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Recensione |
13-05-2009 : VV.AA. |
Non ci aveva ancora pensato nessuno ad omaggiare con una compilation il grande Pier Paolo Pasolini, fondamentale Artista dello scorso secolo che di certo non ha bisogno di presentazioni. E non poteva che essere una label italiana (la sempre più attenta Rustblade di Stefano Rossello) a prendere una tale iniziativa, grazie al contributo di quattordici nomi di fama nazionale ed internazionale. Ogni brano di "Songs For A Child" sembra legato da un filo magico, una sorta di energia che sfocia in un turbine di rumorismo, di esoterismo e di sperimentazioni di matrice industriale che meritano tutte le vostre attenzioni..... |
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Intervista |
15-04-2009 : MONA MUR |
Nata artisticamente nella prima metà degli anni '80, Mona Mur è stata protagonista di quell'avanguardia che, tra divisioni politiche (il muro in Berlino era ancora presente con tutto il suo carico di simbologie, dissociazioni, idealismi) e neoprospettive artistiche, ha fissato il nucleo che poi negli anni (soprattutto '90) ha innalzato la Germania a grande baluardo per la musica gotica in tutte le sue espressioni. Quindi grandi meriti per Sabine! Forse i riconoscimenti arrivano in ritardo, ma noi siamo qui per innalzarla. E lo facciamo nel momento del suo ritorno definitivo: già negli anni precedenti la si ritrova di.... |
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Recensione |
15-04-2009 : OGOGO |
Igor Grigoriev, dietro il monicker Ogogo, spesso è solo, mentre a volte si circonda di collaborazioni più o meno acustiche per dare suono alle sue visioni. Principalmente "Redux" è una visione, come lo fu "Linden" di cui parlammo in passato, nata per dare un suono all'allestimento del pittore che assegnava il nome all'album. In questo nuovo album è il trombone di Rodney Oakes che supporta le costruzioni di chitarra di Grigoriev, fruttando tredici tracce a volte troppo ostiche, ma comunque d'impatto. La strada che il russo naturalizzato californiano percorre è una costante salita verso.... |
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Recensione |
06-04-2009 : MONA MUR & EN ESCH |
La nascita artistica di Mona Mur (dietro il cui pseudonimo si cela Sabine Bredy) risale agli albori degli anni '80, e per due anni può fregiarsi dell'avere creato, con F.M. Einheit, Alexander Hacke e Marc Chung, il nucleo originario degli Einstürzende Neubauten, Blixa a parte. Erano i tempi del progetto Mona Mur & The Mieter, gli echi del punk gotico dall'Inghilterra infiammavano la Germania e la Nostra, con Nina Hagen, rappresentava la parte teutonica delle eroine 'arrabbiate', speculari alle albioniche Siouxsie o Cleo Murray dei March Violets. Poi altri due anni di collaborazioni ma senza troppe convinzioni, la carriera.... |
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Recensione |
31-03-2009 : ANTONIO BAENA |
Antonio Baena, musicista spagnolo dedito all'elettronica, ha scelto, ormai dal 2006, di mettere i propri lavori gratuitamente a disposizione del pubblico tramite download in formato mp3: ogni sua opera può essere infatti scaricata presso la netlabel Taller De Horas, etichetta che Antonio ha creato appositamente per divulgare la sua musica. L'album "The Rain", risalente al 2008, è diviso in quattro tracce di circa dieci minuti ciascuna, ognuna della quali nasce da un diverso spunto sonoro, ma tutto il lavoro viene rielaborato e trattato in studio con un unico metodo: da ciò nascono pezzi che hanno evidenti.... |
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Recensione |
31-03-2009 : STEVE ROACH/ERIK WØLLO |
Il nome Steve Roach non ha certo bisogno di presentazioni per chi conosce (anche in maniera superficiale) il mondo della musica ambient. Negli ultimi 20 anni l'artista americano ha prodotto decine di dischi e collaborato con il gotha dei musicisti di genere. Meno conosciuto, almeno nella nicchia di genere, il compagno che Roach ha scelto per questo "Stream Of Thought", vale a dire il chitarrista/compositore norvegese Erik Wøllo, che ha alle spalle una copiosa produzione di dischi di natura più 'melodica' rispetto alla sua controparte americana. Il risultato - come prevedibile - è un ibrido tra i mondi dei due.... |
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Intervista |
23-03-2009 : DIAMANDA GALÁS |
"Guilty Guilty Guilty" è l'ultimo lascito della lady oscura più maledetta della scena musicale internazionale. Attiva all'inverosimile, quasi rinunciando ad una vita privata; nuove produzioni attendono la strega americana, spaziando con la sua voce nei territori scuri, blues, lirici, con una visione universale del suo mondo artistico. Un anno di contatti con la sua manager: rimandi, dimenticanze, assenze per concerti in ogni angolo del Pianeta, ma alla fine vi regaliamo con passione un piccolo ritratto personale dell'artista. Non giudicatela se nelle risposte tende ad essere a volte evasiva: il carattere della Serpenta.... |
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Recensione |
23-03-2009 : PURE REASON REVOLUTION |
"A lasciar la strada vecchia per la nuova..." potrebbe sentenziare qualche saggio, ma in tal caso andrebbe immediatamente zittito dalla cronologia delle news. Prima ancora di stupirsi per l'inversione di rotta del sound che aveva fatto la fortuna del discreto "The Dark Third", bisogna fermarsi a riflettere circa la dipartita dalla line-up del polistrumentista Jim Dobson, che si era costruito le proprie fortune tramite un prog cerebrale di vecchio/nuovo stampo con calde armonizzazioni vocali di gente come Fleetwood Mac e The Four Freshmen. Portandoli poi alla corte di Sir Wilson in un lungo tour, mentre la critica ne.... |
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Intervista |
02-03-2009 : ZEROMANCER |
Ci sono voluti praticamente cinque anni per dare alla luce "Sinners International", nuovissimo lavoro per gli Zeromancer dopo l'acclamato ma ormai lontano "Zzyzx". Il combo norvegese non ha deluso le attese ed è tornato con un album frizzante, energico e ricco di sfumature, che riassume alla perfezione il vario background musicale di una band che oggi piace sia a chi ama le chitarre di derivazione nu-metal, sia a chi è cresciuto con una certa musica elettronica alternativa dal forte approccio rock. "Sinners International" è un disco oscuro e complesso (anche nelle tematiche trattate), ma allo.... |
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Recensione |
09-02-2009 : ZEROMANCER |
Negli ultimi anni Alex Møklebust, Noralf Ronthi and Kim Ljung si sono riuniti con la loro vecchia band, i Seigmen, mentre lo stesso Kim Ljung aveva messo in piedi un side-project chiamato Ljungblut: questo è stato il motivo per il quale abbiamo dovuto attendere oltre cinque anni per un nuovo full-lenght degli Zeromancer, diventati in questo decennio una vera e propria istituzione in ambito electro-rock. Il combo norvegese torna con un album molto più maturo e solido rispetto ai precedenti, che mette in luce un sound eclettico e genuinamente alternativo (in chiave commerciale), il punto di incontro tra diversi generi tra i.... |
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