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Recensione
25-10-2012 : PUANTEUR DE CHARNIER
PUANTEUR DE CHARNIER
Tirare fuori una marcia guerresca usando i mezzi e i canoni della vecchia scena electro-dark di 10/15 anni fa è la regola per il francese Puanteur De Charnier, che si sforza di abbandonare i minimalismi estremi (se così possiamo definirli) dei precedenti album per cercare un suono più ricco e squillante, ancora in parte devoto al sound da pianola Casio, sebbene a tratti più maturo ed evoluto. I brani continuano ad essere brevissimi, con una media di due minuti e mezzo, ma la prima parte di "Mitteleuropa" si presenta più elaborata rispetto al passato, e le idee appenna accennate in album come....
 
Recensione
30-09-2012 : TEMPLE OF VENUS
TEMPLE OF VENUS
Ufficialmente nati nel lontanissimo 1984, in pieno fermento new wave, i bolognesi Temple Of Venus vantano una lunghissima carriera costellata di autoproduzioni e CDr, ed è ancora nel ramo delle release in proprio che li ritroviamo a distanza di ben 28 anni. Dopo una vita di devozione a quella new wave cui appartengono di diritto, Piero Lonardo ed Alessandro Montillo (quest'ultimo dimissionario dopo l'uscita di "Messiah Complex", ma già rimpiazzato da Federico Vanzini alla chitarra ed Alessandra Perri ai cori) guardano al futuro dando una svolta electro-oriented al proprio sound, colorando un approccio consolidato con....
 
Recensione
30-09-2012 : M.E.M.
M.E.M.
Sempre avvolto nel mistero, il progetto M.E.M. ci consegna un altro interessante lavoro, spostando ancora una volta le coordinate tematiche. Se non ci sbagliamo, questa one-man-band proveniente da San Marino dovrebbe essere giunta al suo sesto album autoprodotto, spostandosi con abilità tra sfumature sonore diverse e fonti d'ispirazione molteplici: se il penultimo lavoro "From The Inside" ci portava infatti tra le maglie della mente umana con uno stile che incrociava l'industrial old-school e i rumorismi più moderni, il nuovo "Chronicles" recupera la rudezza death-industriale, andando a dipingere scenari....
 
Recensione
30-09-2012 : OUTWORLD
OUTWORLD
Se si dà un'occhiata alle personali influenze musicali di ognuno dei tre membri e si ascolta questo nuovo album, si può benissimo dire che quello dei foggiani Outworld è il tipico esempio di quanto il metal estremo possa aver influenzato l'harsh-EBM. Giunto al quarto lavoro autoprodotto, il trio nasce una decade fa per mano di Lord Jian, che dopo svariate militanze in gruppi metal ha deciso di intraprendere questo viaggio per dare alla luce il suo personale contributo alla musica elettronica, spinto dal successo di Front Line Assembly, Hocico e Suicide Commando. Se il loro primo album "No Dimension" si basava su....
 
Recensione
20-09-2012 : KENTIN JIVEK
KENTIN JIVEK
Kentin Jivek è uno straordinario musicista parigino, molto prolifico e dotto, che, anche per vie di distribuzione traverse, riesce comunque a guadagnarsi una meritata attenzione e a condividere palchi con artisti di grosso calibro. Solo due mesi fa è stato di supporto ai Legendary Pink Dots a Ginevra, con un live set affascinante, in compagnia di un violinista e visual fantasiosi. Jivek conta al suo attivo già sei full-lenght, più una manciata di EP e svariate apparizioni su compilation, fra uscite fisiche e in formato download. Si è sempre affidato a distribuzioni consone nell'era digitale (iTunes e Amazon....
 
Recensione
28-08-2012 : THE LUNA SEQUENCE
THE LUNA SEQUENCE
Quinta release per Kaia Young, alias The Luna Sequence, one-man project statunitense che vede nell'autoproduzione il proprio canale principale. Non mancano soddisfazione e una certa schiera di fan a quest'artista che millanta influenze derivanti dal garage rock, post-punk ed heavy metal, infuse in una sorta di electro-rock strumentale abbastanza orecchiabile. Il problema principale di questo nuovo lavoro, comunque ben confezionato, composto ed eseguito con passione, non sta tanto nel connubio tra elettronica e ritmi metal/rock, quanto in una produzione davvero poco adeguata. Per chi non conoscesse l'appassionata musicista, si sappia che The....
 
Recensione
13-08-2012 : ANATOMY
ANATOMY
Anatomy nasce da due menti note del panorama industriale italico: da una parte Deison, manipolatore sonoro dalla carriera ormai più che ventennale, e dall'altra dANi/ALvo, giovane rumorista e sperimentatore che abbiamo avuto modo di conoscere col progetto Testing Vault. I due strutturano un album singolare basato su tre lunghi pezzi divisi da due intermezzi più una breve chiusa, il tutto elaborato nell'arco di otto giorni in maniera improvvisata e senza alcun genere di revisione o rielaborazione sonora. I due si dividono i compiti con perizia: Deison assembla i drones, le field recordings e le linee elettroniche che vanno a....
 
Recensione
08-07-2012 : 4 TIMES INSANE
4 TIMES INSANE
Nato nel 2010, questo solo-project proveniente da Barcellona ha recentemente debuttato con l'EP autoprodotto in esame, comprendente cinque tracce a base di una electro-industrial particolarmente strisciante e cupa. Il suono di 4 Times Insane è volutamente 'malato' e serpeggiante, come una minaccia che si annida nell'ombra generando forti inquietudini: in tal modo apre la strumentale "Kiras Revolt", laddove la più macchinosa "Old Man" propone vocals squisitamente crude, ma prive di quegli eccessi che sposterebbero il tiro verso lidi non congeniali. Ancor più desolante e 'sick', anche per quanto concerne....
 
Recensione
27-06-2012 : AUBE L
AUBE L
Con Aube L si entra nel mondo del più puro underground: autoproduzione (l'ennesima dal 2006 in poi), assoluta indifferenza alle mode attuali, totale libertà di espressione. La protagonista del progetto, fisicamente paragonabile alla Alison Moyet periodo Yazoo, quindi prima della dieta, mostra una vocalità androgina e potente, anche se talvolta un po' lamentosa e non molto tecnica: mal di poco, vista la giovane età e la sua attitudine a mettere le proprie corde vocali al servizio della componente musicale. Riguardo a questa, "I Am" si presenta come un coacervo intricato, cupo e oscuro, sperimentale quanto....
 
Recensione
03-06-2012 : COUCOU, SÈLAVEY
COUCOU, SÈLAVEY
Non è ben chiaro se si tratti più di velo di segretezza che di voluto mistero artistico, ma sta di fatto che questo progetto a nome Coucou, Sèlavey (ben visibile il gioco metrico a richiamare un'esclamazione francese) ha ben chiaro come fine unico la netta vena dadaista dello stupire l'ascoltatore. Confezionato in un inlay totalmente bianco, contenente sì gli splendidi testi e qualche foto tutt'altro che esaustiva sulla line-up, questo disco autoprodotto è una completa opera di musica da camera, discretamente registrata, omogenea nonostante il suo estremo strutturalismo (33 le tracce, per un'ora scarsa di....
 
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