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Recensione
08-10-2013 : STRYDWOLF
STRYDWOLF
Il progetto olandese Strydwolf, da noi intervistato solo poche settimane fa, giunge ad un nuovo lavoro, esattamente l'ottavo in soli quattro di attività. "Lieder Von Traum Und Tod" è un'opera dalle dimensioni titaniche per il suo genere, oltre 60 minuti di musica divisa tra ben 19 ballate acustiche che ne fanno il personale "Thunder Perfect Mind" di questo autore. Lo stile è a dir poco classico: un neofolk che guarda principalmente ai grandi nomi gemanici, Forseti in primis, ma che non disdegna alcuni riferimenti al sound e alla marzialità di altri progetti del passato, soprattutto i Death In....
 
Recensione
08-10-2013 : IN SCHERBEN
IN SCHERBEN
I tedeschi In Scherben giungono al loro quarto album, uscito a breve a distanza dal riassuntivo "Dagaz", che raccoglieva il meglio dei primi due dischi. Lo stile è sempre lo stesso, un neofolk che nasce direttamente dai grandi nomi germanici: Forseti, Orplid, Sonne Hagal e Dies Natalis, giusto per citare i più celebri. L'album, ad eccezione dell'intro strutturata su un tema marzial-orchestrale che ricorda i connazionali Leger Des Heils, trae linfa vitale da ballate acustiche incentrate su giri di chitarra malinconici, la voce mesta e possente di Lars (a volte doppiata dal controcanto femminile di Maren) e arrangiamenti....
 
Recensione
28-09-2013 : ART ABSCONS
ART ABSCONS
Ispirato ancora una volta dalla magia, Art Abscons mette a punto il nuovo lavoro facendo leva sulle tematiche antitetiche, viatico per un discorso che va a ricollegarsi con l'arcano, l'eterno e il divino. A supportare l'uomo mascherato intervengono per l'occasione nomi importanti della scena acustico-esoterica di ultima generazione, da Sasha Feline di Gnomonclast a N2 ItinitI dei Luftwaffe, coronando un sodalizio che aveva unito i tre progetti già in una performance dal vivo e in un CD realizzato a sei mani. Abscon si muove in territori noti ma decisamente contrastanti, il vecchio caro folk fa spesso capolino con arie magico-bucoliche....
 
Recensione
14-09-2013 : MARTIN HALL
MARTIN HALL
Dopo ben sette anni lo storico musicista danese, attivo dal 1979 in svariate formazioni dei generi più disparati, torna a pubblicare un album da solista, sempre per quella Panoptikon che già aveva curato il brillante "If Power Asks Why", realizzato dal Nostro assieme alla mezzosoprano Andrea Pellegrini ed alla pianista Tanja Zapolski e da noi entusiasticamente accolto qualche mese fa. La fama dell'eclettico e talentuoso artista (liricista di assoluto spessore, attivo con successo anche come scrittore ed attore) è recentemente cresciuta proprio per l'impegno da lui profuso verso sonorità più....
 
Recensione
14-09-2013 : ART ABSCONS
ART ABSCONS
Rifacimento dell'omonimo album uscito nel 2010 per la Dead Scarlet Records, "Am Himmel Mit Feuer II" viene inizialmente prodotto nel 2011 solo in LP a tiratura ristrettissima (200 copie) e finalmente edito, sul finire del 2012, nel più popolare formato CD, arricchito di una tracca bonus e ripulito di un paio di intermezzi. Rispetto al disco d'origine, questa versione "II" appare completamente diversa con tracce ri-registrate, pezzi nuovi ed alcune omissioni, per un'operazione che porta in pratica ad un nuovo lavoro. L'anima del disco si discosta dal neofolk che tanta parte aveva avuto nel precedente "Der....
 
Recensione
07-09-2013 : IN GOWAN RING
IN GOWAN RING
"The Glinting Spade" è stato forse il capitolo più suggestivo della breve parabola artistica di In Gowan Ring, il progetto di folk trasversale ideato e incarnato dall'americano Bobin Eirth (in arte B'Eirth) intorno alla metà degli anni '90 ed attualmente in sonno, con sporadiche ed estemporanee uscite private. L'album, terzo di quattro, usciva nel 1999 per la Bluesanct e viene ora ristampato per la prima volta dalla giovane label tedesca Merlins Nose Records, dedita al folk sperimentale. La nuova edizione, proposta sia in CD che in LP, mantiene intatta la tracklist e viene dotata di un nuovo e più....
 
Intervista
16-08-2013 : ARDUINNA
ARDUINNA
Il vero privilegio di cui Darkroom gode è poter venire a contatto col mondo del vero underground, quello popolato da piccole ma intraprendenti etichette che ci mettono tanta passione e da act che, quando non realizzano in proprio i loro lavori, ne curano comunque ogni componente, esclusa giusto la stampa del supporto discografico e quel po' di promozione che la label di turno riesce a fare. Una intera galassia pullulante di realtà eccellenti che però non trovano spazio sulle maggiori riviste cartacee del settore, qui come nella maggior parte delle nazioni europee, se non magari per una recensione-trafiletto cui non....
 
Recensione
16-08-2013 : SUNSET WINGS
SUNSET WINGS
Dopo una parentesi alla corte dell'israeliana The Eastern Front (l'album "Farewell" dello scorso anno), il combo russo torna a lavorare con la polacca Wrotycz Records per il suo terzo full-length, edito in un pregevole digipack a sei pannelli. Sostanzialmente il collettivo guidato dal cantante e strumentista Aleks Popov è rimasto fedele alla linea tracciata con l'esordio del 2009 "Covering For Solace": quella di un suono folk intimo e dolce, intriso di passione e pathos drammatico, con ampie citazioni letterarie ad ispirarne i temi. Già tecnicamente molto maturi ai tempi del debut, i Nostri affinano passo....
 
Recensione
16-08-2013 : ARROWWOOD
ARROWWOOD
Progetto solista dell'angloamericana Chelsea Robb, Arrowwood arriva al suo secondo album dopo alcune produzioni ultra-limitate in CDr, circolate negli anni passati tra i patiti del settore. "Beautiful Grave", prodotto sia in CD che in due differenti edizioni in LP, è costituito da una serie di ballate acustiche, segnate da rifiniture minimali a base di arpeggi di chitarra e qualche motivo di flauto che fanno da sfondo alla voce singolare di Chelsea, assai prossima, nella sua eterea soavità, a quella di Alison Shaw dei Cranes. A completare il quadro ci sono anche una manciata di partiture strumentali basate su....
 
Recensione
08-08-2013 : DARKWOOD
DARKWOOD
Il precedente "Ins Dunkle Land" usciva a fine 2009, ed il progetto del mastermind tedesco Henryk Vogel si è decisamente preso il tempo necessario prima di tornare con l'ottavo full-length della sua ammirevole carriera. Una pausa utilizzata per focalizzare al meglio le proprie energie ed ispirazioni, servita anche per fugare quei sentori 'sperimentali' della parte finale del precedente opus, dove un ipnotico basso dettava un incedere austero che staccava dal quel neofolk germanico che proprio Darkwood aveva contribuito a plasmare ad inizio millennio, assieme a Forseti, Sonne Hagal ed altri. "Schicksalsfahrt", edito....
 
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