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Recensione |
21-03-2007 : LES CHASSEURS DE LA NUIT |
Sulle buste del minestrone precotto e congelato viene sempre sbandierato il gran numero di differenti verdure nella miscela che, così sembra, porterebbe ad un piatto più gustoso. Più ce ne sono, migliore sarà il risultato finale, ci raccontano. Peccato che nella musica questo non sia necessariamente vero. Anzi. Il gran pastrocchio è sempre acquattato dietro l'angolo, e mette fuori il piedino birichino per farti lo sgambetto... Les Chasseurs De La Nuit (su Tesco, parbleu, anzi, su Heidrunar Myrkrunar) ci cascano con tutte le scarpe, pardon, con tutti gli anfibi (e la mimetica, ca va sans dire...). Un po' di.... |
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Intervista |
09-03-2007 : BLEIBURG |
Lo sviluppo imponente della brown area, cresciuta a dismisura negli ultimi dieci anni, ha visto un protagonista assoluto che in Italia non è ancora abbastanza conosciuto, ma ha avuto e sta avendo un ruolo di primo piano in quella scena marziale che continua a fare proseliti, a ricevere accuse spesso ingiustificate e a far comunque sempre parlare di sé. Il personaggio in questione è Stefan Rukavina, oggi meglio conosciuto per il suo progetto Bleiburg, ma che ha alle spalle una carriera che forse in pochi conoscono. E il fine di questa intervista è proprio di far luce su quanto Stefan ha rappresentato e prodotto nel.... |
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Recensione |
06-03-2007 : BLEIBURG |
La strana creatura di Stefan Rukavina, artista croato residente in Germania, muove i suoi primi passi nel '99 col 7" "Chess Board", edito da quella Thaglasz che nacque inizialmente - proprio per mano dello stesso Stefan - come fanclub dei Death In June (pubblicando anche una fanzine ufficiale) e che poi si trasformò in una vera e propria label, divenuta celebre grazie ad una serie di lussuose ed ormai introvabili compilation. Nel 2003 è poi arrivato il sontuoso doppio LP "Domobran", che ha consacrato il nome Bleiburg nel 'gotha' della cosiddetta 'brown area' grazie ad una serie di importanti.... |
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Recensione |
06-03-2007 : VV.AA. |
La celeberrima label svedese, a differenza di altre etichette, non ha mai inteso auto-inflazionarsi con l'immissione sul mercato di un numero eccessivo di raccolte dalla dubbia utilità, preferendo concentrare i propri sforzi sulle release degli artisti del proprio roster e proponendosi di uscire con delle compilation solo quando ciò si riveli necessario ("The Absolute Supper" ce ne diede un esempio), o ancor meglio quando è un tema preciso a legare fra loro dei brani realizzati per l'occasione. E proprio quest'ultimo è il caso di questo nuovo sampler, edito in sole 2000 copie in formato digipack e.... |
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Recensione |
06-03-2007 : DER BLAUE REITER |
Alcuni di voi conosceranno abbastanza bene l'artista spagnolo Sathorys Elenorth, già a capo dei disciolti Ordo Funebris, del side-project Lugburz ed oggi leader dei Narsilion, questi ultimi tornati sul mercato giusto lo scorso anno col positivo "Arcadia" su Caustic Records. E proprio l'etichetta iberica si premura di ristampare in una veste più consona (impreziosita da una pregevole confezione digipack) l'esordio dell'altro side-project di Sathorys, Der Blaue Reiter, precedentemente edito in formato CD-R ad inizio 2006 dalla misconosciuta Earendil Records. Il mastermind spagnolo, qui coadiuvato dalle comparsate dei.... |
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Recensione |
05-03-2007 : TRIBE OF CIRCLE |
Dopo due ottimi CD usciti all'inizio del nuovo millennio, era forte da parte di molti il timore di veder svanire questo progetto francese, di cui è titolare unico JeanPaul Antelmi. Tenuto a battesimo dalla francese Athanor (quando era ancora una label semi-sconosciuta), Tribe of Circle è diventato poi una delle colonne portanti dell'etichetta Hau Ruck! di Albin Julius, a cui ha garantito, insieme ad altri nomi, quello splendore raggiunto nei primi anni di vita e forse tuttora mai eguagliato. Come a pochi succede, la fama di TOC è cresciuta proprio negli anni di silenzio (e con essa i prezzi dei dischi d'esordio),.... |
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04-02-2007 : TOLL |
Disco originariamente uscito nel 1986 (come passa il tempo...), "Christ Knows" ri-vede la luce a venti anni di distanza grazie alla Cold Spring, non nuova ad operazioni di riscoperta di questo stampo. Il lungo lasso di tempo intercorso ha purtroppo fatto i suoi danni, mandando in aceto un vino che ai tempi era di sicuro pregiato. Piacevolmente sconclusionato nelle sue dissonanze (quel basso industrialeggiante mi ha ricordato i Chrome o qualcosa dei primi Swans, fatte salve ovviamente le debite differenze...), a tratti 'Coil-esco' nel suo incedere sghembo, decisamente affine (almeno in spirito) ai Cindytalk di "Camouflage.... |
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04-02-2007 : NECROPOLIS |
Ah, i bei tempi della grande madre Russia....... Grande paese, grandi potenzialità, grande arsenale militare ormai in disarmo, grande freddo....... In Siberia, poi..... I Necropolis arrivano proprio dalla Siberia (Irkutsk, per la precisione), e le note informative del disco parlano di field recordings registrati in basi missilistiche in disuso. Non essendo possibile verificare di persona, prenderemo per buona questa suggestiva ipotesi. Due soli brani (43 minuti in totale) di una dark ambient piuttosto corposa, non molto movimentata ma piacevolmente densa ed etichettabile - giusto per capirci - come appartenente alla scuola.... |
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04-02-2007 : LUASA RAELON |
David Reed si è costruito negli ultimi tempi una solida fama nel ribollente calderone della dark ambient made in USA, scuola che sempre più prepotentemente ha sostituito per numero e qualità quella agonizzante legata alla Cold Meat Industry, da anni persa nei meandri di una vomitevole auto-compiacenza. Oltreoceano, invece, la scena (per quanto comunque limitata, sia ben chiaro) non mostra segni di cedimento e procede imperterrita a sfornare dischi di spessore e fuori dal comune. Tra i quali rientra a buon diritto questo "Season Of The Witch", ultimo capitolo di una discografia a firma Luasa Raelon di.... |
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04-02-2007 : KARJALAN SISSIT |
Nuovo disco sulla lunga distanza per gli svedesi Karjalan Sissit, osannati ed incensati dal mondo intero come la nuova rivoluzione in ambito marziale/industriale. Oddio, lunga distanza mica troppo, visto che i nove brani di "Tanssit On Loppu Nyt" durano meno di 33 minuti, facendo pensare ad un mini più che ad un disco intero. Oddio, rivoluzionari proprio non direi. Non ho nulla contro l'industrial militareggiante/marzialotto/percussivo, che a dire il vero qui non è neppure troppo presente (a parte qualche sfuriata qua e là e qualche dialogo dal vago sapore di caserma in mezzo alle nevi del permafrost), ma ci.... |
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