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Recensione
05-04-2017 : DJINN
DJINN
Mantenendo sempre uno standard qualitativo elevatissimo che lo erge attualmente ai massimi livelli del death-industrial made in Italy, Djinn torna con l'ennesimo EP a tiratura limitata e tema (lugubre) circoscritto, stavolta incentrato sull'avvento della Morte tra il genere umano, questione che sarà al centro di una trilogia di cui il presente dischetto è il primo capitolo. Diviso in due lunghe tracce, "The Cycle Of Death 1" vede una prima fase più filmica e studiata rispetto ad altre crudezze che hanno segnato il passato di Djinn. In particolare, l'oscurità sonora diventa veicolo di una morte stilizzata....
 
Recensione
18-03-2017 : DANIELE BRUSASCHETTO
DANIELE BRUSASCHETTO
Torna il talento puro e cristallino di Daniele Brusaschetto con un EP autoprodotto e acquistabile solo in digitale, formato da 4 tracce composte tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90. Come spiegato nel flyer promozionale, si tratta di pezzi che riportano Brusaschetto alle proprie origini di metallaro: d'altra parte quelli erano gli anni d'oro del thrash e della Bay Area, nonché del power metal proveniente da oltremanica. Generazioni di musicisti e semplici ascoltatori si sono musicalmente formati attraverso l'ascolto di gruppi come Slayer, Metallica, Megadeth che, criticabili quanto si vuole, a distanza di quasi tre decenni....
 
Recensione
08-03-2017 : ORCHESTRA ESTEH
ORCHESTRA ESTEH
Dopo "Dreamworking", primo lavoro ufficiale di Orchestra Esteh rilasciato nel 2012 a seguito di quattro uscite circolate solo privatamente, l'act condotto dal musicista campano Vincenzo Notaro si era riaffacciato sul mercato discografico ad inizio 2015, pubblicando la tripla raccolta di inediti "The Other Side B" in edizione ultra-limitata. In tempi più recenti è infine giunto il nuovo album vero e proprio per il progetto, pubblicato in soli 121 esemplari numerati a mano nella suggestiva ed elegante confezione in cartone rigido a sei pannelli. Sempre legato ad una concezione rituale del suono, rigorosamente a....
 
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07-02-2017 : MY MANNEQUIN
MY MANNEQUIN
I My Mannequin sono un progetto attivo da circa 5 anni proveniente da Trieste, splendida città di confine che, a dispetto del suo isolamento, riesce ad esser terra di contaminazioni. Il fervore del sottobosco culturale triestino ha partorito questa nuova formazione che si compone di musicisti proveniente da altri progetti. I My Mannequin non propongono formule innovative o sperimentali, ma tengono ben saldi i piedi nella storia migliore della new wave. La ricetta è semplice: pochi ma buoni punti di riferimento (Sisters su tutti, ma anche tanto gothic rock anni '90), capacità innata di saper scrivere canzoni, senso....
 
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20-12-2016 : ALESSANDRO BUCCI
ALESSANDRO BUCCI
Sono passati tre anni dall'ultimo capitolo della creatura Maka Isna, progetto del compositore romagnolo Alessandro Bucci che già aveva trovato riscontro su queste pagine sia in veste solista che nella sua collaborazione con Francesco Lenzi nei Donnie's Leach 88. Artista prolifico e particolare, Bucci porta avanti l'evoluzione di Maka Isna (sorta di alter-ego artistico la cui anima viene spezzettata in differenti capitoli) sin dal 2007, partendo da esordi cinematici e orrifici di ambientronica oscura nei primi due capitoli ed arrivando ad un approccio elettronico più vivido e contaminato da sperimentazioni varie nel terzo.....
 
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08-10-2016 : DI*OVE
DI*OVE
Tre anni dopo il buon esordio sulla lunga distanza "DI*ode" il belga Manchiniste torna in pista col suo progetto, forte dell'apporto del singer Sacha Delone (chiamato a sostituire Lukk, che fu dietro al microfono nel suddetto debut). Scelta la via dell'autoproduzione (in confezione digipack con libretto annesso), l'act prosegue nel proprio discorso sempre aderente all'EBM old school, ma anche stavolta più libero di spaziare rispetto agli schemi rigidi tanto cari a troppi progetti impegnati a riproporre pedissequamente lezioni altrui. Si avverte subito come il songwriting si sia fatto più efficace e carismatico, anche....
 
Recensione
23-07-2016 : SYNAXARIA
SYNAXARIA
Avevamo lasciato i bielorussi Synaxaria circa un anno fa alle prese con il loro primo mini-CD "Vojna", ancora incerti su quale strada perseguire, divisi fra una sincera ammirazione per l'industrial sound dei Rammstein e una naturale inclinazione verso il metallo gotico dei Lacrimosa. Si attendeva con curiosità quindi il full-lenght, che si è infine materializzato sotto forma di questo "Sadness Of Memories". La prima cosa che balza all'occhio è la scelta dell'inglese come lingua ufficiale dei testi e dell'artwork, cosa che non era avvenuta con il precedente lavoro, che evidenzia una voglia di emergere....
 
Recensione
23-06-2016 : HERCYNIA SILVA
HERCYNIA SILVA
Avevamo lasciato questo duo loreno con un ottimo esordio omonimo datato 2014 e trattato a suo tempo su queste pagine, interessante sia per la sua variegata e particolare proposta musicale che nella cura del packaging. Nel marzo dell'anno corrente il progetto di Alban Blaising e Fabrice Bernardin torna ad autoprodurre il secondo lavoro a nome Hercynia Silva, "Dyeus Pater", con artwork curato dallo stesso Blaising, il quale stavolta prende una strada molto più semplice - ma pur sempre molto personale - rispetto al limitatissimo debut (pubblicato in 50 copie realizzate a mano con la tecnica della linografia su cartone ondulato).....
 
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15-06-2016 : JAGGERY
JAGGERY
Avevamo lasciato la sensazionale band di Boston con lo splendido EP "Private Violence" di fine 2012, e dopo un live ("For The Record" del 2014, nato anche per finanziare i futuri progetti, visto che i Jaggery si autoproducono) ed un singolo digitale, ritroviamo Mali Sastri e soci con l'atteso terzo full-length - confezionato in un bel digipack a sei pannelli - di una storia ormai ultradecennale. Per descrivere il personalissimo sound del combo americano sono state scomodate le definizioni più fantasiose e trasversali ("inquieto pop da camera", "avant rock", darkwave jazz" etc.), ma il....
 
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15-06-2016 : CAPRICORN 12
CAPRICORN 12
Dopo l'esordio avvenuto nel 2014 il progetto di Andrea Gilardelli torna con un nuovo lavoro autoprodotto, nato ancora una volta sotto l'egida di una dark ambient personale di alto livello in cui viene messo in mostra un background da grande appassionato del settore, cosa che pone il monicker italiano un passo avanti rispetto ad altri nomi più navigati e blasonati, ma probabilmente meno esperti per ciò che concerne i meccanismi compositivi di un certo genere musicale. L'avvio di "It Seems The Pain Is Not Enough" si attesta su frequenze basse pulsanti, inscenando un insistente senso di oppressione e oscurità....
 
 
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