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Recensione |
16-04-2011 : MELMAC |
La band francese Melmac, nata ben dodici anni fa, giunge solo adesso al suo terzo album dopo un ampio periodo di inattività. Il nuovo lavoro si fonda su una commistione di suoni strumentali ed elettronici che vanno ad intessere architetture di vario genere: dal post-rock ambientale ad una singolare sperimentazione che rimanda ad alcune sonorità proprie dei Sonic Youth, specialmente nell'uso della chitarra elettrica. Proprio questo strumento si erge a massimo protagonista, sporadicamente utilizzato in maniera melodica con evidenti venature malinconiche ("Killer"), ma per lo più finalizzato a generare poderosi.... |
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09-04-2011 : SEMIOMIME |
Noël Wessels è un grande artista, ma questo l'avevamo già ampiamente evidenziato poco più di un anno fa, quando abbiamo incensato da queste pagine il favoloso "The Words Below", suo secondo album come DJ Hidden. E potremmo stare qui a tessere le lodi del musicista olandese anche in qualità di metà del duo The Outside Agency, la cui reputazione in ambito hardcore è assolutamente fuori discussione, ma c'è da parlare dell'altro solo-project di Noël, Semiomime, che esordisce finalmente sulla lunga distanza, sebbene se ne trovino tracce su compilation risalenti anche al 2003..... |
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02-04-2011 : STEVEN SEVERIN |
È sempre difficile valutare un lavoro musicale che fa da colonna sonora per un film, in particolare per uno muto, dove la parte musicata diventa determinante, insieme alla mimica degli attori, per trasmettere le emozioni dei personaggi. Se poi questo film è "Le Sang d'un Poète", debutto cinematografico di Jean Cocteau, targato 1930, le cose sono ancora più difficili. Il film, che a suo tempo fece scalpore, tratta dell'influenza che gli scritti di un giovane poeta sembrano avere su strani eventi che accadono nella sua vita, come statue che prendono vita o corridoi che si nascondono nel riflesso di uno.... |
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20-03-2011 : THOMAS NÖLA & THE BLACK HOLE |
Thomas mescola le carte, cambia nome alla sua brigata di suonatori (da Thomas Nöla et Son Orchestre a Thomas Nöla & The Black Hole) e tinge di tristezza una musica che si fa più ruvida e minimale, pur mantenendo quell'orecchiabilità che ha contraddistinto i suoi passati lavori. L'autore americano si mantiene ancorato alla ballata acustica e ai temi di piano, strizzando l'occhio ai vecchi motivi degli anni '50 e '60, ma anche a band moderne come i Bad Seeds, unendo un gusto per filastrocche pop a retaggi blues e folk, variati da misurati arrangiamenti neoclassici messi a punto dal violoncello di Karen S. Langlie e.... |
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20-03-2011 : VV.AA. |
Monumentale nuova compilation per l'attiva label tedesca Echozone, che arriva sul mercato con un doppio CD contenente il meglio del proprio roster di artisti. Trentasette pezzi per un totale di altrettante band presenti, quasi 160 minuti di musica e un booklet con diverse informazioni sugli artisti. Di solito, con qualche rara eccezione, i sampler sono solo un coacervo di cose già sentite e nomi altisonanti, messi lì senza logica apparente. Nel caso di "Correlation", se non altro c'è uno sforzo di suddividere i gruppi presenti in due CD distinti: uno dedicato a sonorità più marcatamente darkwave,.... |
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13-03-2011 : DEVAS |
La berlinese Klangwirkstoff è un'etichetta da pochissime selezionate produzioni (siamo giunti solo alla sesta, partendo dal 2006), tra ambient ed elettronica minimale, e questo per via di un manifesto programmatico non esattamente aperto a chiunque: l'idea è infatti quella di realizzare musica basata sulla filosofia dell'ottava cosmica (di cui si trovano ovviamente cenni in rete, per i più curiosi). È facile immaginare che siano in pochissimi a basare il proprio suono su tali prerogative, ma quando questi si affacciano in superficie, la label berlinese si fa trovare pronta a supportarli, come nel caso del duo in.... |
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13-03-2011 : VERNEY 1826 and PHANTOMS OF THE S.S. |
All'atto di andare a scoprire due act particolari ed assai poco noti da queste parti, vogliamo in primo luogo recuperare questo corposo e suggestivo split di fine estate 2010, certi di far cosa gradita prima di indagare sul nuovissimo album di Verney 1826 (appena immesso sul mercato). Equamente diviso nei suoi quasi 80 minuti (otto brani a testa), il dischetto si apre con Verney 1826, progetto tedesco capeggiato da Meiko Richert, che per l'occasione rende il proprio suono più atmosferico rispetto al maggiormente sinfonico debut-album "Nebelland". La musicalità soffusa e misteriosa di Verney 1826, qui piegata al verbo.... |
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13-03-2011 : VV.AA. |
Si rinnova l'appuntamento con il sampler promozionale della famiglia Steinklang, gustoso prodotto disponibile a prezzo irrisorio e contenente brani estratti dalle produzioni più recenti o prossime venture della label austriaca e delle sue ramificazioni. I 19 brani propongono una varietà di suoni che spazia dal post-industrial più marziale e percussivo per arrivare fino alle derive ur-folk e psych-folk, passando per tonalità neoclassiche e ambientali. Come al solito non mancano delle vere perle che da sole valgono l'acquisto del dischetto: splendono di luce propria l'acustica e remota "Feet Of Clay" di.... |
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05-03-2011 : SKY BURIAL |
Capita, a volte, che nel nome di un gruppo o di un progetto, o anche nello pseudonimo di un artista, vi sia l'indicazione di quello che si trova nella sua musica. Lo 'sky burial' è una pratica di sepoltura tibetana in cui i cadaveri vengono lasciati all'aria aperta per fare da pasto agli avvoltoi, tappa intermedia del ciclo vita-morte-vita, fisicizzazione estrema del concetto di reincarnazione spirituale e, allo stesso tempo, negazione della fisicità a favore del puro spirito, dove la materia morta diventa cibo per l'essere vivente che ne carpisce in qualche modo l'essenza. In questo complesso plot esoterico-filosofico,.... |
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19-02-2011 : HIMALAYHA / DREAM METAPHOR / VYSEHRAD / ELETRÓLISE |
Il pregevole split a quattro in esame nasce dalla collaborazione di associazioni culturali come l'etichetta Thisco e la Fonoteca Municipal de Lisboa, entrambe portoghesi come anche i progetti musicali coinvolti. Si tratta di nomi ancora poco noti, alcuni dei quali con poche release alle spalle (anche su netlabel), tutti comunque meritevoli di attenzione e portatori di un messaggio sonoro il cui taglio filmico, per lo più strumentale, è il comune denominatore del dischetto, la cui confezione reca quattro copertine ed altrettanti titoli per ognuno degli act partecipanti. Apre le danze Hélder Costa, ovvero Himalayha, il cui.... |
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