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Recensione
18-01-2010 : IN KOMFORT OV KNIVES
IN KOMFORT OV KNIVES
Wilson Heng compone alcune sessioni di batteria per una band locale (siamo nei territori metropolitani australiani) e il materiale prodotto lo convince ad una scelta egoistica, 'usando' la musica ideata per dare i natali ad In Komfort Ov Knives: mai decisione fu più felice. Fin da questo debut la musica di Heng è accattivante, godibile e pronta per ritagliarsi subito uno spazio tra gli estimatori dei suoni synth-wave e industrial. Una perfetta messa a regime prevederebbe piccole registrazioni limitate unicamente a lievi correzioni: una voce femminile, ad esempio, restituirebbe al meglio la sua elettronica spesso romantica.....
 
Recensione
11-01-2010 : STEVE ROACH
STEVE ROACH
Nella sterminata discografia di Steve Roach campeggiano vari dischi monotraccia dalla durata decisamente superiore a quella di un singolo: "Destination Beyond" rientra in questa categoria di lavori che, dall'alto della qualità dei suoni, non facilitano per nulla l'approccio dell'ascoltatore al contenuto, soprattutto se il brano presenta una struttura minima reiterata all'infinito. Gli oltre 70 minuti dei questo CD sono realizzati in maniera semplice, utilizzando soffici temi di tastiera che ondeggiano tranquilli su un tappeto di pulsazioni circolari create tramite sintetizzatori; emergono inoltre in più momenti tenui....
 
Intervista
04-01-2010 : THOMAS NÖLA
THOMAS NÖLA
Personaggio curioso Thomas Nöla, strana figura di artista poliedrico che si impegna nel far cinema, produce album di amici e sforna dischi propri. Allo stato attuale rimane ancora un outsider. Uno che non si è affermato tra il grande pubblico di nicchia, ma ha le carte per farlo. Magari anche per sfondare in un ambito più mainstream. Il suo stile è lontano da qualsiasi facile catalogazione... si dice che assomigli "un po' a quello e un po' a quell'altro", ma alla fine assomiglia solo a Thomas Nöla, il che ne fa un autore degno di grande interesse. È l'immaginazione il tocco in più dei....
 
Recensione
04-01-2010 : MAX BONDI
MAX BONDI
Max Bondi, musicista inglese già collaboratore del progetto Bleeding Heart Narrative (di cui abbiamo avuto modo di parlare nel nostro magazine), arriva al debutto solista con un album concepito e registrato in un arco temporale molto ampio, ma assemblato nel giro di circa una settimana. "M" è un lavoro assai particolare, frutto dell'unione di partiture strumentali e sonorità elettroniche, spesso accompagnate da percussioni o motivi che assumono un andamento ritmico. In alcuni passaggi è possibile intravedere l'ombra del collega di scuderia Oliver Barrett, soprattutto nei temi lineari di tastiera e nelle....
 
Recensione
04-01-2010 : VV.AA.
VV.AA.
Curiosa compilation nata dall'unione d'intenti fra le due etichette olandesi Mindtrick Records (questa guidata da Guido v.d Brink, titolare del progetto Atiq) e Redrum Recordz, che assieme ci propongono undici tracce di elettronica 'di confine' quasi esclusivamente strumentale in un package piuttosto scarno. Siamo in territori non propriamente allineati al nostro ambito, benché certi nomi possano destare l'interesse di colo i quali si dilettano con sonorità IDM, downtempo, breakbeat o chillout. Apre lenta e suadente "Psychic Killer" di The Eerier Child, act che presenta anche una "Into The Sun" più....
 
Recensione
04-01-2010 : FRANK ROTHKAMM
FRANK ROTHKAMM
Nato in Germania e trasferitosi negli States, Frank Rothkamm proprio in Los Angeles trova il substrato ideale (e forse anche il target adatto) alla sua 'deontologia' sonora. Post-modernismo quasi futurista e rifiuto dell'uso del testo come trasmissione di concetti se non in modo ermetico: semmai l'uso della parola cantata è l'associazione canto-sound tra equilibri ed onomatopee (un "Je Sens La Vie" ripetuto in eterno mentre si insinua nel ritmo quasi 'jungle' di "La Vie" ne è l'esempio più immediato). La musica di Frank Rothkamm nasce ufficialmente nel 1990 con il debutto su cassetta "The Cult Of....
 
Recensione
28-12-2009 : BEEHATCH
BEEHATCH
Beehatch è un duo americano composto da Mark Spybey (in passato membro importante di Zoviet France e Download) e Phil Western, pure componente dei Download (side-project dello Skinny Puppy cEvin Key), ma anche di Floatpoint, Kone e Plateau. Le loro carriere hanno incrociato non solo l'estro di Key: Mark ha anche collaborato con il 'cigno' romantico Jarboe, Genesis P. Orridge, The Legendary Pink Dots e molti altri; Western ha 'vissuto' produzioni per Metallica, Nine Inch Nails e Bryan Adams, tra i blasoni più importanti. Ciò delinea un quadro artistico con elevate credenziali, non casuale all'interno degli ambiti oscuri....
 
Recensione
28-12-2009 : STRUGGLE AT THE SNUGGLE FACTORY
STRUGGLE AT THE SNUGGLE FACTORY
Struggle At The Snuggle Factory è una creazione di Demian Rufus Mikeypup, autore sperimentale proveniente da Portland (focolaio di ottimi nomi per il settore underground) che ha già dato vita ad altri piccoli moniker ancora semi-sconosciuti. "Wwuuffwwuuffwwuuff[6]" è il terzo lavoro del progetto, generato in tono minore, registrato nella camera da letto dell'autore e segnato da una notevole quanto probabilmente voluta resa lo-fi. La voce si trascina stanca e sorniona, intonando discorsi non semplici da seguire, mentre sullo sfondo agisce una piccola orchestrina privata che, tra minimali percussioni ovattate e....
 
Recensione
21-12-2009 : THE DIVISION
THE DIVISION
Ci sono artisti che scrivono parti importanti di storia della musica, spesso da dietro le quinte, ma fondamentali per l'evoluzione del suono: nella wave psichedelica ed industriale uno di questi è Matthew Schultz. Oltre trenta album prodotti fin dai primi anni '90 e mente logistica di vari act (tra cui il più famoso Lab Report da lui formato, progetto in cui si sono affacciati anche Lydia Lunch, Genesis P. Orride e Chris Connelly). In questa fase artistica, con il monicker The Division, Matthew esplora ed elabora un territorio di rara bellezza estetica ed introspettiva: l'oriente. Nove mantra per potenziare il suo genio....
 
Recensione
07-12-2009 : BLEEDING HEART NARRATIVE
BLEEDING HEART NARRATIVE
Ad un solo anno di distanza dal fortunato album di debutto "All That Was Missing We Never Had In The World" torna più ispirato che mai Bleeding Heart Narrative, il progetto inglese ideato e capitanato da Oliver Barrett. Le caratteristiche peculiari dell'esordio vengono mantenute in parte anche nel nuovo album, eliminando solo le partiture più rumorose. Per contro l'aspetto compositivo appare modificato: sembra esserci una malinconia meno uggiosa, per lasciare spazio a tonalità sviluppate quasi esclusivamente in crescendo, creando una sospensione estatica che guarda all'infinito. Basta saggiare le prime tre....
 
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