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Recensione
10-02-2024 : LA MACHINE
LA MACHINE
Il giovane progetto dei navigati Pierre Pi (Komplex, Position Parallèle, Communication Zéro) ed Éric U0 (Celluloide, Thee Hyphen, Signal/Bruit) chiude la sua programmata trilogia di EP con "W454", dopo "La Machine (Qui Ne Sert À Rien)" del 2022 e "Vamos A La Playa" dello scorso anno. Racchiuso in una pochette argentata, contenente un booklet di quattro pagine ed un inserto con codice QR (agli eventuali acquirenti il piacere di scoprire a cosa dia accesso), anche questo terzo EP ruota attorno ad una cover che dà il titolo al dischetto stesso, e stavolta tocca a "W454",....
 
Recensione
10-02-2024 : BIO
BIO
La nostra opera di recupero di tutti quei lavori pubblicati dalla russa ScentAir negli ultimi due anni e mezzo (dei quali non ci siamo potuti occupare per cause di forza maggiore) parte da lontano, e precisamente dall'estate del 2021 con il live dei BIO. Del progetto russo, nato nel 1990 per mano del frontman Alexander Yakovlev (e poi completato dalla tastierista Olga Voskonyan), avevamo già parlato in occasione di "Cryptocivilization", buon album uscito a fine 2020, dal quale vengono estratte diverse tracce per il live-set in esame, così come anche da "Music Of Persistent Optimists", disco uscito in vinile....
 
Recensione
31-12-2023 : FORCED MOVEMENT
FORCED MOVEMENT
Non era facile ipotizzare un ritorno in pista per i tedeschi FM, giacché la band fondata sul finire degli anni '90 da Thomas Schernikau, Christian Schottstädt e Frank Sander, dopo un paio di incoraggianti full-lenght di eclettico synthpop ("Last" del 2009 e "Salt" del 2010), era stata letteralmente accantonata nel 2011 per far spazio al progetto Forced To Mode, tribute-band dei Depeche Mode messa in piedi da Thomas e Christian assieme al chitarrista Matthias Kahra. Non un banale gruppo-tributo, ma una delle più professionali e credibili cover-band specializzate in un preciso target, che negli ultimi 12....
 
Recensione
04-11-2023 : DANCING ON RUINS
DANCING ON RUINS
Debutta in grande stile Dancing On Ruins, progetto norvegese che vede coinvolti due musicisti esperti come Dag Brandth (frontman dei grandiosi Shatoo, di cui si attendono con ansia segnali di vita) ed Henning Skogh (chitarra dei dark-rockers Planet Mastergod), riunitisi sotto il nuovo monicker nel nome di una comune passione per la new wave elettronica dei primi anni '80. Rispolverate delle vecchie demo accantonate da Skogh, il duo ha messo a punto un lotto di dieci brani ottimamente prodotti e di elevata qualità che riprendono con classe, stile ed eleganza quei suoni vintage analogici legati soprattutto al biennio 82-83 (come la....
 
Recensione
25-07-2023 : THE OVERLOOKERS
THE OVERLOOKERS
Dietro al progetto The Overlookers ci sono le mani esperte dei francesi JB Lacassagne (cinque album col suo act Dekad) e Creature_XY (sei album coi Foretaste), artisti che da quasi un ventennio hanno vissuto la loro carriera discografica sotto l'ala protettrice della BOREDOMproduct, vero faro della scena electro/retro/synth-pop transalpina. Laddove col debut del marzo 2019 "Teeneage Wet Dreams" il duo electropop aveva interpretato alla propria maniera l'America degli anni '50, provando a immaginare come sarebbe suonata certa musica se fossero già esistiti i synth, stavolta siamo invece di fronte ad un completo tuffo negli....
 
Recensione
09-07-2023 : LA MACHINE
LA MACHINE
Dopo l'EP eponimo d'esordio di fine 2022, il progetto creato da Pierre Pi (Komplex, Position Parallèle, Communication Zéro) ed Éric U0 (Celluloide, Thee Hyphen, Signal/Bruit) torna con un'altra uscita di breve durata, che come si evince dal titolo è imperniata sulla cover del classico italo-disco per eccellenza firmato nell'83 dai Righeira. Racchiuso nella confezione digisleeve, il dischetto si apre con la suddetta cover, coi due esperti francesi che rileggono la storica hit del duo torinese nel loro classico stile electropop analogico, retrò e minimale, donando un tocco più algido e meccanico ad una....
 
Recensione
18-06-2023 : ZOODRAKE
ZOODRAKE
Chi ha imparato a conoscere le grandi abilità, il talento e la classe innata di Hilton Theissen, soprattutto col suo unico album coi Seadrake e coi due successivamente realizzati come Zoodrake (ed anche recentemente nei The Joke Jay), sa bene come il poliedrico cantante, chitarrista e produttore tedesco di origini sudafricane sia un artista di livello superiore rispetto alla stragrande maggioranza della concorrenza in ambito synthpop. Un fuoriclasse, dotato non soltanto di un'ottima e versatile voce, ma anche della capacità di scrivere grandi canzoni, come ampiamente dimostrato in particolare nel corso degli ultimi cinque anni,....
 
Recensione
02-06-2023 : SCENIUS
SCENIUS
Non ha affrettato i tempi il duo di Leeds, che saggiamente torna con l'atteso secondo album - rilasciato in un essenziale digipack - a circa due anni e mezzo dal positivo esordio sulla lunga distanza "Enough Fears". A dispetto della giovane età del progetto, il produttore britannico Steve Withfield ed il cantante francese Fab Nau rappresentano due figure navigate della scena (il primo ha lavorato finanche con Cure, Mission e Yann Tiersen, mentre il secondo incide dischi con svariati act sin dai primi anni '90) che ben conoscono la materia come le sue malizie, nello specifico quel synthpop esplicitamente vintage che tanto deve....
 
Recensione
10-05-2023 : CULT WITH NO NAME
CULT WITH NO NAME
Quella del duo londinese - di ritorno con l'undicesimo full-length - è una formula ampiamente collaudata e consolidata che corre agilmente su binari ben precisi, e che non perde colpi quando la storica e blasonata collaboratrice Kelli Ali non è della partita, come in questo caso. A poco meno di due anni dall'eccellente "Nights In North Sentinel", Erik Stein e Jon Boux tornano a deliziarci col loro synthpop minimale, educato e raffinato, leggero sì, ma con intelligenza e spessore emotivo. Realizzato in un pregevole cardboard contenente poster coi testi, lenti d'ingrandimento per meglio leggere i medesimi e link....
 
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08-01-2023 : BALTES and ZÄYN
BALTES and ZÄYN
Chi di progetti paralleli ne ha sentiti tanti, sa bene come questi non siano automaticamente sinonimi di qualità, a dispetto dei nomi altisonanti che vi possono essere coinvolti. C'è che si arena nelle medesime sonorità del proprio act principale, chi si lancia in generi che avrebbe fatto meglio a non toccare affatto, chi si dedica a stili differenti in maniera tragicamente scolastica e via dicendo, ma nessuno di questi è il caso di Steve Baltes e di Lucian Zäyn, artisti mossi da comuni passioni che, nonostante il differente vissuto (il primo, che abbiamo apprezzato nei validi Arctic Sunrise, è tedesco,....
 
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