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Recensione
21-03-2014 : ALIO DIE & SYLVI ALLI
ALIO DIE & SYLVI ALLI
Lavoro a quattro mani dalla forte carica seduttiva, "Amidst The Circling Spires" si riallaccia alla grande tradizione etnico-oscura che fa capo alla seconda stagione artistica dei Dead Can Dance, nonché ai nostri Ataraxia. L'album segue le direttive stilistiche proprie di Alio Die, progetto italiano guidato da Stefano Musso sin dal lontano 1989 e sempre dedito ad un'ambient magica che apre le porte di mondi lontani, grazie al mix di elettronica e strumenti tradizionali. Sylvi Alli, compositrice versatile con all'attivo album personali, varie collaborazioni e partecipazioni a soundtrack, presta la sua voce eterea a....
 
Recensione
11-03-2014 : ALBIREON/TONY WAKEFORD
ALBIREON/TONY WAKEFORD
A breve distanza dall'uscita de "Le Fiabe Dei Ragni Funamboli" gli Albireon tornano con un prezioso singolo messo a punto insieme a Tony Wakeford dei Sol Invictus, a conferma dell'interesse che la band emiliana continua a suscitare in tanti affermati protagonisti della scena acustica oscura. I due pezzi in questione sono fissati su un bel 7" in vinile viola, adornato dall'evocativo artwork di Massimo Romagnoli e limitato a sole 200 copie. La musica viene firmata da Davide Borghi e dallo stesso Wakeford, mentre i testi sono opera di Davide e vengono cantati dall'ex Death In June. Le peculiarità localistiche e....
 
Recensione
11-03-2014 : THE VICTIM'S BALL
THE VICTIM'S BALL
Rispettando la perfetta cadenza annuale, il progetto del nostro connazionale Roberto Massaglia (da oltre vent'anni domiciliato in Australia) giunge con "Ephemeral" alla quinta prova sulla lunga distanza, rilasciata nuovamente via Elysium Sounds nel pregiato formato digipack completo di booklet. Proprio col precedente "Tales From The Gibbet", da noi recensito ed approfondito in sede di intervista, abbiamo presentato al pubblico italiano il suono di The Victim's Ball, forte di un piglio sinfonico/marziale ottimamente combinato ad una vocalità ad ampio respiro e ad una teatralità che affonda nei secoli perduti e....
 
Recensione
19-02-2014 : ORCHIS
ORCHIS
Con Alan Trench e Tracy Jeffery impegnati nel progetto Cunnan, la storia degli inglesi Orchis pareva essersi definitivamente conclusa dopo la ristampa di "A Thousand Winters" del 2009 ed una serie di tracce sparse, rare o inedite, rilasciate attraverso uscite a bassa tiratura per gli appassionati più fedeli... La scorsa estate è invece uscito "A Dream", quarto album di una carriera discografica iniziata nel '94 col full-length "The Dancing Sun", proseguita con la giusta convinzione nei 90s e divenuta discontinua e fumosa al volgere del nuovo millennio. Le poche note disponibili sul retro....
 
Recensione
12-02-2014 : SIEBEN
SIEBEN
Dieci album in quindici anni di onoratissima carriera discografica sono il significativo traguardo raggiunto dall'apprezzato violinista/cantante britannico Matt Howden, personaggio di spicco di una scena che lo visto protagonista assoluto anche in una lunga serie di memorabili collaborazioni, da quella storica con l'amico e compagno di tante avventure Tony Wakeford (Sol Invictus) al favoloso album realizzato nel 2012 assieme ai polacchi Job Karma sotto la sigla 7JK. Di questo grande artista ed autentico gentleman abbiamo imparato a conoscere pressoché tutto, dalle dinamiche con cui crea le proprie magie sonore sul palco alla poesia che....
 
Recensione
25-01-2014 : GALAHAD
GALAHAD
La dotta fucina della Danse Macabre punta per il nuovo anno sul piacevole e grazioso crossover tra rock e folk dei germanici Galahad, un agguerrito ottetto che in sala prove e studio vive ben prima dell'epoca moderna - tanto che nella line-up sono incluse figure emblematiche e simboliche della storia medievale, come il poeta Oswald, il Nano e lo stesso Galahad, che presta il nome al monicker. Galahad era nientemeno che uno dei cavalieri della Tavola Rotonda (in italiano Galeazzo), e pare che le letture della band colgano all'essenza molto più che il semplice ciclo arturiano. Ben venga, visto che si sposano alla perfezione con la....
 
Intervista
29-12-2013 : LUDOLA
LUDOLA
Band asciutta e diretta, lontana dai canoni stilistici più o meno in voga di questi tempi, i Ludola trovano linfa vitale nelle proprie radici polacche, che amano raccontare e cantare con un'accanita passione. Con tre album pubblicati nell'arco di tre anni scarsi il duo (Janek, voce e chitarre, e Zosia, voce e percussioni) ha attirato l'attenzione anche del pubblico internazionale, nonostante i testi in madrelingua e i concept storici non siano sempre alla portata di tutti. I collegamenti col neofolk e con la scena acustica oscura sono ridotti ai minimi termini: il loro è più un recupero di elementi tradizionali, che....
 
Recensione
16-12-2013 : INSCISSORS, AIMAPROJECT
INSCISSORS, AIMAPROJECT
Unire due importanti 'teste pensanti' del neoclassicismo musicale d'avanguardia come i greci iNsCissorS e la nostra Aima poteva essere un azzardo o un tentativo destinato a fallire, vista la notevole personalità posseduta dai due. Il progetto ellenico attivo ormai dal 2007, Aima che ha invece debuttato lo scorso anno con il bel CDr "Di Aima Il Segno", anche se le sue collaborazioni con altre entità esistono già da prima, e si è già ritagliata un posto di spicco all'interno della scena. Bene, la label svizzera Show Me Your Wounds ha deciso di provarci, e il risultato è questo miniCDr (davvero....
 
Recensione
24-11-2013 : THEODOR BASTARD
THEODOR BASTARD
A parte la defunta Pandaimonium nel 2004, nessuna etichetta europea di peso si era mai veramente accorta della grandezza del collettivo di San Pietroburgo, al punto che i Theodor Bastard gli ultimi due lavori ("Remixed" del 2011 ed il qui presente "Oikoumene") se li erano dovuti realizzare in proprio, mettendo in piedi per l'occasione la Theo Records... "Oikoumene" usciva in CD (digipack) e in digitale nel febbraio 2012, ed è ora la tedesca Danse Macabre a mostrare la lungimiranza necessaria per una meritatissima stampa europea in grande stile, seppur nella più modesta confezione jewel-case (e senza....
 
Recensione
22-10-2013 : LUDOLA
LUDOLA
Il terzo lavoro dei polacchi Ludola appare ancora più ermetico dei precedenti, almeno alle orecchie di chi non è loro connazionale: la lingua madre è infatti utilizzata (come sempre) per il canto, ma anche per le ampie informazioni presenti nel libretto. Solo dopo approfondite ricerche riusciamo a capire che il concept di base è la rivoluzione di Varsavia del 1944, estrema prova d'orgoglio con cui la popolazione locale cercò di liberarsi invano dell'occupazione tedesca prima dell'arrivo dell'Armata Rossa. Il tragico epilogo portò alla quasi totale distruzione della città, con la Polonia....
 
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