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Recensione
19-05-2017 : MONOCUBE
MONOCUBE
Il giovane progetto ucraino Monocube giunge nel grande roster della Malignant Records dopo un paio di acclamate uscite su label minori. "The Rituals" è un classico prodotto dark ambient che guarda ai grandi maestri del genere, rivedendone le coordinate alla luce di un supporto tecnico e di una capacità compositiva decisamente progredite. I nove brani del CD spingono verso un'oscurità misteriosa e ambientale con echi ritualistici e cenni filmici. Non si eccede mai con i classici rumori ad effetto (grugniti e rigurgiti bestiali appaiono in "Father Fenris", clangori, rimbombi e urla simulate in....
 
Recensione
19-05-2017 : SKULLWALL
SKULLWALL
Uscito durante lo scorso anno, "Urininjektion" è il terzo full-length di questo progetto tedesco fortemente aderente ai canoni noise-industrial di un tempo, con tanto di partiture analogiche e (in)sana resa lo-fi. L'album si dipana attraverso 13 tracce che hanno in molti casi le fattezze di brevi excerpts poveri di variazioni e brutalmente univoci. Tutto viene sviluppato a partire da basi più o meno abrasive, che richiamano alla mente aree metalmeccaniche in piena attività o sulfurei scenari pregni di mefitiche esalazioni. A ciò viene normalmente aggiunta una ritmica creata attraverso la ripetizione di....
 
Recensione
11-05-2017 : ZOS KIA/COIL
ZOS KIA/COIL
Ristampa fondamentale di un vecchio lavoro datato 1984 che coinvolgeva la band Zos Kia (all'epoca formata da John Gosling, John Balance e Min col supporto tecnico di Peter Cristopherson) e le prime incarnazioni dei Coil, ancora fortemente interessati agli aspetti sonori più ritualistici. "Transparent" veniva inizialmente pubblicato solo su cassetta dalla gloriosa Nekrophile Rekords di Michael DeWitt e successivamente ristampato dalle etichette dei Coil sia in CD che in LP. Diventato ad oggi oggetto di culto, grazie anche al grande successo ottenuto dal duo Balance-Cristopherson, l'album rappresenta una testimonianza dei primi....
 
Recensione
11-05-2017 : MOLJEBKA PVLSE
MOLJEBKA PVLSE
Nuovo lavoro a distanza di oltre un anno dall'ultimo "A Transformation" per il prolifico act dello svedese Mathias Josefson. "Discourse Of Lightness" consta di tre lunghissime tracce che esplorano, ognuna a suo modo, il tema della luminosità. Il primo brano, "A History Of Levitation", è incentrato su un drone armonico distensivo e lineare, segnato da riverberi in lento aumento e sostenuto da ulteriori aggiunte tonali: vi si esprime al massimo delle forze il concetto della luminescenza, in una escalation sonora di grande impatto emozionale. La successiva "Between Lightness And Luminance"....
 
Recensione
11-05-2017 : ALLERSEELEN
ALLERSEELEN
Facciamo un passo indietro di quasi due anni per parlare dell'ultima fatica dello storico act austriaco Allerseelen, guidato da Gerhard Hallstatt. "Terra Incognita" è un album singolare che accorpa brani nuovi ad alcune reinterpretazioni di classici del progetto, includendo tra gli ospiti moltissimi nomi noti della scena folk oscura e alternativa (tra gli altri Daniel Àrnica, Jörg B. e Robert Nicholas Taylor). Ispirati da terre ancora sconosciute e velati, anche sul piano tematico, di quell'esotismo etnico che tanto ha segnato i lavori recenti di Gerhard, i 15 brani del disco godono della tipica struttura à....
 
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11-05-2017 : AB INTRA
AB INTRA
Sempre avvezzo ad un suono indefinito, a metà tra la space e l'astrattismo tonale, al confine tra rumori e melodie, il polacco Radoslaw Kaminski, in arte Ab Intra, firma il suo quinto lavoro, quarto per i tipi della connazionale Zoharum. "Henosis I-V" si divide in cinque lunghi movimenti che tracciano le coordinate di un viaggio sonico basato su linee perpetue che cambiano pulsando ininterrotte. I temi vengono costruiti su un accumulo intenso in costante evoluzione nel cui impianto, cupo e misterioso, intervengono lente variazioni. I crescendo rimangono a metà strada tra massificazioni droniche e accumuli....
 
Recensione
11-05-2017 : BLACK SHEET SERVITUDE/ODOUR SONOUR
BLACK SHEET SERVITUDE/ODOUR SONOUR
Torniamo indietro di due anni per parlare di uno split album uscito nel giugno 2015 che coinvolgeva due progetti di nicchia dell'emisfero sonoro più oscuro: il giovane statunitense Black Sheet Servitude, di cui è uscito successivamente il debut, e l'ungherese Odour Sonour, il quale, nato nel 2003 e 'sepolto' nel 2008, torna a produrre lavori giusto due anni fa con collaborazioni e album personali. La prima tranche di brani vede la firma dell'act americano, fautore di un industrial noise torbido fatto di urla, voci filtrate e rumori in loop. I pezzi godono di un profondo nervosismo, misto ad abrasività tonali disturbanti....
 
Recensione
29-04-2017 : PHRAGMENTS
PHRAGMENTS
Col precedente "New Kings And New Queens" del 2013 il duo slovacco, reduce dal buon lavoro realizzato assieme all'ottimo act connazionale Korinth tre anni prima, aveva di fatto operato una svolta, abbandonando la solennità sinfonico/marziale per abbracciare fino in fondo quella matrice dark ambient già facente parte delle coordinate stilistiche di Phragments. Uscito lo scorso luglio nei soli formati LP e download, il quinto full-length del progetto viene finalmente pubblicato anche in CD - nel pregiato formato digifile a sei pannelli limitato a 300 copie - grazie alla collaborazione fra l'americana Malignant (che....
 
Recensione
29-04-2017 : VV.AA.
VV.AA.
A testimonianza della sua evoluzione e del grande livello qualitativo e quantitativo che l'ha portata nel corso degli ultimi anni ad essere una delle maggiori label indipendenti di area industrial, l'inglese Cold Spring dà alle stampe questo succulento sampler formato da 15 tracce ricavate dalle pubblicazioni più recenti. Rispetto al passato è fuor di dubbio che l'etichetta di Justin Mitchell sia riuscita ad accaparrarsi nomi di caratura internazionale relativi alla vecchia giardia (alcune ristampe e parte del materiale inedito dei Coil, ma anche Skullflower, Sutcliffe Jugend, alcune tra le molteplici pubblicazioni di....
 
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29-04-2017 : EXIT IN GREY
EXIT IN GREY
Album registrato nel 2011 ma edito con opera di remastering soltanto un anno fa, nel maggio del 2016, "One Lumen In The Past" prende corpo a partire dal tema del tempo che scorre e da un passato che riesce ad illuminare la nostra strada. Il russo Sergey Suhovik, unico membro del progetto in questa release, ha come sempre spunti profondi per dare forma ad un'ambient dronica che si divide tra rumori evocativi e soffici cenni melodici. L'album, costituito da tre lunghe tracce, prende il via con la stratificazione tonale della title-track, fatta di movimenti lenti e variazioni perpetue che avanzano calme, quasi a mimare lo scorre....
 
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