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Recensione
23-07-2016 : THEODOR BASTARD
THEODOR BASTARD
Dopo una lavorazione durata ben tre anni, il collettivo di San Pietroburgo guidato dalle figure carismatiche della singer Yana Veva e del polistrumentista/compositore Fedor Svolotch è infine tornato con l'atteso nuovo album, ennesima release di una carriera discografica iniziata nell'ormai lontano 2000. "Vetvi", magnificamente confezionato in uno slipcase contenente il digipack con ampio booklet, usciva ormai un anno fa, segnando una nuova vetta nella pregiata discografia di un ensemble sempre più dedito a sonorità etniche, tanto intrise della cultura e della tradizione della madre Russia quanto libere di andare....
 
Recensione
23-06-2016 : SCHATTENSPIEL
SCHATTENSPIEL
Dopo una fitta attività discografica tra il 2010 ed il 2013, il progetto creato da Sven Phalanx si è preso stavolta più tempo per tornare col nuovo full-length, che infatti giunge a più di due anni dal precedente "Aus Dem Dunkel...". Col nuovo assetto a tre, che vede entrare in formazione la singer Miss Kitty (in precedenza il collega ed amico Lionel Verney, noto per il monicker Verney 1826, era divenuto il degno sodale di Sven), l'act tedesco prosegue nel suo cammino basato sulle suggestioni neoclassiche, mantenendo il suono aderente ad una marzialità di più ampio raggio rispetto ai canoni....
 
Recensione
06-06-2016 : CAWATANA
CAWATANA
Escludendo "Again", pubblicato in download gratuito due anni fa e contenente nuove versioni di una manciata di brani del primo periodo, questo nuovo mini-album è il primo lavoro di soli inediti dell'act ungherese da più di un lustro a questa parte. Saldamente al comando delle operazioni, ma ancora spalleggiato dall'altro membro fondatore Sörös Gergö (andato sin dal 2004 a formare il suo progetto Larrnakh, ma sempre pronto a prestare la sua voce alle necessità da studio di Cawatana), il mastermind Kiss Balázs prosegue spedito sul sentiero di quel neofolk più scarno e diretto....
 
Recensione
30-04-2016 : THE JOY OF NATURE
THE JOY OF NATURE
Fa piacere vedere come alcuni progetti superino le mode mantenendo una propria identità alla ricerca di un percorso singolare, senza svendersi alle richieste passeggere del pubblico. I Joy Of Nature sono tra questi: rimasti fedeli alle scelte di partenza, vantano ad oggi una discografia tanto vasta quanto personale in circa 10 anni di attività e vari consensi ricevuti. Il nuovo album "A Roda Do Tempo" prende vita dal tema della ciclicità del tempo e si ricollega ad un approccio fortemente localistico, che vede il ripristino del canto in portoghese (con l'errore di non avere incluso un libretto con traduzioni in....
 
Recensione
18-04-2016 : AUSTRAS LAIWAN
AUSTRAS LAIWAN
Debutto assoluto per il nuovo progetto di Alexey Popov, eccelso polistrumentista e compositore già apprezzato alla guida dell'ottimo collettivo russo Sunset Wings. Coadiuvato da un piccolo plotone di sodali e colleghi musicisti (ben dieci fra membri dei Sunset Wings e di act amici come Kratong e Romowe Rikoito), Alexey non si discosta dalle coordinate sonore che hanno delineato la rotta del suo progetto principale, impostando un discorso dove ancora una volta il folk acustico incontra la musica classica, ma con più intimismo ed enfasi sulla delicatezza. Spesso legati fra loro dal suono dell'acqua del mare, i brani vivono di....
 
Recensione
08-04-2016 : AYTHIS
AYTHIS
Quarto album in nove anni per il progetto solista della francese Carline Van Roos, ormai calatasi pienamente nei panni di cerimoniera dell'ethereal più crepuscolare dopo i lontani trascorsi in ambiti doom metal. Dopo tre buoni lavori rilasciati a cadenza pressoché biennale, stavolta Carline si è presa ben quattro anni e mezzo prima di tornare sul mercato, verosimilmente consapevole di dover portare al livello successivo il proprio percorso di crescita artistica. Missione compiuta, poiché la Nostra, autrice di tutti i processi creativi e realizzativi dietro alla musica di Aythis, riesce a superare sé stessa....
 
Recensione
01-03-2016 : CONSCIENTIA PECCATI
CONSCIENTIA PECCATI
In sonno dal 2009, l'act del tedesco Martin Steinebach torna con un inaspettato lavoro mantenendo intatte le peculiarità che ne hanno contraddistinto la lunga carriera. Nato nel corso degli anni '90, Conscientia Peccati si è contraddistinto per un sound d'atmosfera con venature medieval e orientali strutturate con l'ausilio dell'elettronica e messe a punto in un gran numero di produzioni a tiratura limitata, ad oggi di scarsa reperibilità. Il nuovo album si concentra sul tema del sole inteso come divinità, analizzandone coi suoni le varie caratteristiche che le culture gli hanno attribuito nel corso dei secoli,....
 
Recensione
01-03-2016 : HARVEST RAIN
HARVEST RAIN
Giunto al settimo album in oltre dieci anni di attività, il progetto dell'americano Jason Thompkins continua nel tentativo di variare il verbo dark-folk a cui aveva aderito in maniera timida agli inizi della sua carriera, mantenendo da un lato la forma-canzone e aggiungendo dall'altro strutture di stampo ambiental-evocativo. Le tredici tracce di "Nightwave" sono generalmente percorse da un'aura malinconica e fredda in cui è possibile riconoscere echi shoegaze (vaghe le somiglianze con band tipo i Cranes) ed un filo conduttore che riconduce ad un'oscurità algida tipica degli album precedenti. Gran parte delle....
 
Recensione
13-02-2016 : DEATH IN ROME
DEATH IN ROME
Che il neofolk fosse un genere sul viale del tramonto non è una novità, e un progetto come Death In Rome non poteva che giungere in tale momento. La band, avvolta da una fitta coltre di mistero che ne oscura anche la provenienza geografica, ha alle spalle solo un singoletto su CDr (cover di "Careless Whispers" degli Wham!, edito ad inizio 2015) che anticipa alcuni mesi la pubblicazione del presente 7". Il background del gruppo affonda profondamente le radici nella tradizione neofolk, di cui vengono ripresi tutti i cliché visivi, formali e sonori per ripercorrerli in maniera ironica e curiosa. Dal punto di....
 
Recensione
01-02-2016 : ELIN KÅVEN
ELIN KÅVEN
Come preannunciato, a fine 2015 è arrivato l'atteso terzo album della 'fata artica', ancora una volta sotto l'egida di quel punto di riferimento del folk e della world music di stampo nordico che è la - nomen omen - Nordic Notes. Un lavoro che poggia su una premessa cruciale, ben illustrata dalla stessa Elin quale introduzione/ringraziamento nel booklet (al solito completo di tutte le traduzioni in inglese) della splendida confezione digisleeve: il ritorno nella sua terra nativa, quella del popolo Sámi, dopo anni trascorsi in aree più urbane della Norvegia. L'artista scandinava è già divenuta un....
 
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