeno contemporaneo. È fuori asse. E forse è proprio lì che funziona meglio. Quando uscì, quella sua drum 'n' bass sghemba, rallentata, quasi trattenuta, non aveva nulla della frenesia urbana tipica del genere. Qui il ritmo non ti spinge avanti: ti tiene fermo, ti gira intorno, come un mantra un po' inquieto. Poi ci sono i suoni: frammenti mediorientali, echi orientali, voci che sembrano arrivare da radio lontane o da nastri consumati. Ma non è mai "world music" decorativa..... |
|
Recensione |
10-08-2026 : FEVERDREAMT |
L'infaticabile e mai domo Alexander Leonard Donat, tra i suoi molteplici progetti di qualità e l'appassionata gestione dell'etichetta attraverso la quale realizza i propri lavori, trova la congiuntura ideale per tornare in pista anche con Feverdreamt, act del cui terzo e penultimo album "Decay is Present" parlammo positivamente nella primavera di due anni fa.
Quella di Feverdreamt è una formula sonora in continua evoluzione, e stavolta la volontà è quella di abbracciare quasi completamente quelle ampie suggestioni folk della precedente fatica, svoltando sì verso stilemi folkish a tutti gli.... |
|
Recensione |
14-06-2026 : V.A. |
Questa uscita è, molto semplicemente, la prima vera edizione autonoma della colonna sonora di "Salò, o le 120 giornate di Sodoma". E già questo basta a capire perché ha senso parlarne oggi: non è una rilettura, non è un tributo, ma il suono originale del film che prende finalmente una forma propria.
Il nome chiave è Ennio Morricone, anche se qui siamo lontanissimi dall'immagine più "riconoscibile" del compositore. Niente grandi temi, niente orchestrazioni memorabili: il suo lavoro su "Salò" è minimale, quasi trattenuto, e proprio per questo.... |
|
Recensione |
14-06-2026 : GRILLI & FIEDLER |
Ripensandoci, il mio modo di ascoltare certa musica ambient ed elettronica ha un punto di partenza molto preciso: "Affenstunde" dei Popol Vuh. Quel disco mi ha davvero aperto le porte agli ascolti ambientali: suoni dilatati, ripetitivi, quasi ipnotici, ma con una profondità spirituale che all'epoca non avevo mai incontrato. E il fatto che in quel lavoro fosse coinvolto anche Frank Fiedler oggi assume un peso particolare. Perché questo "PRETIME - Requiem for Florian's Heaven" di Gianfranco Grilli e Fiedler non è un disco qualsiasi, ma qualcosa che si inserisce dentro una traiettoria molto precisa..... |
|
Recensione |
17-05-2026 : HERMANN KOPP |
La nuova colonna sonora di Hermann Kopp per "Der Golem" è uno di quei lavori che non cercano di "attualizzare" un classico, ma di entrarci di traverso.
Il film di Paul Wegener resta uno dei vertici dell'Espressionismo tedesco, con quella Praga deformata, quasi mentale, che sembra già sul punto di sgretolarsi. E anche se non è una trasposizione diretta, il legame con il romanzo di Gustav Meyrink, "Der Golem", è inevitabile: lì il Golem non è tanto una creatura fisica quanto una presenza ambigua, un doppio, qualcosa che emerge dalle crepe della coscienza. Un libro ancora.... |
|
Recensione |
17-05-2026 : BRUNO DUPLANT |
Figura appartata ma tra le più coerenti della ricerca elettroacustica contemporanea, Bruno Duplant è un compositore francese la cui pratica attraversa field recording, astrazione sonora e una scrittura del silenzio intesa come spazio attivo. La sua opera - vastissima, disseminata in pubblicazioni spesso laterali - ruota attorno a memoria, percezione e trasformazione, più che alla forma in senso tradizionale.
Scrivere di "Athanor" significa accettare una perdita: quella del linguaggio come strumento di presa. Perché questo lavoro non si lascia descrivere senza residuo - e, anzi, sembra costruito proprio.... |
|
Recensione |
17-05-2026 : VYORMOUTH |
Vyormouth articola "Cartographies of the Unseen" in tre composizioni di lunga durata - "The Lost Bunker (Under Polaris Station)" (01:02:14), "Beneath the Frozen Keep" (01:01:40) e "Remains of Latsa" (01:01:04) - che non funzionano come capitoli, ma come tre ingressi distinti nello stesso ambiente. Non c'è gerarchia né progressione narrativa: ogni traccia è una variazione di stato, una diversa configurazione della stessa materia sonora.
"The Lost Bunker (Under Polaris Station)" (a me per associazione tematica ha fatto pensare a Ballard) apre con una presenza quasi.... |
|
Recensione |
17-05-2026 : ZLATKO KAUCIC - FRANCESCO CIGANA |
KAKO KLICATI ZMAJA - "Come chiamare un drago" - non è semplicemente un disco: è un rituale inciso nel tempo reale, un atto di fiducia assoluta tra due percussionisti che scelgono di non tornare indietro. Zlatko Kaucic e Francesco Cigana si incontrano al Circolo Nadir e, invece di "registrare", decidono di raccontarsi. Quello che ne nasce è un flusso unico, senza overdub, senza tagli, senza seconde possibilità: un gesto radicale che restituisce all'ascolto tutta la fragilità e la verità dell'improvvisazione.
Fin dalle prime battute, si ha la sensazione di entrare in uno spazio.... |
|
Recensione |
29-03-2026 : POPSYSZE |
Se "Powiez" fosse un orario ferroviario, sarebbe quello dei treni notturni: poche fermate, nomi quasi illeggibili, e una sensazione costante di movimento anche quando fuori è buio totale. Il quinto album dei Popsysze non cerca di sedurre l'ascoltatore, lo trascina dentro un flusso continuo in cui le coordinate abituali - strofa, ritornello, climax - perdono importanza.
Qui il krautrock non è un riferimento teorico ma una presenza concreta: il battito motorik alla maniera di Neu! emerge in più punti come un nastro trasportatore inarrestabile. Non accelera, non rallenta, non enfatizza - semplicemente procede. Ed.... |
|
Recensione |
08-03-2026 : THE STARGAZER'S ASSISTANT |
"Modular Fields" degli Stargazer's Assistant è un album che sembra fatto per chi ama perdersi. Quattro lunghe composizioni che scorrono lente, ipnotiche, con un sottofondo leggermente esoterico che non ti spiega mai tutto, ma ti fa sentire ogni dettaglio come un piccolo segreto sussurrato tra le note. È musica che si ascolta più che si segue, un paesaggio sonoro dove il tempo sembra dilatarsi e respirare insieme alle modulazioni morbide e ai riverberi sospesi.
L'ascolto è quasi tattile: le texture si stratificano con naturalezza, ogni piccolo suono - un battito lontano, un rumore meccanico appena.... |
|