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Recensione
11-09-2017 : PARANOIA INDUCTA
PARANOIA INDUCTA
Autore prolifico, il musicista polacco Anthony Armageddon Destroyer ha portato a compimento ben dieci uscite (fra cui tre split) nel periodo che va dal 2004 al 2013, e dopo aver speso larga parte della sua carriera nel roster della Beast Of Prey, approda oggi alla corte della connazionale Rage In Eden. La blasonata etichetta dà alle stampe quello che è l'ottavo album del progetto e che va a concludere una trilogia iniziata con "Evil Angel" (2010) e "Maze Of Death" (2013), realizzando l'opera in un'elegante quanto essenziale confezione A5 in cartoncino rigido. Un trittico che si esaurisce in un arco temporale....
 
Recensione
11-09-2017 : CAM
CAM
Trio danese con all'attivo un paio di release, i CAM licenziano questa cassetta che raccoglie due concerti (uno per lato) entrambi avvenuti a Copenhagen nel 2016 a distanza di qualche mese l'uno dall'atro. Dagli otto brani emerge uno stile improvvisato fatto di dissonanze, rumori incrociati e ritagli di derive elettroniche e strumentali. Lo stile glitch (unico leit-motiv evidente del disco) porta a percussioni di tipo cibernetico, ma sempre intrecciate a ritmiche scaturenti da tonfi vuoti e diretti. Difficile definire questo serrato melange che non lascia spazio a emozioni, partiture logiche o riferimenti a qualcosa di concreto: si assiste....
 
Recensione
11-09-2017 : JESSOP&CO.
JESSOP&CO.
Progetto indiano di recente conio, Jessop&Co. ha all'attivo una manciata di nastri pubblicati nel corso degli ultimi due anni. Questo "Skin Blade", costituito da due lunghi brani, risale all'alba del monicker essendo datato 2016. Lo stile è molto semplice, basato su un noise elettronico che guarda sia alla scena giapponese che a quella mitteleuropea degli anni '90, lavorando sempre su non più di due tonalità sovrimpresse che subiscono modifiche senza eccessivi sussulti in corso d'evoluzione. Il primo pezzo, della durata di oltre mezz'ora, accosta un rumorismo ritmico fatto di percussioni spezzate a....
 
Recensione
01-09-2017 : SHIFT
SHIFT
A distanza di tre anni dal precedente "Altamont Rising" torna con un nuovo lavoro il progetto svedese Shift, una tra le massime realtà post-industriali di ultima generazione. Incentrato sul tema dell'abbandono e - in certo qual modo - del vuoto che ci si lascia alle spalle, "Abandon" mostra il coraggio di discostarsi dagli schemi compositivi precedenti ripulendo quanto più possibile i brani, nonché mirando a ridurre il carico di variazioni e di accumuli tonali in favore di una desertificazione sonora che mette in luce un nichilismo tanto più distruttivo quanto più silente e calmo. I....
 
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01-09-2017 : CELEBRITY APPRECIATION SOCIETY
CELEBRITY APPRECIATION SOCIETY
Debutto al vetriolo per questo act immerso nel più totale anonimato, ad oggi artefice di soli due nastri usciti entrambi nel corso del 2016. Questo lavoro è incentrato sulla descrizione della perdita dell'innocenza, analizzando due casi campione di personaggi celebri sebbene decisamente diversi. Con un approccio tonale e visivo decisamente scorretto vengono presi in considerazione il personaggio storico di Anne Frank e quello televisivo di Dana Plato (la Kimberly de "Il Mio Amico Arnold") per sviscerarne un morboso discorso riguardante la sfera sessuale. Lo stile dei quattro brani propone rumorismi furenti posti sullo....
 
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01-09-2017 : VV.AA.
VV.AA.
Secondo capitolo della serie "Circuit Intégré" che la label polacca Zoharum ha inaugurato nel 2015. Stavolta il trittico artistico chiamato all'opera vede la presenza del già rodato Docetism (al secolo Maciej Banasik), degli ormai storici Ghosts Of Breslau e del giovane combo Ixora: tre brani a testa, con il comun denominatore dell'oscurità elettronica percorsa con un piglio sperimentale ma pur sempre evocativo. Docetism lavora su drones cupi e astrali battuti spesso da pulsazioni ritmiche, impianto su cui si innestano armonie raffinate e coralità sinuose per un esito di grande raffinatezza tecnica....
 
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01-09-2017 : DELINQUANCE JUVENILE
DELINQUANCE JUVENILE
Progetto di provenienza francese immerso nella più totale oscurità, DJ sembra avere all'attivo per il momento solo un paio di uscite su nastro relative agli ultimi due anni. Lo stile è caratterizzato da un noise totale, generato per mezzo di massificazioni tonali che assumono le forme di un'unica grande linea che si muove lenta e magmatica in cui è possibile riconoscere basi abrasive e scure, grugniti latenti e 'respiri' sonori pulsanti in sovrimpressione. Il nastro è giocoforza diviso in due tracce, ma di fatto si dipana lungo un solo brano di circa un'ora di durata. Alcune minime variazioni intervengono....
 
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04-08-2017 : TENHORNEDBEAST
TENHORNEDBEAST
Nuova uscita per il progetto dell'ex Endvra Chris Walton, mai come ora teso verso un'ambient gelida e lapidaria, ridotta ai minimi termini. Le tre lunghe tracce di "Death Has No Companion" vengono costruite su pochi drones lineari, perpetuati in maniera ossessiva ma elaborati con l'intenzione netta di descrivere territori desolati ed algidi, forse collegati ad uno status mentale che viene trasmesso all'ascoltatore in modo magnetico. L'avvio di "The Wanderer" ha il sapore di vènti che battono terre polari con un remoto soffio tonale, sorta di nenia che insiste sullo sfondo dei soundscapes. La seguente "The....
 
Recensione
04-08-2017 : VITALIY MAKLAKOV
VITALIY MAKLAKOV
Iperproduttivo autore russo di ultima generazione, Vitaliy Maklakov è attivo da pochi anni sulla scena post-industriale ma vanta già un nutritissimo numero di produzioni. Questo "Zheleznie Skazki Pt. 2" è solo una delle molteplici uscite che il Nostro ha siglato nell'anno corrente: divisa in tre lunghe tracce, prende vita dal tema del ferro, ben enucleato nei riferimenti tonali spesso frutto di field recordings. Il brano d'avvio si fonda su un coacervo di clangori astratti sotto cui si muove un drone cupo, con effetti che ricordano la durezza di una pressa impegnata a piegare l'acciaio con movimenti lenti e....
 
Recensione
17-07-2017 : KHOST
KHOST
Un anno dopo l'EP "Needles Into The Ground", dove al fianco di un brano inedito altri tre venivano remixati dai seminali Godflesh, i Khost tornano col terzo album, sempre rigorosamente sotto l'egida della loro connazionale Cold Spring. Confezionato in un bel digipack a sei pannelli purtroppo privo dei testi, "Governance" prosegue nel solco tracciato dal duo inglese coi precedenti lavori, ossia un doom-noise fortemente industriale ma di chiara derivazione metal, debitore delle derive più nere e mortifere del doom-death più lugubre. Spesso introdotti da melodie stranianti e cantati salmodianti, i pezzi poggiano....
 
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