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Recensione |
04-02-2014 : DIAMAT |
I Port-Royal, attivi da oltre un decennio, sono ormai una certezza per gli amanti del post-rock/shoegaze incrociato all'elettronica più intelligente, ed il nuovo progetto Diamat nasce proprio da una loro costola, condividendo col gruppo-madre l'appartenenza al roster dell'americana n5MD. L'idea nasce nell'autunno del 2011 durante un tour dei Port-Royal in territorio russo, allorquando il loro co-fondatore Attilio Bruzzone stringe un sodalizio con Andrea Zangrandi, prima che la line-up si stabilizzi a trio con l'ingresso del greco Christos Garmpidaki (noto nelle vesti di Dergar). Gente di comprovata esperienza che, in questa nuova.... |
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04-02-2014 : DANIEL & MIKAEL TJERNBERG |
Tornano a farsi sentire i fratelli Tjernberg, che ricordiamo sia per i due notevoli album prodotti sotto il monicker Lost Kingdom fra il 2008 e il 2010, sia per "The Chronicle Of The Black Monks", primo opus firmato dai due svedesi coi propri nomi e (comune) cognome, rilasciato dall'ottima Waerloga a fine 2011. È sempre la label svedese, che già si occupò di ambedue i lavori dei Lost Kingdom, a pubblicare "Anton", che al pari del suo predecessore è in buona sostanza la colonna sonora di una pellicola: nella fattispecie, trattasi di un thriller sci-fi prodotto dalla Visual Cooks, con musica sia.... |
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04-02-2014 : ACCOMPLICE AFFAIR |
Progetto ormai navigato quello di Przemyslav Rychlik, che firma con questo monicker il sesto lavoro in sette anni di attività. Se il passato era stato segnato da spunti interessanti ma che facevano fatica a concretizzarsi in brani compiuti, con "The Zone Of Silence" giungiamo al cospetto di un album maturo in cui l'unione di linee strumentali (centrale ancora una volta il ruolo della chitarra) e partiture elettroniche ci consegna sei brani ispirati, sempre diversi tra loro e capaci di descrivere panorami specifici, nonché di trasmettere emozioni di ampio respiro. Lo stile del musicista polacco guarda ad un post-rock.... |
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11-01-2014 : PREGHOST |
L'ottima label californiana n5MD tiene a battesimo un esordio importante, in quanto trattasi non di uno sconosciuto newcomer di belle speranze, bensì del giapponese Kosuke Anamizu, meglio noto al pubblico per i due album realizzati col monicker Moshimoss ("Hidden Tape N. 66" nel 2010 ed "Endless Endings" la scorsa estate). Rispetto alle due fatiche appena menzionate, caratterizzate da ambientazioni sonore più cinematiche e fanciullesche, nel suo debut - confezionato nel bel formato cardboard apribile - Preghost punta ad una musicalità trasversale che sfrutta le malizie più raffinate di trip-hop,.... |
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29-12-2013 : GHOST BIKE |
Secondo full-length e prima release nel formato fisico del CD (in confezione digifile) per questo sorprendente artista originario di Gerusalemme, dopo il debut album "You Don't Exist" del 2010 e l'EP "Time's Carcass" del 2011 (entrambi rilasciati solo in digitale). Il polistrumentista e produttore Vlad Shusterman prosegue il suo viaggio artistico al fianco della californiana n5MD (che già pubblicò il suddetto EP), come di consueto avvalendosi di una congrua dose di collaborazioni vocali e, soprattutto, lasciandosi alle spalle i pur notevolissimi sforzi precedenti per approdare ad una dimensione sonora ancor.... |
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16-12-2013 : STAVROS GASPARATOS |
Sound-designer d'eccezione, l'ateniese Stavros Gasparatos si è dapprima fatto le ossa nell'arco di tre release con la band Gyro-Gyro ad inizio millennio, per poi far decollare la propria personale carriera non soltanto col suo solo-project, ma anche e soprattutto componendo musiche per cinema, teatro, danza ed installazioni, ottenendo grandi riconoscimenti ed arrivando ad esibirsi, oltre che nella natia Grecia, anche in città quali Berlino, Londra, Macao, Amsterdam, Napoli e Sofia. "Seven", suo secondo album da solista dopo "Rehearsals" (Creative Space Records, 2008) ed un paio di uscite brevi in formato.... |
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16-12-2013 : RAPOON |
Rapoon, il famigerato act solista di Robin Storey, ex-Zoviet France, giunge al cinquantesimo album (il quinto nella fruttuosa collaborazione con la label polacca Zoharum) riuscendo in tanti anni di attività a coniugare sapientemente l'alta qualità realizzativa con quantità produttive imponenti e con una vena sperimentale costante e originale, spesso in anticipo sui tempi. Con "To West And Blue" Robin torna alla descrizione paesaggistica che ha segnato parte della sua discografia, facendo cadere la scelta sul suggestivo - e poco conosciuto - estuario del Solway, zona in cui l'autore è cresciuto, sita nel.... |
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16-12-2013 : NASTROM |
Mini-album d'esordio per Nastrom, progetto nato dalla mente del serbo Stevan Lenhart, polistrumentista con un debole per il rock minimale e sperimentale. Le cinque tracce del dischetto sono incentrate principalmente sulla chitarra elettrica, le cui note vengono arrangiate e contornate di temi generati da basso elettrico, synth e drum-machine. La passione per certa musica del passato, da Scorn e Godflesh fino a band lontane come i Faust o i Tuxedomoon, portano Stevan ad assemblare un sound fatto di riff densi e possenti, le cui note riempiono e rimbombano unendo intrecci affabili e a tratti oscuri. Il minimalismo tonale viene arricchito di.... |
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06-12-2013 : SHHH... |
Poco più di un anno fa avevamo parlato del progetto del portoghese Rui Bentes in occasione dell'uscita del CD 3" "Afterglow", breve release che era servita a svelarci le qualità del cinematico suono electro-industrial-ambient proposto dall'act iberico. Già all'epoca si parlava di un album di prossima uscita pieno zeppo di collaborazioni con nomi di peso degli ambiti più alternativi del suono, e alla fine il progetto si è concretizzato nella forma di due volumi separati: in pratica due EP distinti tra loro, venduti singolarmente in tirature di soli 100 esemplari ciascuno, con essenziale.... |
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24-11-2013 : SQE |
È possibile che troviate catalogato questo "5+4" di SQE sotto il file dub reggae. E ciò formalmente non è sbagliato, perché gli SQE (ensemble aperto capitanato da J. Greco) propongono esattamente sonorità che possono essere fatte rientrare in quell'ambito. Tuttavia è come sono proposte queste sonorità a fare la differenza. I fans di Shaggy possono pure tornarsene ad ascoltare il loro beniamino, perché qui avrebbero ben poco con cui sollazzarsi. "5+4" è un opera estremamente cupa e sperimentale, più vicina alle asperità sonore dei Massive Attack o.... |
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