Logo DarkRoom Magazine
Darkroom List menu Room101 Room102 Room103 Room104 Room105 Room106 Room107 Room108 Room109 Reception
SYNTHPOP, FUTURE-POP, TRIP-HOP, CHILLOUT E TUTTA L'ELETTRONICA PIÙ ACCESSIBILE E MELODICA
HARSH-ELECTRO, EBM, ELECTRO-INDUSTRIAL, IDM E TUTTA L'ELETTRONICA PIÙ ABRASIVA E DISTORTA
DARKWAVE, GOTHIC, DEATHROCK, POST-PUNK E AFFINI
INDUSTRIAL, AMBIENT, POWER ELECTRONICS E TUTTE LE SONORITÀ PIÙ NERE ED OPPRIMENTI
NEOFOLK, NEOCLASSICAL, MEDIEVAL, ETHEREAL E TUTTE LE SONORITÀ PIÙ DELICATE E TRADIZIONALI
TUTTO IL METAL PIÙ GOTICO ED ALTERNATIVO CHE PUÒ INTERESSARE ANCHE IL PUBBLICO 'DARK'
TUTTE LE SONORITÀ PIÙ DIFFICILI DA CLASSIFICARE O MENO RICONDUCIBILI ALLA MUSICA OSCURA
LA STANZA CHE DEDICA LA DOVUTA ATTENZIONE ALLE REALTÀ NOSTRANE, AFFERMATE E/O EMERGENTI
LA STANZA CHE DEDICA SPAZIO ALLE BAND ANCORA SENZA CONTRATTO DISCOGRAFICO

Mailing-List:

Aggiornamenti su pubblicazioni e attività della rivista


 

Cerca nel sito



Room 105

 
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 >>  
Recensione
09-07-2020 : CAWATANA
CAWATANA
Già con la raccolta "Comprende" di fine 2016 l'act ungherese guidato da Kiss Balázs aveva iniziato a riprendere vecchi brani in nuove versioni, ed ora l'operazione continua - in attesa di un nuovo lavoro totalmente inedito - con altre due tracce, rinnovate nei contenuti nell'elegante vinile 7" in esame (realizzato in soli 200 esemplari). Apre "Something In The Final Hour (Living In The 80s Version)", che già sul sopraccitato "Comprende" era un mix a due voci - quella di Balázs e quella di Farkas Judit - fra i brani "Something" ed "In The Final Hour" (presi....
 
Recensione
19-06-2020 : IN RUIN
IN RUIN
Se escludiamo una raccolta di rarità ed inediti pubblicata in proprio nel 2016, gli americani In Ruin mancavano all'appuntamento con un nuovo album da oltre un decennio, tant'è che si attende il successore del debut "A Ghost To Be Forgotten" dall'ormai lontano 2008 (l'EP dello scorso anno "Waves Of Darkness" ne aveva solo proposto qualche brano in anteprima). Così come per il suddetto esordio sulla lunga distanza, anche stavolta è la Heidenvolk di Henryk Vogel (Darkwood) a pubblicare l'album in un essenziale quanto gradevole digipack, praticamente in concomitanza col live "casalingo"....
 
Recensione
07-05-2020 : IN THE NURSERY
IN THE NURSERY
Ormai vicini a festeggiare i quarant'anni dalla fondazione (succederà l'anno prossimo), gli ITN dei gemelli Humberstone proseguono spediti e con buona frequenza nella loro straordinaria carriera, che da parecchio tempo a questa parte ha dedicato ampio spazio alla "Optical Music Series", ovvero una serie di colonne sonore ideate, composte e realizzate dal duo britannico per film dell'epoca del muto. La nona uscita della serie (così apprezzata da portare all'inclusione delle soundtrack firmate ITN nelle nuove edizioni in DVD dei film musicati) consta dell'ideale colonna sonora pensata da Klive e Nigel per "The....
 
Recensione
18-11-2019 : PYLAR
PYLAR
Nato nel 2012 per mano di membri di Blooming Latigo ed Orthodox, con una line-up avvolta nel mistero (corroborato dall'utilizzo di maschere ed abiti rituali), il progetto spagnolo Pylar si è reso autore di cinque album fra il 2013 ed il 2017, macinando consensi in virtù di un suono che coniuga sacralità rituale, canti sciamanico/stregoneschi, avanguardismo industriale, ambient-folk e sfumature di crudezza metal, risultando carico di un particolare e totalizzante fascino oscuro che travalica il concetto di tempo. Se l'esperienza live pare essere la più indicata per cogliere appieno le finalità di una creatura....
 
Recensione
05-11-2019 : VESPERAL
VESPERAL
Dopo la cassetta d'esordio dell'estate 2017 "Conqueror Of Emptiness", il collettivo francese Vesperal approda nel roster della connazionale Steelwork Maschine (poco attiva a livello di nuove uscite negli ultimi anni) in occasione del secondo full-length "Wasteland", che viene pubblicato nelle 50 copie dell'edizione su nastro e nelle 200 di quella in vinile. Quello dei Vesperal è un dark-folk che mantiene le distanze dai tipici stilemi del neofolk mitteleuropeo, grazie ad una formula che si lascia contaminare da sfumature darkwave, shoegaze ed ethereal poggiando su di una chitarra che lavoro molto bene, in combutta....
 
Recensione
05-11-2019 : ZERESH
ZERESH
Quella israeliana non è certo una scena molto grande, ma c'è comunque fermento artistico, e fra i nomi emergenti vi è senza dubbio quello di Tamar Singer, musicista che negli ultimi due anni ha già fatto coppia con quotati connazionali come Vlad Shusterman (Ghost Bike, White Mourning) nei Cruel Wonders e Michael Zolotov (Kadaver) nei Necromishka. Zeresh è il progetto solista della cantante/chitarrista, e dopo il buon esordio con l'EP "Sigh For Sigh" ad inizio 2018, arriva infine il momento del debutto sulla lunga distanza, anch'esso patrocinato dall'israeliana 999 cuts. Quello di Zeresh è un....
 
Recensione
14-10-2019 : MOON FAR AWAY
MOON FAR AWAY
Anche i russi Moon Far Away, nel venticinquesimo anno dalla loro fondazione, approdano alla corte della Auerbach Tonträger (la divisione folk della Prophecy Productions), e per l'occasione lo storico marchio tedesco dà alle stampe non soltanto l'atteso nuovo album, ma anche il box "Zhito Zhala", contenente i cinque lavori realizzati dalla band fra il 1997 ed il 2010. Proprio nel 2010 il combo guidato da Count Ash (Aleksey Sheptunov) pubblicava "Minnesang", ultimo vero studio-album del progetto, ma nelle intenzioni dello stesso leader "Athanor Eurasia" ("il primo album di neofolk....
 
Recensione
23-09-2019 : STILLE VOLK
STILLE VOLK
Nel venticinquesimo anno dalla loro fondazione, i francesi Stille Volk tornano ad incidere per la blasonata Prophecy Productions dopo "Satyre Cornu" del lontano 2001, e segnatamente per la sua divisione folk Auerbach Tonträger, che pubblica non soltanto il nuovo album in due edizioni (CD singolo e doppio CD con tre tracce bonus), ma rilascia anche le 500 copie del magnifico artbook "Los Cants De Pyrène", comprendente tutti e sei i precedenti full-length della band più un settimo dischetto coi demo dal '94 al '96. Cinque anni dopo "La Pèira Negra" (edito dalla Holy Records, etichetta....
 
Recensione
04-07-2019 : AELDABORN
AELDABORN
Già attivi nei primi anni 2000, i neofolkers tedeschi Aeldaborn hanno esordito ufficialmente col full-length "Fountain Of Darkened Fires" nel 2011, approdando poi alla corte della rinomata Lichterklang nel 2014 col valido follow-up "The Cosmic Trident". Cinque anni dopo arriva finalmente l'atteso terzo album, giustamente presentato dalla stessa etichetta produttrice come il più accessibile della band, che ha senza dubbio reso più efficace e di ampio respiro il proprio sound, integrando come si conviene non soltanto la nuova singer Julia Lückewerth-Wilke, ma anche e soprattutto l'apporto sinfonico,....
 
Recensione
06-05-2019 : MONDFINSTERNIS
MONDFINSTERNIS
Abbandonati quei risvolti metal presenti sull'altra fatica rilasciata in formato fisico ("Where The Heaven Ends" del 2015, cui si affiancano anche due uscite in digitale), il duo russo torna con un album che sposta il focus verso nuove e suggestive rotte. I protagonisti sono gli stessi che animano Wolfkrieg, act di matrice NSBM/death/pagan fondato nel 2009 e con all'attivo parecchie release, e non è quindi un caso se nel suddetto album di quattro anni fa si sono udite anche voci black e parti strumentali metal-oriented, al fianco della solennità marziale e dei toni fiabeschi. Il duo moscovita abbraccia ora in pieno sia....
 
 
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 >>