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Intervista
14-11-2018 : SEADRAKE
Non è certo un caso se col titolo di questa intervista abbiamo voluto parafrasare proprio il brano "Something Durable" ("qualcosa di durevole", appunto), poiché i Seadrake sono qui per restare e per lasciare un segno tangibile nella scena synthpop. Vero e proprio supergruppo nato per mano dello svedese Rickard Gunnarsson (Statemachine, Lowe), del sudafricano Hilton Theissen (Akanoid, Dark Millennium) e del tedesco Mathias Türk (Minerve), il nuovo act ha rilasciato l'album d'esordio "Isola" la scorsa primavera dopo una serie di fortunati singoli apripista, colpendo nel segno grazie alla...
 
Recensione
14-11-2018 : DISTEL
Approdato alla corte della rinomata Ant-Zen nel 2015 in occasione del secondo full-length "Zand", e con all'attivo anche un mini-album ed una manciata di singoli, il duo olandese torna con l'atteso terzo lavoro sulla lunga distanza. Æter (synth/voce) e Scramasax (percussioni), sodali anche nel quartetto avant-garde/black ritual Hadewych, hanno costruito il suono di Distel abbeverandosi alla fonte del movimento Ultra (frangia post-punk olandese dei primi anni '80 dedita a sperimentare con approcci differenti rispetto ad altre filiazioni) in un'ottica che essi stessi definiscono "angst pop", dove "angst"...
 
Recensione
14-11-2018 : SHE SPREAD SORROW
Dopo una prima edizione in vinile limitata a 300 esemplari e datata maggio 2017, da tempo ormai sold out, finalmente la Cold Spring appronta la stampa nel formato CD - nella mirabile confezione digipack a sei pannelli - del secondo album di She Spread Sorrow, solo-project di quell'Alice Kundalini già nota alle cronache industrial e noise per la sua militanza in act quali Deviated Sister TV e Dead Perfection. Sebbene il terzo full-length "Midori" sia già fuori da un po' (e ci auguriamo di recuperarlo presto in sede di recensione), è con piacere che torniamo su di un'opera che, per tiratura e formato, ha...
 
Recensione
14-11-2018 : ARKTAU EOS
A poco più di un anno da "Catacomb Resonator" il duo finnico torna con la sua settima fatica sulla lunga distanza, pubblicata per il momento solo su CD (la consueta, splendida confezione cartonata apribile, contenente anche un magnifico inserto grafico) in 440 esemplari. Il titolo dell'album, tradotto dal copto, significa 'deserto': scelta naturale per un'opera il cui intento, attraverso l'uso di vecchi synth ed elementi ritualistici di natura acustica, è la completa transizione dell'ascoltatore verso i regni desertici sottintesi. La maestria del duo di Oulu permette a queste nove tracce di natura dronica di evocare...
 
Recensione
14-11-2018 : ALBERTO NEMO
Trascorsi circa sette mesi dal precedente "6x0", l'artista veneziano torna anche stavolta con un EP a sei tracce (il terzo in totale), nella fattispecie confezionato in un bel digipack di formato A5. Coi precedenti lavori abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare l'indole poetica che anima il suono neoclassico/ambientale di Alberto, il quale con la nuova fatica spinge verso l'Assoluto la propria emozionante scrittura, sulle ali di un minimalismo che enfatizza al meglio il profondo intimismo di suoni e voci. È "Ancora", brano vincitore dell'edizione 2018 di "Musicultura", ad aprire l'opera col suo...
 
Recensione
14-11-2018 : TUNNELS OF AH
Continua il sodalizio tra Cold Spring e l'israeliano Stephen Ah Burroughs, che arriva ad Agosto di quest'anno al quarto lavoro per la label inglese, tutti rigorosamente rilasciati a distanza di due anni l'uno dall'altro, quasi a voler rispettare - o meglio, enfatizzare - quella dimensione ritualistica che la produzione della creatura Tunnels Of Ah secerne fin dagli esordi. Non è sempre facile entrare ed uscire indenni dalle ondate soniche di Burroughs, soprattutto dopo due album piuttosto ostici e difficilmente catalogabili come "Thus Avici" e "Surgical Fires", nei quali i ritualismi dronici più regolari ed...
 
Recensione
14-11-2018 : BROKEN EGO
Diciamolo subito e senza mezzi termini: benché su queste pagine sia transitato materiale di più ampia portata commerciale, quello in esame è senza dubbio uno dei lavori più commerciabili che ci sia mai capitato di trattare. Rimasta lontana dal mercato discografico per sette anni a seguito dell'EP d'esordio "Love & Decay In 16 Bit", la creatura del frontman e tastierista Chris Ego ha smesso di seguire le orme di Nine Inch Nails e Ministry, abbandonando completamente quel tipo di solidità strutturale in favore di un electro-rock estremamente orecchiabile e immediato. Il quartetto austriaco rivede...
 
Recensione
14-11-2018 : SEALED IN BLOOD
A distanza di tre anni dall'ultimo full "Accursed Sphere" torna, rigorosamente su Heervegen Tod, il progetto del polacco Funeral (Goat Thron), con un nuovo album dalle tematiche molto personali che ci forniscono anche una chiave di lettura quantomai necessaria per entrare nel mood oscuro ed inesorabile di "Dying Temple". Il "Tempio Morente" del titolo non è altri che la Natura stessa, minacciata e divorata lentamente dal progresso umano attraverso l'industrializzazione o la creazione di nuovi centri urbani. Più specificamente, l'album vuole musicare il lento morire e scomparire di una zona della...
 
Recensione
14-11-2018 : SEALED IN BLOOD
Ristampa e re-mastering su Heerwegen Tod del secondo lavoro a nome Sealed In Blood (progetto guidato da Funeral, anche noto nei panni di Goat Thron), originariamente rilasciato in CDr nel 2009 e già ristampato su tape nel 2012 in entrambi i casi con il titolo in polacco, terra natale sia del progetto che dell'etichetta. Ristampa quantomai ghiotta per chi volesse accaparrarsi qualcosa di fisico di questo cult act dell'underground contemporaneo - foriero di uscite limitatissime e ristampe su diversi formati che spaziano da EP, Demo, Promo e qualche full sin dal 2004 - ma soprattutto necessaria per riportare all'attenzione del pubblico un...
 
Recensione
14-11-2018 : MIREXXX
Nato nel 2007 per volontà di Stijn Szin (voce) e Posse (macchine), il duo belga ha esordito ufficialmente per la Echozone sul finire del 2017 con l'EP "Inside You", dopo un paio di demo-CDr datati rispettivamente 2008 e 2011. Sulle tracce dei colossi belgi del settore, con in mente i Front 242 ma col cuore più vicino ai Klinik, il duo si è costruito un sound debitore tanto della vecchia scuola EBM quanto in misura minore di quella dark-electro, unendo la muscolarità della prima alle atmosfere della seconda in un songwriting duro e spietato, oltremodo scarno nelle sue strutture. Non necessariamente un male...
 
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