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Recensione
22-10-2018 : DUNCAN EVANS
DUNCAN EVANS
Con alle spalle una prima release solista datata 2013 ed un 7" uscito nello stesso anno, il chitarrista degli A Forest Of Stars torna sotto l'ala protettiva della sublabel di Prophecy dedicata a produzioni folk e neofolk con un nuovo album, uscito ad Agosto dell'anno corrente in digisleeve con booklet di 12 pagine o in box set limitato a 100 copie composto da 2 CD - tra i quali un bonus disc contenente tracce esclusive - e 4 postcards, una delle quali numerata a mano e firmata dell'artista. Tralasciando la sempre ottima cura nel dettaglio delle produzioni fisiche di casa Prophecy - bellissima ad esempio l'illustrazione onirica di....
 
Recensione
27-09-2018 : AUTUMN TEARS
AUTUMN TEARS
Lo scorso febbraio, la creatura musicale di Ted Tringo è sorprendentemente tornata sul mercato con l'EP "The Origin Of Sleep", rilasciato circa undici anni dopo il quinto ed ultimo album del 2007 "The Hallowing", sempre sotto l'egida di quella Dark Symphonies che ha pubblicato tutti i lavori dell'act americano dal '96 ad oggi. Tocca però alla Dark Vinyl rinverdire i fasti della band in attesa del nuovo full-length (previsto nell'anno in corso), segnatamente con una retrospettiva dell'attività discografica del progetto dagli esordi al 2007, stampata in 400 esemplari e racchiusa in un elegante eco-wallet....
 
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30-07-2018 : HEKATE
HEKATE
Dopo i fasti degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio, l'attività del combo tedesco si è ridotta drasticamente, al punto che i sette anni trascorsi fra "Goddess" del 2004 ed il penultimo "Die Welt Der Dunklen Gärten" sono stati bissati in occasione di "Totentanz", sesto album che giunge alla medesima distanza di tempo dal suddetto full-length del 2011. Se la volta scorsa le alte aspettative (più che legittime, essendo gli Hekate uno dei nomi di punta del neofolk germanico) erano state in parte deluse da un lavoro la cui ricchezza strumentale ed ampiezza non andavano di pari passo....
 
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02-07-2018 : SOL INVICTUS
SOL INVICTUS
Nuovo lavoro per la storica band inglese guidata da Tony Wakeford, padre, insieme ad una scena divenuta immortale, di ciò che si è voluto definire neofolk, dark-folk et similia. Sta di fatto che "Necropolis" potrebbe essere il capitolo finale per l'act albionico, che costruisce una sorta di concept attorno all'attuale decadenza della città di Londra. Wakeford, sorprendentemente somigliante a Winston Churchill nella foto allegata al libretto, sposta le coordinate dalla decadenza del mondo moderno a quelle più circoscritte della sua città, ma lo spirito di fondo e i pensieri non sembrano cambiare,....
 
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02-07-2018 : SCHATTENSPIEL, VERNEY 1826
SCHATTENSPIEL, VERNEY 1826
Uscito sul finire dello scorso anno nel formato CDr in soli 100 esemplari numerati a mano in uno spartano jewel-case, questo full-length realizzato a quattro mani da Sven Phalanx e Lionel Verney (già sodali negli Schattenspiel fondati dal primo) potrebbe essere l'ultimo a recare la firma Verney 1826, causa la mancanza di tempo da dedicare al progetto da parte del mastermind Lionel. Staremo a vedere, augurandoci che così non sia, ma prima che ciò accada i seguaci di Verney 1826 possono ancora sfruttare questa opportunità per apprezzarne le gesta, per l'occasione assieme ad un progetto affine non solo per l'amicizia....
 
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06-06-2018 : THE MYSTERY OF THE BULGARIAN VOICES Featuring LISA GERRARD
THE MYSTERY OF THE BULGARIAN VOICES Featuring LISA GERRARD
La tedesca Prophecy mette a segno un grande colpo, pubblicando un lavoro che unisce autentiche icone della vocalità: il celeberrimo e pluripremiato coro femminile a cappella The Mystery Of The Bulgarian Voices, nato nel lontanissimo 1952 e precedentemente noto come Le Mystère Des Voix Bulgares, forte di una lunga tradizione che ha visto negli anni avvicendarsi direttori e coriste, e Lisa Gerrard, storica voce dei Dead Can Dance che nella sua lunga ed encomiabile carriera, oltre ad essere stata cofirmataria di prestigiose soundtrack come quelle per "Il Gladiatore" e "The Insider", ha collaborato ad altissimi....
 
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06-06-2018 : DEATH IN ROME
DEATH IN ROME
Il ritorno dei Death In Rome, fortunata e misteriosa band che ha fatto dell'incrocio tra cover mainstream e canone neofolk il suo cavallo di battaglia, è all'insegna di una maggior ricercatezza nei pezzi da reinterpretare, così come di una più attenta realizzazione in fase tecnica. "V2" annovera tra i suoi brani alcune rivisitazioni di tracce tanto note quanto decisamente azzeccate (formidabile la virata in chiave maestosa e titanica della scarsa "Lambada" o gli Ace Of Base che suonano in stile Laibach), così come passaggi più prigionieri del brano d'origine ("It's A Sin").....
 
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10-05-2018 : NYTT LAND
NYTT LAND
Il quartetto siberiano, balzato agli onori delle cronache a tinte scure ad inizio dello scorso anno con "Fimbulvinter" (primo lavoro per la britannica Cold Spring), si conferma particolarmente attivo e vitale, tornando col nuovo full-length - il quinto, se si include anche l'eponimo esordio digitale - a soli quattordici mesi dal suddetto opus. Con una line-up pienamente confermata, cui si aggiungono solo alcuni ospiti per completare il lavoro vocale/corale (incluso il figlio di Anatoly e Natalya Pakhalenko, di soli quattro anni), i Nostri proseguono nel loro affascinante discorso di recupero delle antiche sonorità folk....
 
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19-04-2018 : HARVEST RAIN
HARVEST RAIN
Ristampa di uno dei migliori album di Harvest Rain: uscito originariamente nel 2007 per i tipi della OPN, "Blood Hymns" raccoglie quanto di buono ha saputo mettere insieme il progetto americano in circa quindici anni di carriera. Profondamente legato alla classicità neofolk, l'album si snoda attraverso 14 ballate costruite su meste armonie di chitarra, battute da una drum-machine dal retrogusto marziale, una voce malinconica e di grande effetto scenico ed alcuni arrangiamenti sinfonici che sanno dare una notevole impronta di pathos. L'ombra dei Death In June, come di tanti nomi generati negli anni a venire dal sound totemico....
 
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19-12-2017 : ART ABSCONs
ART ABSCONs
Nuovo album per il menestrello mascherato Art Abscon, che stavolta, pur rimanendo fedele al suo stile incrociato, sembra voler ampliare lo spettro d'azione in una direzione anche naif e giocosa. Tenendosi ancora aderente a titoli in tedesco e in assenza di testi a supporto, Michael Tellbach (iconico titolare del progetto) riprende le fila del discorso riallacciandosi a classici arpeggi neofolk collegati ad un sostrato magico-folklorico, connubio che ne ha scandito tutta la carriera. A venire meno sono alcune partiture ambiental-industriali che trovavano posto in alcuni dei precedenti album, per fare spazio ad un lavoro più attento....
 
 
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