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Recensione
24-05-2018 : RUST ON THE AX
RUST ON THE AX
Facciamo un passo indietro per parlare del secondo lavoro del progetto polacco Rust On The Ax, uscito al momento solo su nastro nel 2016 e finora mai ristampato. Si tratta di un album che accorpa tutte le ossessioni tipiche di questo autore, nato in seno al black metal e convertito ad un black ambient satanico con tanto di ammennicoli al seguito: da pentacoli a croci rovesciate, fino a vari riferimenti testuali di marca prettamente luciferina e immancabili facce colorate di bianco e nero. Il tutto viene improntato su un'oscurità catacombale con toni semi-melodici di stampo fortemente inquietante, voce rozza e gracchiante come da....
 
Recensione
10-05-2018 : COLD FUSION
COLD FUSION
Forte di uscite mirate e centellinate in una carriera che ha superato ormai i tre lustri, l'act polacco Cold Fusion torna a distanza di ben sei anni dal precedente lavoro "Architecture", insistendo su schemi ben noti e puntando soprattutto su una caratura tecnica di primo livello che garantisce profondità scenografica a suoni che hanno fatto la storia. "Cross My Heart" consta di 11 movimenti senza titolo improntati già a livello iconografico su guerra, distruzione, macerie e tempeste. Marcin costruisce tutto su basi orchestrali e sinfoniche roboanti, dotate di una spinta tragica non indifferente a cui vengono....
 
Recensione
19-04-2018 : DB/MZ
DB/MZ
Duo svedese al secondo lavoro da studio edito circa sei mesi fa, dB/Mz sfoggia una drone music cupa fatta di linee tonali stratificate, tese a creare visioni lugubri correlate ad ambienti naturali. I Nostri sanno distaccarsi dai classici canoni della dark ambient e dai suoi escamotages pur rimanendo correlati al medesimo immaginario: il sound viaggia su un'insistenza fatta di riverberi reiterati all'infinito, artefici di atmosfere ben delineate da cui trapela un'eco filmica correlata ad un approccio compositivo legato ai canoni compositivi del post-industrial, le cui derive rumoristiche emergono soprattutto nella conclusiva "The Turmoil....
 
Recensione
04-04-2018 : COLOSSLOTH
COLOSSLOTH
Wooly Woolaston alza il tiro rendendo tutto più complicato ed estremo in questo secondo lavoro su CD di Colossloth, uscito a fine 2017 a distanza di due anni da "Outstretch Your Hand For The Impress Of Truth". La passione per la mescolanza dei generi elettronici unita a qualche puntata nel metal estremo era cosa evidente già nel precedente lavoro, ma ora la dose sperimentale viene rincarata in una sequela di brani di breve durata in cui svettano sprazzi di materiale quasi improvvisato, sovrimpressioni di excerpts con tonalità brutalizzate che navigano alla deriva. Sullo sfondo agiscono spesso tappeti dronici e....
 
Recensione
13-03-2018 : TAPHEPHOBIA
TAPHEPHOBIA
Uscito originariamente in sole 111 copie nel formato CDr su etichetta NOTHingness REcords nel maggio del 2007 e ristampato lo scorso dicembre dalla svedese Reverse Alignment anche per celebrarne idealmente il decennale, "House Of Memories" è il primissimo lavoro rilasciato dall'ex Northaunt Ketil Søraker. La drone-ambient del musicista norvegese, notoriamente guitar-based, si è evoluta nel corso di una decina di lavori (alcuni dei quali realizzati assieme a nomi come Svartsinn, Rasalhague, Psychomanteum e lo stesso Northaunt) approdando a forme via via meno opprimenti, ma all'epoca di questo esordio i toni erano....
 
Recensione
08-02-2018 : FUTURO DE HIERRO
FUTURO DE HIERRO
Interessante EP del giovane progetto spagnolo Fujturo De Hierro, guidato da Victor Hurtado Torres, già collaboratore di alcuni monicker chiave della scena avanguardistico-industriale, "Paso En El Vacío" si dipana attraverso quattro tracce che raccolgono l'eredità percussivo-ossessiva di una tradizione che affonda le radici nei primi anni '80, variandola con intromissioni alchemiche e d'atmosfera dai risvolti cupi. Nel particolare i primi due pezzi hanno un andamento rhythmic-noise martellante vicino ad alcune soluzioni dei connazionali Esplendor Geométrico, arricchite da voci urlate o ripetute in serie e....
 
Recensione
19-12-2017 : ZOZOBRA
ZOZOBRA
Debut-album per questo progetto spagnolo segnato da schemi post-industriali che si rifanno al passato, incentrati largamente su un recitativo personale (con echi che rimandano - tra gli altri - a David Tibet) e capaci di spaziare tra zone d'ombra puramente ambientali ("Intro"), basi semplici con ritmiche percussive cadenzate e discorsi pungenti e polemici che si stagliano lapidari su gran parte dei suoni. Dal punto di vista prettamente sonoro svettano linee cupe e nette che tagliano un eloquio rigorosamente ispanico ("Soy Un Hombre"), nonché continui rintocchi old-style atti a sorreggere parole che....
 
Recensione
19-12-2017 : SUBSTITUTION PRODUCT
SUBSTITUTION PRODUCT
Piccolo lavoro sperimentale per il giovane progetto francese Substitution Product, alle prese con registrazioni di rumori reali non supportati dall'uso di strumenti né da un lavoro di editing o di post-produzione. L'unico intervento operato sulle field recordings è la sincronizzazione che garantisce un andamento al metronomo, fortemente ritmico e circolare. I rumori catturati sono essenzialmente di natura metallica, generalmente freddi e sordi, generati da percussioni (scampanelìi, clangori, tonfi) o da materiale strusciato e trascinato, o ancora da frese o motori di macchinari in funzione. Il modus operandi è....
 
Recensione
01-12-2017 : ANEMONE TUBE
ANEMONE TUBE
Quando un progetto dalla carriera ventennale rispolvera materiale del primo periodo, spesso l'acquirente di ritrova ad ascoltare suoni e strutture molto più acerbi, ingenui o comunque di caratura inferiore rispetto alla successiva evoluzione stilistica dell'act in esame. Un simile discorso non è però applicabile per Stefan Hanser, noisier tedesco che sin dagli inizi ha colpito nel segno nelle vesti di Anemone Tube, conquistandosi un meritatissimo posto fra i migliori e più solidi progetti industrial del nostro tempo. La trilogia "The Three Worlds", il cui secondo capitolo è l'oggetto di questa....
 
Recensione
01-12-2017 : ALLERSEELEN
ALLERSEELEN
Operazione singolare che vede il recupero, da parte del mastemind Gerhard Hallstatt, della versione originaria e in nuce del classico "Sturmlieder", secondo album di Allerseelen in formato CD uscito in origine nel 1996. A questo vengono aggiunti sette brani dell'epoca mai inclusi nell'album in questione e due remix di pezzi di Agalloch editi nel disco "Whitedivisiongrey" del 2011. Le tracce poi confluite nell'album appaiono complessivamente più rozze e sanguigne, la struttura rimane identica ma con meno frequenze basse ed alcune partiture acustico-strumentali più evidenti. Il risultato finale puntava....
 
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